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VITA PARLLELA

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Messaggio Da Madam Becau il Sab 02 Nov 2013, 13:30

VITA PARALLELA

Quale fosse il mio stato d'animo non ero in grado di definirlo. Troppi ricordi, troppe sensazioni si mescolavano, il giorno della dipartita di George.
Era, forse, la delusione a prendere il sopravvento per quella realtà rimasta nel buio per mezzo secolo e che ora, incredula e frastornata, stentavo ad accettare.
L'intesa aveva solidificato, negli anni, la nostra convivenza: bastava uno sguardo o una risposta non data, per capirsi. Non avevamo bisogno di chiarimenti o di parole che, per presunzione , ci avrebbero trasportati a ferirci l'uno con l'altro. Sapevamo di amarci e questo bastava per superare  anche un minimo screzio.
Lui, era "il saggio" fra gli amici per essere un integerrimo  sostenitore di quei principi morali che sembravano aver forgiato la nostra vita coniugale. La sua forza di convincimento era la logicità nell'espletare le ragioni per ciò che sosteneva, tanto che, i suoi discorsi diventavano, spesso, monologhi senza possibilità di contraddittorio. Non si poteva dire che non fosse un bravo oratore  e ciò gli consentiva di non far trapelare niente di più di quello che la mente e gli occhi vedevano. Era l'uomo perfetto che sfatava il concetto d'imperfezione attribuito all'essere, e lui, vi si pavoneggiava all'ombra di ignobile ipocrisie.
Nella semi incoscienza, prima di spirare, mi cercò con lo sguardo espressivo di sempre e lo accarezzai con amorevole  tenerezza. La nostra intesa appariva senza confini...
Finché non entrò una donna sconosciuta dal fisico prestante che, appoggiatasi alla bara e guardando George ormai irrigidito, si sgravò di quel segreto che si era sobbarcata per anni  svelandomi la loro relazione. Fu un pugno nello stomaco ascoltare quelle parole concise e inequivocabili che violavano il mio intimo .
Speravo fosse una millantatrice ma non era così, tutto ciò che affermava era maledettamente inappellabile!    
Perché palesare la sua vera identita post mortem? Voleva  sfuggire al giudizio  di chi lo aveva assurto ad icona per quel falso moralismo che tanto aveva sbandierato?
O, voleva, far riflettere sulle illusorie certezze?
Di sicuro era riuscito a sbalordire anche gli amici che, assistendo alla scena, rastarono ammutoliti, incrociando i loro sguardi che esprimevano disappunto e sconcerto.
Sarebbe stato scontato fare una scenata, ma restai impassibile, mi imposi un contegno come se nulla mi appartenesse e accompagnai quel feretro con il cuore deluso e con in viso la maschera dell'indifferenza.

Madam Becau
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