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La poesia e le regole.

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Messaggio Da Anna Sugar il Mar 19 Giu 2012, 12:45

provare a recuperare un po' d'autostima...dopo....dopo tante vicende, è difficile,
ogni giorno si sente lo stridore delle unghia sui vetri ma, tappandosi bene le orecchie, qualcosa
si riesce a fare, si scivola e si risale e la mia scaletta sono loro...le mie piccoline

ecco


ora
ti
ho
sentita

sì!mi luccicano gli occhi ed ho la gola bloccata...si...

eccola l'artista...sensibile...
benvenuta nella mia pancia, nel mio cuore...

(lo sapevo...è un bel posto)

Nick...mi piaci!



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Messaggio Da Aspide il Mar 19 Giu 2012, 19:00

Anna, credo che forse non ci siamo capite. Comunicare emozioni è importante, e tu ci riesci benissimo, però, se si vuole andare oltre e fare in modo che l'emozione diventi arte e sopravviva nel tempo, non si può prescindere dalla forma. Ecco tutto. Credo che anche Laura volesse dire questo.
In quanto a Omero, la forma dei suoi poemi è stata destrutturata e ristrutturata per nove secoli nell'antichità, per non parlare di tutte le volte che ciò è stato fatto dalla caduta di Cosatntinopoli in poi.
Io, da ragazzina, pensavo che Picasso dipingesse quella roba perché non sapesse disegnare. Mi sbagliavo. What a Face
Il segreto è lavorarci su, ma fare finta che il tutto sia spontaneo. Mi piacerebbe farlo. Il guaio è che solo i geni ci riescono. Io non ne sono capace. No
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Messaggio Da lauramegali il Mar 19 Giu 2012, 19:44

Tutto giusto. Non ho più nulla da dire.
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Messaggio Da nick mano fredda il Gio 21 Giu 2012, 23:23

Tutto giusto, però la domanda è sempre la stessa: chi decide che uno è grande? Cioè chi decide che quel tale ha messo insieme forma e contenuto? Un vecchio saggio? Una commissione di vecchi saggi? Quelli che assegnano il nobel? E ci prendono? O sbagliano pure loro?

Per esempio Shakespeare duecento anni fa in Italia non lo conosceva nessuno. Bellini quando musicò I Capuleti e i Montecchi si rifece alla novella di Bandello, che invece era conosciutissimo, e no a Shakespeare. Oggi Shakespeare invece è conosciutissimo e Bandello non lo conosce più nessuno. Sbagliavano i vecchi saggi di allora o sbagliano quelli di oggi? Bandello aveva messo insieme forma e contenuto o no? O duecento anni fa sì e oggi un po' meno? Capite cosa intendo? Atacama ha postato delle poesie di una poetessa giapponese che probabilmente in Italia non conosce nessuno (forse nemmeno in Giappone) ma questo cambia di qualcosa la bellezza di quelle poesie? Picasso fu molto influenzato dall'arte africana ma gli autori di quell'arte africana che tanto influenzò Picasso non li conosce nessuno. Valgono meno per questo?

Non so se Omero ha destrutturato qualcosa di preesistente, il senso era che ci sarà qualcuno che non ha destrutturato niente perché non c'era niente da destrutturare! Il primo di tutti! Vi ricordate 2001 odissea nello spazio (il racconto) il capo degli uomini-scimmia si chiama Moon-watcher, Guarda-la-luna! Volete che uno con un nome così non fosse già un poeta?

Wink
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Messaggio Da Aspide il Ven 22 Giu 2012, 07:48

LO decide il tempo, Nic. Pensa al Marino, al Monti e a tanti poetuncoli adorati al loro tempo. Oggi non se li fila più nessuno. Non interessano più. Non trasmettono emozioni. Giacomino onori e fama ai suoi tempi non li ebbe. Credo che se la passasse piuttosto male. Qualcuno gli disse che doveva essere curato. E poi...
Sì, credo proprio che lo decida il tempo. Chi sopravvive è un grande. Gi altri ritornano cenere.
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Messaggio Da lauramegali il Ven 22 Giu 2012, 13:42

AHI! Ma così mi tirate per i capelli.
Nick, troppa carne al fuoco. Comunque ci provo:
1.Esiste, in ogni settore, una critica accreditata ( non io o tu...), che è un punto di riferimento imprescindibile.
2. Gli artisti africani. Bandello ( a parte che le sue novelle valgono e piacciono anche oggi).
Possiamo mai entrare nei meandri dell'ispirazione di artisti come S., P.?
Chi li ispirava può dir poco o molto a noi, ma certo non toglie nulla al valore di S. E P..
3. La poetessa giapponese. Belle immagini, ecc.
Varcherà le frontiere nazionali del gusto? Durerà? Chi sa...Il tempo è un giudice implacabile (DICE BENE ASP).
Ecco chi ne sapeva un po' di più:
"Alla domanda: - che cosa è l'arte?- si potrebbe rispondere celiando (ma non sarebbe una celia sciocca): che l'arte è ciò che tutti sanno che cosa sia. (B. Croce, Breviario di estetica)"
In soldoni, non basta che ciascuno abbia una propria idea di arte. Bisogna lasciar fare il proprio mestiere ai competenti.
Sentirsi scoraggiati? Suvvia, misurarsi con i grandi può aiutare a dare il meglio di sé, pur nella convinzione della propria piccolezza ( aiuto!...ANCHE DELLA MIA, E' CHIARO).
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Messaggio Da Atacama il Ven 22 Giu 2012, 16:19



Chi decide? Due cose prima di tutto: politica e sensibilità
del momento.





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Messaggio Da nick mano fredda il Sab 23 Giu 2012, 17:29

@asp
Sono d'accordo, però se lo decide il tempo, gli autori di oggi sono tutti quanti ingiudicabili. L'unica cosa che possiamo dire di loro è "questo mi piace" "questo non mi piace" e per il resto lasciar fare al tempo. Se uno piace nei secoli vuol dire che è grande, però lo sapremo tra cinquecento anni!


@laura
Sarà, ma quando sento parlare di critica accreditata mi vengono le bolle. Insomma mi sa di principio d'autorità, di chiesa laica, di saggi che dall'alto dispensano qualche perla di saggezza ai poveri idioti di sotto. E poi mi pare che sia stato proprio Picasso a chiedere a un critico che continuava a parlare di un suo quadro "ma lei davvero in questo quadro ci vede tutte queste cose?". Cioè l'opera d'arte e la critica dell'opera d'arte sono due cose completamente diverse. Spesso il critico vede nell'opera d'arte cose che l'artista non s'è sognato di voler dire. A volte in buonafede, a volte, penso io che penso male, in malafede (cioè a pagamento) ma resta il fatto che il critico fa diventare l'artista qualcosa di diverso, lo trasforma da persona normale in carne e ossa in una specie di santino, di icona, di madonna di Pompei da portare in processione e del quale è giusto quindi scandagliare ogni più piccolo aspetto (anche perché è il suo lavoro, sennò il critico che fa?). Picasso era di una bravura mostruosa ma era anche di un'ignoranza mostruosa, credo che non abbia mai letto un libro in vita sua, eppure alcuni critici sono riusciti a trasformarlo di volta in volta in esperto di politica internazionale, di filosofia, di psicanalisi, di fisica quantistica, di tutto! C'è un bel pensiero di Cioran a proposito del genio: "Quella specie di disagio che si prova quando si cerca di immaginare la vita quotidiana dei grandi spiriti... Verso le due del pomeriggio, che cosa poteva mai fare Socrate?". Sono d'accordo con Cioran. Il genio è una persona normale, che però ha una bravura straordinaria nel fare una certa particolare cosa, e che invece viene trasformato dai critici e dai critici dei critici e dai critici dei critici dei critici (perché poi si sommano di generazione in generazione) in una specie di superman, di genio integrale, di genio h24. Io la penso come Cioran. (Questo se si tratta di un genio, attenzione! Perché poi c'è anche la critica che fa diventare genio chi non è genio, vedi Transavanguardia, e quello è un altro capitolo ancora del meraviglioso mondo della critica).
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Messaggio Da Sabanèl il Dom 24 Giu 2012, 11:54

e bravo Nick! Sottoscrivo ciò che dici sia in quest'ultimo che nei precedenti post.
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Messaggio Da lauramegali il Dom 24 Giu 2012, 19:58

[quote="nick mano fredda"]@asp
Se uno piace nei secoli vuol dire che è grande, però lo sapremo tra cinquecento anni!

Che succede, Nick, hai fretta?

Non mi sottraggo, ma queste disamine dell’…universo mi sembrano arbitrarie. Quale critica? Teatrale, cinematografica, artistica, letteraria? Buttare a mare secoli di studi e di interpretazioni, ammassi di saggi? Asciugano gli oceani.
Il mondo della critica non è un monolite. Tra i critici, come in ogni realtà complessa, ci può essere di tutto, anche i prezzolati (in un mondo in cui tutto è merce…).
Allora, al massimo accenno alla cr. letteraria. Non soffro d’orticaria o di fideismi, né mi sento diminuita, anzi, dinanzi a meravigliose pagine di Croce, che pure oggi per alcuni aspetti è out, o di Contini su Pascoli, oppure di Salinari, W. Pedullà, A. Asor Rosa ( ce ne sono tanti altri bravissimi), che analizzano anche gli scrittori più recenti. Certe pagine, punti di non ritorno, aiutano a capire. Proprio come quelle che spiegano, in altro ambito, perché i tagli sono Fontana e Fontana è i tagli.
Bisognerebbe ripristinare per legge un po’ di “Ipse dixit”, laddove si vuol parlare di tutto.
Quanto a Cioran, solo una battuta quella. Si può mai credere che uno è pensatore a ciclo continuo? Andrà anche lui a… O magari è proprio lì che è entrato in sintonia con l’Universale.
Il genio? Un ‘estremizzazione ( ma non ne sono responsabili i critici) che dà luogo a leggende; a sfatarle bastano un po’ di letture, invece di affidarsi sempre al sentito dire che è certo più facile.
L’autore di Guernica un ignorante? E che trasfondeva nelle sue opere se non la sua superiore conoscenza del mondo e degli uomini? Neppure mi meravigliano i critici che spiegano agli artisti le loro opere. Spesso gli artisti non hanno chiara coscienza del proprio mondo interiore.
Quindi, Nick, le certezze sono importanti, ma non più dei dubbi.


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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 26 Giu 2012, 08:49

Laura, naturalmente uno scrivendo generalizza un po'. Ci sono critici fenomenali? Sicuramente. Ci sono anche giornalisti fenomenali. Però se questo paese negli ultimi anni ha avuto l'informazione che ha avuto senza che nessuno battesse ciglio mi viene da pensare che questi giornalisti fenomenali forse sono un po' pochini. Insomma è una questione di percentuali. Quella dei critici è così diversa? Ne dubito. Il paese è questo.

L'ipse dixit? Mah. Io forse potrei accettarlo da Einstein se parla di relatività. Perché dovrei accettarlo da un critico che parla del suo giudizio personale su un'opera d'arte? E se a me quell'opera non piace? Se i tagli di Fontana mi fanno venire i nervi? Ipse dixit e mi devono piacere per forza? Un'opera d'arte deve dare emozioni. O te le dà o non te le dà. Di certo non te le dà perché te l'ordina il critico.

Picasso era un ignorante nel senso che non era un intellettuale. Era un uomo del fare (come direbbe la Santanchè) sempre in mezzo a materiali, colori, crete, una quantità impressionante di tele a cui lavorava contemporaneamente. I libri non facevano parte del suo mondo, in questo senso.

Ma come sarebbe non ti meraviglia che un critico spieghi a un artista la sua opera? Ma è una patologia grave! Ma chi sei tu per spiegare a un altro quello che ha voluto dire? Soprattutto se quest'altro ti dice che non è vero che voleva dire quello che pensi tu. Al massimo il critico può dire quello che lui critico vede in quell'opera, no spiegare all'artista quello che lui artista voleva dire. A meno che questo non si applichi pure al critico. Cioè gli si potrebbe dire: guardi che lei non voleva scrivere quello che ha scritto ma voleva scrivere altro e adesso le spiego io cosa. Funziona così? Altro che Pirandello, questa è follia vera!

Wink
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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 26 Giu 2012, 08:51

vecchio sab, noi senza regole, noi senza guide, noi senza bussole, noi senza 'na lira!!
Wink
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Messaggio Da Anna Sugar il Mar 26 Giu 2012, 08:58

è ufficiale...io amo questi due uomini Very Happy

(sempre che lo siano ...nick è un uomo? Paura
e sabanel...è un folletto vero?
comunque sia ...qualsiasi cosa siano li amo a prescindere...le loro menti ...trasmettono...beep...beep...beeeeeeeeeeereeeeeeeebeeeep)

cheers lol! scratch
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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 26 Giu 2012, 09:12

piccola, che domande fai?
Wink
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Messaggio Da Anna Sugar il Mar 26 Giu 2012, 09:17

nick mano fredda ha scritto:piccola, che domande fai?
Wink

IHIHHIHIHIHI Shocked Cool
piccola?

oh...bene...

ma daiiiiiiiiiiiii è il tuo avatar che svia...sto scherzando naturalmente...
davvero appaio piccola?

ma le poe..."particolari" le hai lette bene? Embarassed No pig
sarei una "piccola"...particolare se così fosse...

folletto....anche tu credi sia piccola?

però...pensandoci bene...che "artista" che sono...hihihihihihihi

ovvio!
io "sono"!
(vi ho detto che compaio finalmente in due antologie poetiche?...seguono altre novità...che riempiono l'anima) inchino
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Messaggio Da Anna Sugar il Mar 26 Giu 2012, 09:19

comunque...quando mi chiamano così...mi siciolgo sempre


oooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
(sussurrò lei con un fil di voce ...svenendo...)
fingendo di svenire ovvio!
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Messaggio Da lauramegali il Mar 26 Giu 2012, 13:54

Ohibò, Nick. Perché non andiamo di là, per le danze? Qui siamo rimasti soli tu e io, la platea applaude te e di questo dibattito non fre…. Se mi chiami, però, ti rispondo, almeno per cortesia…
Dunque, hai ragione. Questo è il paese, lo è stato negli ultimi –quasi- vent’anni, che ora tutti ( anche i non responsabili) scontiamo, lo sarà ( la S. però non nominiamola, per scaramanzia). Tuttavia la critica“accreditata” continua a pubblicare opere di gran rilievo, per lo più ignorate dal lettore medio ( pure io sono tale naturalmente).
Credo che l’equivoco tra noi sia questo. Tu ti riferisci ai recensori dell’industria culturale odierna (non a caso parlo d’industria, i libri devono pur vendere, no?) che ci propongono la letteratura oggi di moda e tra loro c’è di tutto. Anche i bravi, però, anche quelli non al soldo di nessuno (sono indubbiamente pochi).
Io però mi riferivo/sco ai critici dotati di veri e propri strumenti metodologici (studiosi di tutto rispetto), oltre che di doti personali ( intuito, sensibilità, ecc.).
La differenza tra i primi e i secondi è che il giudizio dei secondi è più…umorale (ovviamente variano tra loro le doti personali), più affidato a impressioni e soggettività. Per banalizzare: “Mi piace perché…”, “non mi piace perché…” Tra i secondi ci siamo tu, io e…i “giudici” di IoScrittore ( ma è la democrazia dell’ind. cult., bellezza).
Tra i primi critici ci sono quelli che si esprimono su Fontana ( poverino!), che se ti fa venire il nervoso e non ti suscita emozioni, non è per un limite suo, ma tuo.
Esiste poi, dagli anni’70, una ricchissima psicocritica ( tra i primi, G.Debenedetti, A. Solmi, Contini…), che ha illuminato agli stessi scrittori il proprio incoscio e il proprio modo di rapportarsi alla realtà.

Ricasso non fu solo un bravo “manovratore” di pennelli”. Se non è un intellettuale uno che lancia messaggi forti e sa sensibilizzare le masse bovine sulle atrocità di tutte le guerre, chi lo è?


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Messaggio Da annamaria il Mer 27 Giu 2012, 19:39

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Messaggio Da nick mano fredda il Mer 27 Giu 2012, 19:41

piccola era alla humphrey bogart che diceva "piccola" a qualsiasi donna gli capitasse a tiro, pure a lauren bacall che era alta il doppio di lui!
Wink


ps
d'accordo, cambio avatar!
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Messaggio Da annamaria il Mer 27 Giu 2012, 19:45


http://storieletterarie.forumattivo.it/

…questo è il mio “Aventino”, vista l’aggressione ingiustificata, ingiustificabile e del tutto incomprensibile del volpino fascistello di civitella alfedena, sarà nel forum indicato che pubblicherò man mano le mie <<parafrasi di calvino>> … chi vorrà partecipare sappia che non vi saranno nick name dietro cui nascondersi ma i nomi anagrafici, il mio è Anna Viola. (il forum è stato creato da terzi a me estranei e abbandonato già da qualche tempo, una mia cliente me ne ha fornito le password, vi sono due soli nickname che non ho potuto raggiungere, sono comunque precedenti al Natale 2011).
Ha brutti colori, se qualcuno può aiutarmi a sistemarli grazie in anticipo.
Avendo trovato il mio “Aventino” non avevo e non ho alcun motivo per ricomparire su I&P , ma una risposta a Nick mano fredda volevo darla, non so però se commetto reato nel porre il trafiletto perché ho letto che vi sarebbe una riproduzione riservata, ma penso che citando la fonte correttamente le cose siano a posto. Il 24 giugno 2012 su Il sole 24 H – supplemento Domenica – è comparso ciò che una volta aveva nome elzeviro a firma di Andrea Camilleri – ho citato tutto credo di avere rispettato ogni legge o regolamento.

La domanda di Camilleri è: quando, come e perché in noi l’innata libertà creativa si converte, o viene costretta, nella banalità del reale?

Allora Nick , questo chiude o no? Io direi di si. Non perché lo dice Camilleri ma perché è logico. Ognuno crea quel che vuole e come vuole, se rientra in certi canoni è riconosciuto nella maniera prescritta dagli stessi canoni, altrimenti… può essere il colpo d’ala del genio (innata libertà creativa) o colpo di coda di colui che pasticcia non avendo idee, preparazione e cultura (il raglio dell’asino) … chi giudica al di fuori dei canoni prescritti? Chi vuole! Non essendo irreggimentato dai predetti canoni è territorio libero … di caccia… ognuno potrà lodare o mandare all’inferno…

… il colpo d’ala del genio:
• nel 1954 venne scoperta sul versante sud ovest del Monte Pellegrino una grotta – Niscemi - con delle incisioni rupestri risalenti a circa 14.000 anni addietro (paleolitico), una di queste incisioni ha una testa di toro e gli occhi con una particolarissima collocazione.
• Nell’affresco del Trionfo della Morte (ca. 1460) oggi nel museo Abatellis, vi è un cavallo scheletrico (quello cavalcato dalla morte) che sembra nitrire, quasi un avvertimento che sta per arrivare …
• Nel 1937 ( diciassette anni prima che venisse scoperta la grotta Niscemi ) Picasso nel dipinto di Guernica riprodusse una testa di toro identica al toro paleolitico;
• In “Guernica” vi è un cavallo che nitrisce, la testa scheletrica è perfettamente sovrapponibile a quella del cavallo della morte nel Trionfo di Palermo che negli anni di Guernica era custodito in una caserma, impossibile da vedere;

Allora?

• Mi sembra evidente che Picasso ebbe per Guernica il colpo d’ala del genio, questo piccolissimo esempio lo dimostra. Lo stesso colpo d’ala dell’incisore del paleolitico della grotta Niscemi o del pittore del Trionfo o della figlia di Camilleri…
• Un editore Palermitano stampò un libro sul Trionfo e lo fece avere a Picasso, il pittore venne subito a Palermo a vedere il cavallo, ma era già il 1956…
Per quanto attiene la critica nata dal denaro dell’editore o dal partito politico di appartenenza voglio dirti:
• Un guitto politico ottenne un dalemiano premio di fedeltà e propaganda ad un partito ed ebbe addirittura il Nobel;
• Conoscevo (non personalmente, ma avevo assistito a un paio di suoi spettacoli) il guitto come un grande e simpatico attore comico, non come autore di libri;
• Acquistai tre serie di copie di tutta la sua produzione letteraria (pseudo), una per la mia biblioteca personale e due li misi in vetrina in libreria aperta al pubblico.
• Io non ho finito le mie copie, per … tu se vorrai potrai leggerle e poi confrontarle con gli scritti di Edoardo De Filippo (cui è stato paragonato dai critici del suo partito) o Paolo Villaggio (cui si è paragonato il nobelman) di ben altra levatura culturale e molto più colmi di verve ed ironia. Nella mia piccola libreria ho venduto 182 copie di “Donne straordinarie”, invece “ Fantozzi” e “Superfantozzi” hanno superato le duecento copie cadauno;
• Le due serie delle copie di Fo della libreria avrei potuto renderle ma non l’ho fatto, voglio proprio vedere che fine faranno, sono invendute dal 1997:

Ti voglio dire che questa gente che sale sul palco portatavi dai denari o dalla politica dura poco, molto poco. Non li legge nessuno. Inutilmente piangono e pregano per avere riconoscimenti, quando li hanno non sanno gestirli a livello culturale, non sono scrittori ma qualcosa d’altro, indefinibile.
Nel tempo vince il migliore. Se vedi la classifica dei libri ecco che sono elencati i prodotti delle maggiori case editrici e nessuno parla delle riedizioni, sono classifiche false. Ti posso garantire che l’autore più venduto con Camilleri è Leonardo Sciascia, morto nel 1989, ma nessuno lo dice così come nessuno dice che dopo loro due vengono le nuove edizioni (Adelphi) di George Simenon per Maigret. Al contempo tra i libri di seconda mano la vincono sempre Camilleri e Sciascia, i Fantasy tanto decantati e gli Horror hanno un solo mese per essere venduti … poi al rogo, non entrano nel novero dei libri di seconda mano e neanche di modernariato.
Oggi un libro rimane in libreria un mese, poi gli editori li rivogliono indietro per conservarli sino al compimento del terzo anno, allora finiranno alla distruzione e lo Stato pagherà gli editori per cifre intorno al 30% del prezzo di copertina.

I critici di cui parla lauramegali sono di ben altra pasta, sono loro stessi letterati, basta leggere la loro prosa per capire che hai di fronte autori di vaglia, già la loro critica è testo letterario è storia della letteratura, gente di indiscussa ed indiscutibile cultura. Non so se posso permettermi di consigliarti la lettura di Gianfranco Contini “Manzoni contro Racine”, di Arrigo Solmi “Introduzione a Leopardi”, di De Benedetti io ho letto un solo libro su Italo Svevo ma in questo momento non ne rammento il titolo, molto probabilmente li avrai già letti.
Decisamente sono prolissa, e dire che volevo solo scrivere due righe…
Chi vuole dalla prossima settimana in poi potrà colloquiare con me nel forum appresso indicato, con il proprio nome, senza nickname. http://storieletterarie.forumattivo.it/

P.S. ho visto un accenno alla <<narratologia>> Se proprio volete divenire <<narratori>> accettate il consiglio di una vecchia libraia:
1)Gerard Genette- “Figure” - tratta lo studio delle strutture Narrative.
2) Erich Auerbach- Mimesis – tratta del realismo nella letteratura occidentale;
3) Ivor A. Richards: I fondamenti della critica letteraria, tratta del dibattito sull’estetica contemporanea;
4) Gerhard Rohlfs :Grammatica storica Sintassi e formazione delle parole - tratta della Storia della lingua letteraria e dei dialetti italiani


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Messaggio Da nick mano fredda il Gio 28 Giu 2012, 09:17

@annamaria

Ti ringrazio per la risposta.

Dunque, innanzitutto non ho capito chi è il volpino fascistello (è Sabanel?) se è lui, mi pare, ha solo risposto con un attacco, un po' pesantuccio, è vero, però a un altro attacco un po' pesantuccio, il tuo. Ne vogliamo fare un affronto da lavare nel sangue? Capita anche nelle intercettazioni telefoniche. Le frasi lette spesso sono completamente diverse quando vengono ascoltate. Anche qui, non potendo sentire il tono della voce, si può interpretare come eccessivamente pesanti delle frasi che sono solo uscite male. Se tu non volevi essere pesante, di sicuro non voleva esserlo nemmeno lui. Però lo siete risultati tutti e due. Parola di terzo. Vi sono uscite male delle frasi. Basterebbe chiarirvi, direi, no?

Per il resto, condivido tutto quello che hai scritto. Ci sono degli studiosi fenomenali, fini letterati eccetera? Certo che sì, l'ho detto. Quello che io contesto è che questi studiosi possano anche dire, in assoluto, una volta per tutte, se quell'opera è un capolavoro o no. Quello che io contesto è che mi dicano la Verità su quell'autore. Citati ha scritto un bel libro su Leopardi. Ma non è un libro su Leopardi, è un libro su Citati. Non so se mi spiego. Citati non può che scrivere un libro su Citati, non potrà mai scrivere un libro su Leopardi. Se io voglio conoscere Leopardi devo leggermi Leopardi e giudicarlo da me, non leggere uno che giudica Leopardi, perché così conoscerò solo il tizio che giudica Leopardi e non Leopardi.

Sulle altre cose, ripeto, sono d'accordo.

Su Camilleri. Be', sì. C'è anche da dire che se la maggior parte degli uomini, arrivati a una certa età, non si immergessero nella banalità del reale, semplicemente non esisterebbe più la società umana. Che forse sarebbe un problema anche maggiore. O no?


Wink



@laura

Ho già risposto in buona parte ad Annamaria.

Su Fontana. Un mio limite non capire i tagli? Probabilmente. E non è l'unico. Non ci crederai ma fatico anche con le merde d'artista di Manzoni!
Wink

Su Picasso. Non era un intellettuale nel senso che non faceva quello che di solito fanno gli intellettuali, cioè non leggeva libri, in quel senso non era un intellettuale. Poi, essendo un genio, aveva un gran bel cervello con tutte le sinapsi al posto giusto, naturalmente, ma non le usava per leggere libri. Ci sono stati un sacco di musicisti che non sapevano leggere la musica, nel periodo del ragtime, per esempio, ma erano lo stesso fior di musicisti.
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La poesia e le regole. - Pagina 2 Empty Re: La poesia e le regole.

Messaggio Da lauramegali il Gio 28 Giu 2012, 20:27

Accidenti. Non è che ora, Nick, pretendi di avere l’autorevolezza di Humprey?
Fonti (molto) riservate, le tue. Tirale fuori, ti prego. A me risulta solo che P. leggeva libri “soprattutto” in spagnolo (in francese i suoi quotidiani preferiti). Per il resto lavoro d’immaginazione (in un ambiente così stimolante i libri gli si fiondavano in testa da soli).
Davanti alla merda, anch’io, confesso, ho un grosso limite. Soprattutto perché c’è n’è tanta in giro. E neppure d’artista.
Hai libertà di scelta. Se leggi Citati (critica di buon livello), ne esci arricchito ma, come dici, conosci il Leopardi di Citati. Contini (critica condotta con canoni filologici) è molto meno soggettivo: ti mostra anche, per es., il grosso debito che L. ha nei confronti di Monti. Poi devi essere tu a fare una tua sintesi. Se, invece, leggi solo L., hai il Leopardi di Nick. Poco per approssimarsi alla Verità. Mannaggia, non basta ‘na vita. E’ VERO. Ecco perché bisognerebbe evitare i giudizi perentori.
Comunque, congratulazioni… reciproche. Si può discutere senza usare la clava. Anche su un forum. Anche avendo idee diverse.

@Annamaria, benvenuta. Con la tua ri-apparizione il cerchio si chiude.
Condivido. Quasi tutto. Senza dubbio il gusto è personale, ma da qui ai giudizi apodittici su un autore che non si è riusciti a leggere, senza quindi conoscerlo...
Per me "Mistero buffo" (anche altre opere di Fo) è un testo imperdibile. Ma questo conta poco.
Anche Fo è al vaglio di studiosi seri (S. Soriani, P. Puppa, D. Quarta), che esprimono su di lui giudizi lusinghieri (non mi risulta che siano di partito).
E poi, un partito che in Italia non è mai riuscito a governare e un suo esponente,
discusso e non molto simpatico ai più, sarebbero riusciti, varcando i confini nazionali, a esercitare un tale peso sull’Accademia di Svezia? Suvvia. Che significa, poi, che alcune copie sono rimaste invendute in libreria? Come dire che il valore di un’opera lo decide il numero dei compratori… Fo è letto e tradotto all’estero.
Mi piace ricordare una boutade di Arbasino (mi pare): Se è vero che i milioni di copie venduti sanciscono la qualità di un’opera, allora è anche vero che MC Donald’s è un Tempio del gusto.



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Messaggio Da nick mano fredda il Sab 30 Giu 2012, 10:36

lauramegali ha scritto:Accidenti. Non è che ora, Nick, pretendi di avere l’autorevolezza di Humprey?


in realtà ho scritto tutta questa pappardella su fontana & company solo per arrivare a quello!
Wink

su picasso, lo hanno detto quelli che lo conoscevano, leggeva poco... mentivano? può essere, tutto può essere, però questa sarebbe una conferma che i biografi (tutti) vanno presi con le molle

un biografo di mozart, non mi ricordo chi fosse, ha detto una cosa molto giusta su biografi e biografie: tutti quelli che hanno conosciuto mozart non hanno lasciato scritto niente su di lui, mentre tutti quelli hanno scritto su mozart non l'hanno conosciuto... non solo, diceva, immaginate che uno che non vi ha mai visto né conosciuto tra un centinaio d'anni scriva la vostra biografia con affermazioni perentorie persino sulla vostra vita intima, come lo giudichereste?

su fo la penso come annamaria, perché non un nobel a woody allen, allora? o a panella (il poeta-paroliere di battisti) o a mogol (il paroliere-paroliere di battisti)? o a guccini? o a de gregori? o all'immenso banco del mutuo soccorso!! (da qui, messere, si domina la valle, ciò che si vede è....ecc ecc..)

Wink
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Messaggio Da lauramegali il Lun 02 Lug 2012, 21:13

Da Humphrey, mi... destabilizzi. Quasi, quasi ormai sorvolerei su P.e Fo.
Su, non ti sfiora il dubbio che uno che non legge, fosse pure il padreterno, è…un analfabeta e, se legge poco, lo diventa (“an. di ritorno”)?
D’ accordo sulle biografie; quanto attendibili? Anche per la loro natura: un ibrido. Quanta fiction c’è dentro?
Mai lette biografie di P., ricordo solo uno stampatore di sue incisioni (ultimi anni di vita dell’artista) che riferiva di sue letture nelle due lingue. Di nome Vattelapesca ( ma c’è il pur peccaminoso Web).
Su Fo due pre- giudizi:
-non conoscenza dell’opera scritta ( peccato: pagine belle e anche molto divertenti);
-appartenenza politica (è il Paese del 51% a favore dell’altra parte). Casomai, è da stupirsi che Fo, nonostante il PCI, il Nobel l’abbia vinto.
E poi i premi…Ameremmo di meno Pirandello e Montale se non avessero vinto il Nobel?
Fo ha bisogno di distanza…critica (abbatte gli ideologismi).
Dai, lo sai che il Nobel si dà solo per letteratura, pace e scienze.

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Messaggio Da Demetra in Cenere il Dom 07 Ott 2012, 13:23

La mia momentanea poca voglia di studiare mi ha condotto qui, forse perché sentivo odor di carne al fuoco ed effettivamente il mio olfatto ci ha azzeccato: c'è taaanta carne al fuoco.
Laura, ad un certo punto hai iniziato a scrivere U. T. P. S. F. et cetera, insomma è stato arduo decifrarti.

Anyway, non ho mai letto sulla vita di Fontana, eppure apprezzo i tagli sulla tela e ho la pretesa di capirli. Ebbene Mano fredda, ti riporto le miracolose parole che mi hanno aperto la mente a riguardo: "Una delle difficoltà di un pittore è quella di realizzare su un piano, ossia la tela (due dimensioni) la terza dimensione." Considerato questo limite, come ha agito Fontana?
Squarc!
Un genio: nessun altro l'aveva fatto prima. Ora non sostengo che un genio sia colui che fa cose nuove in modo anticonvenzionale, ma (a personalissimo parer mio) un genio è colui che davanti ad un limite, un ostacolo, un qualcosa, agisce in modo originale, a mo' di genio.
Mi capite, vero?
Voglio dire, se ora mi mettessi a squarciare divani, sedie, tele.. Sarei un genio o una pazza?
E perché non sarei un genio, perché Fontana l'ha fatto prima di me? Credo sia questo il quesito che fa crollare la mia tesi, a cui io non ho ancora trovato responso, a cui forse non voglio rispondere.


@Laura, l'arte è un linguaggio.
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