Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

IL SILENZIO DEL DANUBIO

Andare in basso

IL SILENZIO DEL DANUBIO Empty IL SILENZIO DEL DANUBIO

Messaggio Da Madam Becau il Sab 14 Set 2013, 09:44

IL SILENZIO DEL DANUBIO

Camminavo lungo il Danubio senza meta. La mia mano stringeva un pezzo di carta con la triste sentenza per Agnes.
“Non più di due mesi” aveva risposto il medico alla mia domanda “Quanto le resta”.
Mi soffermai a fissare quell'acqua come se fosse la fonte ispiratrice per trovare le parole giuste.
Non si sarebbe capacitata a un simile verdetto. Era una mannaia che le recideva la vita all'improvviso a soli trent'anni. Non un sintomo o un malessere che l'avesse fatta indagare, finché non si era presentata qualche sporadica vertigine invalidante. Ma ormai era troppo tardi, non c'era più tempo per rimediare e, da giudicante indeciso, mi dibattevo a cercare l'approccio meno doloroso per quel verdetto inappellabile.
Eravamo cresciuti come fratelli e mi affascinava il suo carattere deciso e poliedrico, pronto a nuove risorse, quasi a compensare il mio diametralmente opposto. Proiettava la vita al futuro dove estrinsecare idee innovative, il passato lo considerava un tombino dall'odore maleodorante nel quale tutto ristagnava.
Ma ora dovevo trovare le parole giuste...
Non era una donna dalle mezze misure.
Quale sarebbe stata la sua reazione?
Mi avrebbe gettato le braccia al collo disperandosi o avrebbe agito con caparbietà sfidando il male fino all'estremo.
Era un dilemma che non mi aiutava a trovare le parole.
Pensai fosse meglio fingere. Ma per quanto? Non ero un bravo attore e sicuramente mi sarei tradito.
Camminai per ore lungo quel fiume silente, aspettando che mi ispirasse e che mi aprisse la mente. Sembrava che anch'esso avesse perso quel fascino romantico per il quale molti cuori avevano gioito.
Una strana solitudine mi rese irrequieto e iniziai a buttare dei sassolini in quell'acqua, quasi a scuoterla imponendogli di accorgersi di me, ma rimase sorda finché non iniziarono a calare le tenebre che l'adombrarono alla mia vista.
Mi incamminai sconfitto verso casa e confidai nella notte.
Sapevo che a quell'ora Agnes era già rientrata. Non volevo incontrarla, non ero pronto.
Dalla mia stanza buia la vidi giocare sul divano con il cagnolino ignara di quel triste destino. Avrei potuto chiamarla come al solito e scambiarci la buonanotte dalle finestre, ma mi rifiutai.
La osservai finché non spense la luce.
Speravo nell'ispirazione della notte che invece mi opprimeva con il suo silenzio.
Al mattino la udii chiamare. Mi affacciai dalla finestra con un viso smunto “Non stai bene? Hai preso le analisi?” mi disse.
“No” risposi.
“Non ti preoccupare, riposati, si vede che non stai bene, le prenderai un altro giorno”.
In pochi giorni lo scenario mutò. La luce della sua cameretta restò accesa anche di notte e il suo cagnolino guaiva con un incessante lamento. Ero certo che Agnes avesse già intuito e mi resi sordo ad ogni suo richiamo.
Non riuscivo a trovare le parole giuste.
Ma un giorno presi coraggio e bussai a quella porta che mai avrei voluto.
Agnes mi aprì con il viso provato. Il pallore e gli occhi incavati testimoniavano la sua sofferenza. Mi disse “Hai preso le analisi?”.
Feci cenno di no con il capo “Le prenderò domani” balbettai.
“Lascia perdere, ormai so che oggi è il mio domani” disse.
Ci unimmo in un abbraccio senza speranza.
Il solo pensiero di perderla mi provocava un vuoto dalle visceri.
Avevo bisogno di conforto.
Ritornai lungo il Danubio le cui acque scure sembravano lo specchio della mia anima. Ma ancora una volta mi ignorò. Lo fissai per ore inutilmente finché vidi una coppia di giovani baciarsi felici al suo cospetto. Allora, infastidito e deluso, mi allontanai con la mia tristezza.













Madam Becau
Inchiostro Verde
Inchiostro Verde

Messaggi : 809
Età : 70

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.