Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

LA LAMPADINA SPENTA

Andare in basso

LA LAMPADINA SPENTA Empty LA LAMPADINA SPENTA

Messaggio Da Madam Becau il Mer 02 Ott 2013, 07:30

LA LAMPADINA SPENTA                  

Era ill 31 di dicembre e a Manhattan molti giovani si recavano alla discoteca ”Number One”  già dal primo pomeriggio per festeggiare il capodanno. Nessuno voleva restarne fuori e a gruppi arrivavano con ore di anticipo anche se pioveva. Prendevano posto su delle panchine di fortuna utilizzando delle cassette vuote di legno e delle sedie sgangherate accatastate in un angolo del grande piazzale. Con la sigaretta di marijuana fra le dita, tra un tiro e l'altro, discutevano sulla musica rock e sui loro idoli. Anche per quell'occasione non avevano rinunciato ad indossare dei jeans griffati  e strappati con delle magliette aderenti da assomigliare agli stereotipi immortalati sulle copertine dei giornali. Una musica house  anticipava l'apertura del locale e, la grande insegna illuminata che sovrastava il piazzale, si illuminava di mille luci. Maicol aveva ereditato, alla morte della madre, questo locale. Era il palmento dove per anni il nonno pigiò l'uva della sua vigna situata sulla collina attigua. Grosse vasche ne ingombravano il perimetro e le botti, allineati su delle lunghe panche, anche se vuote, emanavano, ancora, odore di vino inebriante. Dopo la dipartita del vecchio tutto fu abbandonato: la vigna seccò e lo stabile diventò fatiscente. Ci vollero parecchi mesi e un sacco di dollari per ristrutturarlo e, anche se non godesse di una particolare estetica, veniva considerato un ottimo locale per i comfort e le attrazioni che offriva. Le cubiste erano le attrattive più rinomate. Maicol le sceglieva spudoratamente sexy e disinibite adatte ad acuire la voglia di sballo e di sesso.

Quella sera si premunì ad aumentare il numero dei vigilanti. Sapeva che l'alcool e la coca si sarebbero consumati a fiumi e che, inebriati, gli ospiti, avrebbero creato casini così accatastò in una stanza tutto ciò che era fragile.
Mancava circa mezz'ora alla mezzanotte e si era pronti a tracannare l'ennesimo drink quando un giovane gridò “aiuto” dalla porta del bagno.
Maicol si precipitò calpestando carte e cicche, e restò esterrefatto nel vedere una ragazza sui vent'anni stesa per terra, immobile, con la camicetta sbottonata e i jeans sporchi di vomito. Capì la gravità del caso e subito fece sgombrare il locale mentre si affrettò a chiamare l'ambulanza “dell'Hospital Center”che arrivò  tempestivamente.
Il medico sentenziò “Overdose di alcool ed eroina”.
L'ambulanza iniziò la sua corsa a sirene spiegate mentre Maicol la tallonava con il suo mercedes fumando come un fumatore incallito. Le strade erano quasi tutte deserte ma illuminate a festa. La gente era rintanata in casa con amici e parenti a bivaccare: nessuno si affacciò al suono insistente di quella sirena, nessuno aveva voglia di sapere...
Era una serata di degustazione di cibi e di vini all'insegna dell'allegria, nessuno poteva violare quell'atmosfera...
L'ambulanza arrivò in pochi minuti all'ospedale, mentre dall'orologio della piazza rimbombavano i rintocchi della mezzanotte. I fuochi d'artificio illuminarono il cielo e i petardi esplodevano nel buio della notte. Fu allora che l'ambulanza si fermò e ne scese il medico scuotendo la testa.
La gente brindava al nuovo anno, ignara di quanto fosse stato già ingannevole portandosi via quella giovane vita.

Madam Becau
Inchiostro Verde
Inchiostro Verde

Messaggi : 809
Età : 70

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum