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Internet - Il rovesciamento della piramide

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Messaggio Da Giuseppe Novellino il Lun 08 Lug 2013, 19:30

INTERNET – IL ROVESCIAMENTO DELLA PIRAMIDE

Internet ha prodotto vistosi cambiamenti nella società. Si è fatto un gran parlare, per esempio, delle trasformazioni profonde che il web avrebbe generato nel campo della partecipazione democratica. Non sono sicuro che i frutti siano del tutto buoni, ma staremo a vedere. C’è da dire, comunque, che il tam tam effettuato dalle e-mail risulta di grande efficacia. Le autorità e i canali tradizionali di partecipazione vengono scavalcati, i politici si trovano sovente messi in una gogna mediatica. E poi le notizie corrono ad una velocità impressionante, al punto che quelle in tempo reale risultano ormai vecchie. Ma non solo: su Internet si può trovare di tutto.
È una cosa buona o cattiva? Forse né l’una né l’altra: è semplicemente un dato di fatto. Internet, con le sue applicazioni più recenti e con i nuovissimi strumenti che lo veicolano, è la causa di nuovi comportamenti e di un nuovo modo di fare politica. Questo è certo.
A chiunque è data la possibilità di comunicare facilmente e di esprimersi. Tutti, ma proprio tutti, possono scrivere e farsi leggere da un pubblico più o meno vasto. Possono trasmettere contenuti attraverso immagini (foto, disegni, video), ma anche con la musica (facendo ascoltare, per esempio, delle proprie canzoni o dei propri brani).
La più tipica forma di pubblicazione via Internet è quella che interessa gli scrittori (o aspiranti tali) e tutti coloro che amano usare la penna (scusate, la tastiera) per esprimere e comunicare ad altri le proprie idee. Forum letterari e culturali, blog, siti di ogni specie stanno ormai pullulando nel caotico mondo del web. E sono zeppi di testi (più o meno lunghi e, naturalmente, più o meno validi), i cui autori hanno potuto postare, o addirittura pubblicare, con un semplice “invio”.
C’è chi dice che il fenomeno è preoccupante. Sono soprattutto coloro (intellettuali tradizionalisti, politici, esperti in vari settori della cultura, giornalisti professionisti) che hanno paura di questo proliferare di voci libere e incontrollate. Secondo loro, sarebbero causa di confusione, di errore di giudizio, di superficialità. Un mare di ciarpame in grado di ingolfare le menti.
Potrebbero avere una certa ragione, se fossero guidati da vera coerenza intellettuale. Gran parte di essi, infatti, appartiene a quella categoria di persone che hanno sempre acclamato alle meraviglie del progresso scientifico e tecnologico. Da buoni illuminati progressisti vorrebbero che un giocattolo sconvolgente come Internet fosse usato con saggezza. Il che (anch’io lo ritengo auspicabile, s’intende) purtroppo non è possibile. Sarebbe come mettere un bambino goloso, tutto solo e libero, in una pasticceria e pretendere che si controlli, che mangi un solo pasticcino ogni due giorni, o se ne astenga del tutto. Analogamente non si può mettere la tastiera davanti a tutti e pretendere che vengano trasmessi solo messaggi costruttivi o, sul piano culturale, testi di comprovata validità letteraria e artistica. Un esempio: non si può evitare che su un blog ci sia abbondanza di recensioni di libri, scritte anche da chi non potrebbe definirsi un recensore professionista. A parte il fatto che la recensione di un non qualificato potrebbe essere migliore di quella di un addetto ai lavori, non si può fare nulla per impedirlo. A meno che si varino delle leggi davvero restrittive, cioè si pongano delle drastiche limitazioni all’uso del mezzo.
Secondo me, i più piccati, oggi, per questo andazzo, sono i politici e i giornalisti professionisti. I primi si sentono messi costantemente alla gogna; i secondi si sentono scavalcati. Il giornale (checché se ne dica) non è più quel pulpito che si erge sopra le masse, affiancato da emittenti televisive altrettanto chiuse e dirette da pochi. Sono duri i tempi per gli opinionisti esclusivi, per i predicatori professionisti. Non spadroneggiano più (salvo qualche caso di grande successo) gli scrittori canonizzati dalla critica ufficiale. Oggi chiunque, stando a casa propria e senza chiedere il permesso ad alcuno, può proporre la lettura di un suo racconto, può trasmettere una cronaca, può costruire un’opinione, può scrivere la recensione di un libro che gli è piaciuto. E ha il suo pubblico, riceve anche dei commenti. A volte tanti. E in mezzo a tanto materiale brillano degli autentici gioielli, scritti che purtroppo non sarebbero stati presi in considerazione da una casa editrice o dalla redazione di un giornale.
Chi leggerà queste righe potrebbe pensare che sono il solito fanatico del computer.
Nulla di più errato. Ho conoscenze limitatissime nell’uso del mezzo, prediligo la vita reale e sono, per così dire, un ultimo arrivato. Sono realista, però.
Chi ha inneggiato alle magnifiche gesta della scienza e della tecnica (io non l’ho mai fatto, sono sempre stato diffidente) non può ora allarmarsi per i loro frutti sconvolgenti (positivi o negativi che siano). Potrebbe auspicare solo una cosa: l’imposizione di una dittatura sull’uso del web.
Per ora rimane un solo dato: nel bene o nel male, Internet è stato in grado di rovesciare la piramide.

Giuseppe Novellino
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