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Messaggio Da Madam Becau il Sab 14 Set 2013, 16:48

PARANOIA ( Breve racconto scritto a Natale come terapia di rilassamento)

Da anni Antony lavorava per l'azienda "E&D Mobili", nell'ufficio amministrativo con la scrivania attaccata alla mia. I suoi occhi, nascosti dietro spessi occhiali neri, restavano fissi al computer per intere giornate, e a volte arrossiva come se quel monitor gli generasse un piacevole amplesso.
Per questo era oggetto di scherno del personale che, incuriosito di ciò che nascondeva in quella scatola tecnologica, non gli risparmiava battutine ironiche e pungenti.
Era un tipo stravagante dall'abbigliamento demodé con quelle strette e corte giacche e l'immancabile papillon al posto della cravatta. Ogni mattina un profumo forte dalla fragranza stomachevole annunciava il suo ingresso nell'ufficio, e un mormorio dilagava tra i presenti pronti ad aprire la finestra ancor prima che entrasse.
"E' un puritano represso" dicevano i colleghi che lo vedevano scomparire ogni qualvolta si parlava di sesso, e lo soprannominarono "l'asessuato " per non aver mai manifestato un interesse, anche se solo discorsivo, sull'argomento.

Tutto accadde quella sera poco prima della chiusura.
Era gennaio e una pioggia scrosciante sbatteva insistentemente sui vetri accompagnata da un vento gelido.
Stavo seduta alla scrivania intenta a riordinare le scartoffie quando la sua gamba sfiorò la mia caviglia. Fu un attimo che istintivamente mi fece alzare gli occhi verso di lui che, immancabilmente, fissava il computer come se nulla fosse accaduto. Mi detti della stupida per aver equivocato su quell'involontario gesto fatto da un maschio dal sesso indefinibile.
Cercai di essere il più naturale possibile anche se, inconsciamente, qualcosa faceva traballare le mie certezze.
D'istinto tirai la corta gonna plissè che a stento coprì le ginocchia e ritrassi le gambe.
Mi chiedevo chi fosse veramente quell'uomo dall'aspetto così rassicurante.
Erano forse i suoi capelli bianchi e l'irreprensibilità nei comportamenti ad avermi convinta che a quell'età ogni istinto sessuale si sopiva, ed ora, assalita dal dubbio, il solo pensiero che avesse potuto godere sfiorando la mia pelle mi disgustava.
In pochi minuti mi sentii invasa da una lieve sindrome di persecuzione, così che ogni suo gesto sembrava mi fosse rivolto.
Restai con il mio dubbio che si ingigantiva attimo per attimo.
Dirlo? Ma a chi?Mi avrebbero dato della pazza per aver dubitato di quell'essere asessuato che tutti stimavano per essere troppo discreto. Ma lo era davvero, o dietro quella parvenza di integrità morale nascondeva desideri libidinosi?
Gli sarebbe piaciuto, di sicuro, baciare le mie labbra carnose o stringermi fra le braccia dalla muscolatura flaccida.
D'un tratto alzò la testa e mi rivolse lo sguardo per un attimo. Mi sentii a disagio e puntai gli occhi altrove.
Cazzo, lo ha rifatto. La sua gamba sfiorò la mia con una carezza sensuale. Mi sentii offesa, oltraggiata e stavo per esplodere e sputtanarlo quando mi fermò un miagolio da sotto la scrivania .Mi chinai a guardare. Era Fufi, il gatto del principale, che se ne stava al calduccio della stufa scodinzolando ai miei piedi.


Madam Becau
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