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Messaggio Da granchio il Mer 16 Mag 2012, 14:03

Seduti intorno al tavolo i tre ragazzi chiacchieravano del più e del meno, quando giunse Paolo Martire.
Si salutarono e quest’ultimo, visibilmente eccitato, li zittì per prendere la parola.
”è successo qualcosa di straordinario che non vedo l’ora di raccontarvi – disse - mi ascoltate?... – immediatamente l’attenzione del gruppo fu catalizzata da quel ragazzo minuto che accompagnava le parole con ampi gesti delle mani - ecco, questa mattina, visto che non avevo impegni, ho deciso di andare al mare. Mi sono alzato di buon’ora, sono saltato sulla Duna…”
“l’auto giusta per il mare…” chiarì Eolo.
“…e via. Arrivato in pineta ho parcheggiato il mezzo…”
“Non è granché intero, figuriamoci mezzo…” valutò Macario con competenza automobilistica
“quindi – riprese Paolo Martire ignorando le interruzioni - ho raggiunto la riva di corsa, con le braccia allargate per prendere il vento…"
Si fece silenzio e presero ad ascoltarlo con attenzione, anche perché Paolo Martire era alquanto eccentrico e i concetti che esprimeva meritavano considerazione.
“Con le braccia allargate… come le ali di un aeroplano?…” intervenne Eolo, il più giovane del gruppo
Macario scosse la testa contrariato. Difficilmente polemizzava con il prossimo ma quasi mai ne condivideva le opinioni.
“Manco per sogno, le ali degli aeroplani non prendono il vento – proferì con sicurezza aerospaziale – tuttalpiù lo fendono e comunque a me il mare non piace, mi da un senso di malinconia. Qualche volta di nausea…”
“Si, ma fatelo finire…” intervenne Dora Delia Marta, la più anziana del gruppo, per questo ritenuta la più autorevole.
“Ecco, dicevo… mi sono seduto sulla riva e sono rimasto lì a guardare… il vento era sempre più teso e violento, gonfiava le onde e le faceva esplodere, schizzandomi l’acqua addosso…”
“ Beh, potevi spostarti…” affermò Eolo ragionevolmente, accompagnando l’osservazione con un movimento del corpo, per rendere meglio l’idea.
“Stavo appunto per farlo, quand’ecco che vedo arrivare un ragazzo con un wind-surf. Capisco che si tratta di un professionista dall’andatura…”
“Perché, com’era l’andatura?…” chiese Dora Delia Marta con curiosità tutta femminile.
“Mah, direi marittima, da navigatore. Chessò, come quella di Achab…”
“Achab era zoppo, la balena gli aveva mangiato una gamba!” obietto Macario, con misurato impeto.
“Vero - convenne Paolo Martire – ma proprio a causa di quell’incidente si muoveva sulla nave con una gamba di legno che incastrandosi tra le assi del ponte gli permetteva di camminare con la sicurezza di un marinaio…”
“Si, ma se non lo fate finire…” incalzò Dora Delia Marta, nel tentativo di limitare le digressioni.
“dicevo…il ragazzo mi saluta con un cenno della mano, mette la tavola in acqua e schizza via come un fulmine…”
“Pericoloso, con quel vento…” osservò Eolo
“Manco per sogno – confutò Macario, con competenza climatica - ci vuole il vento per andare sul wind-surf. Senza vento si va a remi…”
“sul surf a remi, quando mai…” osservò Dora Delia Marta sfoderando un sorriso luminoso. Aveva una dentatura perfetta, salvo per il canino destro accavallato sull’incisivo. Un dettaglio.
“Nel giro di qualche minuto lo perdo di vista – riprese Paolo Martire – perché sono attratto dal pulsare di una vena sul dorso della mia mano destra…”
“pericoloso, soprattutto alla mano destra” precisò Eolo
“manco per sogno, è il sangue che và più veloce” puntualizzò Macario, animato da spirito interventista e dotato di profonda conoscenza dell’apparato circolatorio
“Comunque alzo lo sguardo e osservo un fatto a dir poco insolito…” E come un attore di consumata esperienza Paolo Martire volse lo sguardo all’infinito e protese un braccio con la mano mezzo aperta per aria in silenzio e in sospensione per un tempo indefinito, esattamente come Marlon Brando nell’interpretazione di Antonio durante l’orazione ai romani, catturando ulteriormente la curiosità degli amici, forse più impazienti dei romani.
“…dunque, volgo lo sguardo all’orizzonte e cosa vedo?... Il ragazzo, in piedi sulla tavola, con la vela spiegata che fila come una scheggia…”
“sono missili, sono...” soggiunse Eolo con l’espressione di chi la sa lunga
“manco per sogno, sembrano veloci ma sono abbastanza lenti” ribattè Macario, che si diceva avesse il piede marino
“…comunque a me pare un missile sulla linea dell’orizzonte, però…”
“Però?..” fecero eco all’unisono Dora Delia Marta, Macario ed Eolo.
“…Ecco, il fatto straordinario è che mentre il vento spirava da sinistra verso destra, lui, il ragazzo, volteggiava da destra verso sinistra…”
“vuoi dire che il vento spingeva da qui a qui - precisò Macario muovendo contemporaneamente la mano destra da un punto ad un altro nello spazio - e lui, il ragazzo, veleggiava da qui a qui?...” e mosse la mano sinistra al contrario, così che non ci fossero equivoci.
“Esatto, proprio così”
“ Azzo..” commentò Macario, poco accademicamente.
“Controvento..” borbottò Eolo.
“in retromarcia...” precisò Dora Delia Marta, patentata di recente.
“In un primo momento pensavo di avere visto male – proseguì Paolo Martire – ma niente affatto, era proprio così. Anzi, più il vento spirava con forza, maggiore era la velocità; il vento a sinistra e lui a destra, al contrario…”
“Incredibile… - commentò Eolo, emettendo un sibilo. Più un soffio che un fischio, forse un refolo - credo però si possa spiegare con il senso di rotazione terrestre opposto alle folate siderali…”
“Giusto… - accondiscese Dora Delia Marta – un normale contrario. La nostra vita in fondo è fatta di contrari, è scientifico. Pensate ai cinesi, per esempio, che scrivono dal basso verso l’alto…”
“manco per sogno, dal basso verso l’alto non è un contrario perfetto – la interruppe Macario, esprimendo disaccordo, ma moderatamente - l’esempio giusto sono gli arabi. Loro scrivono da destra verso sinistra, quello è un signor contrario…”
“Anche i mancini scrivono… no, i mancini no…” buttò la Eolo, timidamente.
“In certe diete si inizia dalla frutta e si finisce con il primo – asserì fermamente Macario, con competenza alimentare - un contrario sputato…”
“Conosco uno che si è messo a dieta ed è ingrassato. Più contrario di così…” sentenziò Eolo, soddisfatto per l’appropriatezza dell’esempio.
“manco per sogno - obiettò Macario - poteva essere una dieta ingrassante…”
“…folate siderali, arabi, diete – mormorò, perplesso, Paolo Martire – il vento da una parte, il ragazzo dall’altra…”
“Sai che ti dico?... niente di straordinario – lo interruppe Dora Delia Marta sovrastata dall’aureola persuasiva che esibiscono solo saggi e santi - un contrario come un altro…”
“In effetti…” chiosò Eolo.
“nella norma…” soggiunse Macario, per una volta d’accordo.
“Ma certo – esclamò con impeto Paolo Martire, schioccando il pollice con il medio. Ogni tanto, nei momenti opportuni, sfoderava una grinta virile insospettabile in un corpo così minuto – come ho fatto a non pensarci?... contrari, opposti, rovesci… è questa l’essenza di tutto. E’ stato un bene parlare con voi, ora inquadro meglio la questione. Il creato è un paniere colmo di complessità ma c’è sempre una spiegazione per tutto. D’altronde l’uomo ricerca le ragioni della propria esistenza ponendosi continui interrogativi…”
“non so voi – lo interruppe Eolo – ma io non mi pongo continui interrogativi. Tuttalpiù chiedo agli altri. Se non so dov’è una certa strada lo chiedo al primo passante che incontro, mica a me stesso…”
“manco per sogno, magari ti da l’informazione sbagliata, basta consultare uno stradario – obiettò Macario, con controllato vigore – se fossi accorto lo sfoglieresti prima di affrontare l’ignoto…”
“…ma no, ma no – intervenne Dora Delia Marta - non è quello il genere di cose a cui si riferisce Paolo Martire, lui intende grandi questioni, rebus universali, problemi metafisici…”
“Già, è così – precisò Paolo Martire, sorridendo compiaciuto per l’acume e la saggezza femminili – ditemi: se Dio è Uno e Trino, complessivamente sono Quattro? Perché da 400 anni matematici e fisici stanno dietro Goldbach e le sue congetture ben sapendo che era analfabeta? Quando avete un cerchio alla testa è perché l’universo si contrae? enigmi apparentemente inspiegabili a cui tentiamo di dare risposta e… per quanto riguarda la mia storia, ha ragione Dora Delia Marta, è un contrario come un altro”
Tutti annuirono, pensierosi, e nessuno volle approfondire con ulteriori ragionamenti la sostanza delle riflessioni sino ad allora esposte.
“Bene, è ora di rincasare, ragazzi, conversare con voi è stato come sempre illuminante - sorrise – ci si vede, presto o tardi”.
E così dicendo Paolo Martire si alzò dalla sedia e andò via rapidamente camminando all’indietro.



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Re: Un-inverso

Messaggio Da Annalisa il Sab 03 Nov 2012, 11:14

I tuoi scritti, granchio, prendono subito l'attenzione. Il tuo modo di scrivere porta dritto dentro la storia, poi adoro i dialoghi, rendono tutto più reale. In questo caso mi è piaciuto molto il fatto che Paolo Martire è spesso interrotto. Mooolto reale. Mi perdevo solo ogni tanto tra virgolette e trattini. Secondo me, in uno stesso periodo è meglio usare o gli uni o gli altri.

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