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MORIRE PER UN SEME DI COCOMERO

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Messaggio Da Madam Becau il Dom 15 Set 2013, 19:07

MORIRE PER UN SEME Di COCOMERO
Quella sera, prima di andare a lavoro Anna mi disse "Amore, mi raccomando è rimasta l'ultima fetta di cocomero, quando ritorno la voglio trovare nel frigo".
Dal suo tono sembrava una minaccia e non mi sarebbe certo passato per la mente se non me lo avesse ricordato!
La tentazione del proibito mi fece desiderare quel cocomero rosso e fresco più di qualuque altra leccornia tanto che, prima di decidere di mangiarlo, avrò aperto e richiuso il frigo una decina di volte.
Bastò ingurgitarne il primo boccone per sentirmi soffocare: un grosso e nero seme mi si conficcò nell'esofago facendomi perdere il respiro. Mi battei il petto, cercai di tossire ma quel maledetto seme decise di metterci le radici. Ci misi poco a stramazzare al suolo mentre un'ombra nera mi si presentò sganasciandosi dalle risate.
"Che cazzo ridi" gli dissi "non hai mai visto fare una morte da fesso?"
L'anima in preda ad un riso conpulsivo non riusciva a parlare e mi strattonò per un braccio mentre le dissi "Attento che i fessi esistono pure in Paradiso. Sai che risate mi farei se ti vedessi stramazzare per una risata!"
Mi portò davanti al mietitore che beatamente ronfava dietro una scrivania sulla quale sostavano pile di scartoffie. Buttai un pugno su quelle carte e una nuvola di polvere mi accecò. Poi seccato dissi" vedo che anche in questi uffici si langue". Ma il mietitore vedendo l'anima, ancora, sganasciarsi si fece contagiare e senza saperne la ragione si associò a quel riso.
Pensavo che i matti esistessero solo sulla terra in virtù della frase che si soleva dire ogni qualvolta c'era un trapassato "E' passato a miglior vita", ma ora dovevo ricredermi.
A stento il mietitore mi chiese i documenti. "Non ne posseggo" risposi indispettito" Sono clandestino dalla nascita e ho lavorato sempre in nero. Ho per questo qualche agevolazione?"
Mi fece segno di no con il dito e disse" anzi son cazzi ".
L'anima,poi, mi accompagnò fino ad un cortile dove sostavano tutti i trapassati poi, finalmente, si levò di torno.
Prima di integrarmi con loro mi fermai a distanza ad osservarli. Sembrava che nessuno si fosse accorto della mia presenza tanto erano intente a confabulare e a ridere come vecchie pettegole. Riflettei un momento e subito mi balenò il dubbio che la notizia via etere si fosse già divulgata peggio dei gossip dei giornali.
Allora mi presentai esordendo" Sono il giullare di turno, ma se vi azzardate ancora a ridere non risponderò delle mie azioni".
Non riuscii a contenere la mia ira, e sapevo che minacciarle avrebbe acuito quel riso irrefrenabile. E così fu.
Ma un'anima, mossa a compassione, mi si avvicinò e disse " la tua morte ci fa sorridere ma il necrologio scitto dai tuoi amici ci fa scompisciare".
Quei figli di puttana avevano scritto" Nella vita ti sei divertito a prenderci per il culo. Oggi è il giorno della nostra rivincita visto che il tuo culo si è rifiutato di espellere un seme di cocomero".


Madam Becau
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