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Società a delinquere.

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Messaggio Da Momo il Ven 29 Ott 2010, 09:59

Artemisia ha scritto:Eppure cara Momo sono convinta che se ti facessero una proposta interessante, potresti cambiare idea. Mettiamo il caso che ti proponessero di scrivere, per una scrittrice italiana che stimi

Eppure, Artemisia, io sono convinta di no. Smile
Può darsi che questa diversità di posizioni derivi da due idee un po' diverse sulla scrittura e sulle priorità nella vita. Beninteso, rispetto la tua posizione, anche se mi sento di dire che non la condivido.
Per me scrivere ha anche dei connotati "etici" e "politici": a volte scrivo soltanto per creare qualcosa di piacevole per il lettore, ma spesso lo faccio anche per esprimere e magari tramandare certi valori in cui credo, tra cui l'autenticità e l'onestà. Cerco di raccontare quei mondi che molto spesso sono ignorati dalla nostra società; inoltre ho prestato la mia scrittura anche a persone che non avevano voce perchè ritengo giusto che i loro drammi vengano conosciuti: questo è l'unico tipo di "prestito" (se così si può dire) che ammetto, e comunque fatto alla luce del sole, con nomi e cognomi. Nei confronti dei miei lettori, sia quando scrivo narrativa che quando scrivo giornalismo, cerco di essere trasparente ed onesta, perchè è così che credo debba usato il nostro talento (piccolo o grande che sia).
Per me la coerenza con ciò in cui credo è fondamentale, e si trova su un gradino più alto del mio desiderio di emergere come scrittrice. Tra l'altro non sento bisogno di soldi, ho già tutto quello che posso desiderare e quindi una forte somma non sarebbe neppure una tentazione per me (ma non credo le cose cambierebbero neanche se avessi bisogno di denaro).
Se aiutassi un'altra persona a compiere un inganno non mi sentirei di poter invecchiare serenamente, felice di quello che sono e di quello che ho fatto nella vita.
Per quanto mi riguarda, se mi proponessero di scrivere per una scrittrice italiana che stimo, la mia stima finirebbe nel momento esatto in cui me lo chiederebbero. Tu accetteresti di spacciarti per scrittrice con l'opera di altre persone? Per come sono io, lo trovo immorale.
Spero che non consideri le mie parole come un attacco alle tue posizioni... come ho scritto sopra, questa è la mia idea. Davo per scontato che fosse condivisa da tutti, ma evidentemente non è così... questo è anche il bello del confronto!
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Messaggio Da ale il Ven 29 Ott 2010, 10:09

Momo ha scritto:....... Tra l'altro non sento bisogno di soldi, ho già tutto quello che posso desiderare e quindi una forte somma non sarebbe neppure una tentazione per me (ma non credo le cose cambierebbero neanche se avessi bisogno di denaro).......

Mah.... chi ha bisogno di denaro fa un sacco di cose, altro che scrivere ghost.
Siamo tutti diversi e quindi io mantengo il dubbio che forse, in effetti, tu potresti attenerti ai tuoi principi.
Ma tu davvero non hai il minimo dubbio che, in caso di bisogno, i tuoi principi non diventerebbero molto più morbidi di come sono ora?
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Messaggio Da Artemisia il Ven 29 Ott 2010, 10:33

Momo ha scritto:
Artemisia ha scritto:Eppure cara Momo sono convinta che se ti facessero una proposta interessante, potresti cambiare idea. Mettiamo il caso che ti proponessero di scrivere, per una scrittrice italiana che stimi

Eppure, Artemisia, io sono convinta di no. Smile
Può darsi che questa diversità di posizioni derivi da due idee un po' diverse sulla scrittura e sulle priorità nella vita. Beninteso, rispetto la tua posizione, anche se mi sento di dire che non la condivido.
Per me scrivere ha anche dei connotati "etici" e "politici": a volte scrivo soltanto per creare qualcosa di piacevole per il lettore, ma spesso lo faccio anche per esprimere e magari tramandare certi valori in cui credo, tra cui l'autenticità e l'onestà. Cerco di raccontare quei mondi che molto spesso sono ignorati dalla nostra società; inoltre ho prestato la mia scrittura anche a persone che non avevano voce perchè ritengo giusto che i loro drammi vengano conosciuti: questo è l'unico tipo di "prestito" (se così si può dire) che ammetto, e comunque fatto alla luce del sole, con nomi e cognomi. Nei confronti dei miei lettori, sia quando scrivo narrativa che quando scrivo giornalismo, cerco di essere trasparente ed onesta, perchè è così che credo debba usato il nostro talento (piccolo o grande che sia).
Per me la coerenza con ciò in cui credo è fondamentale, e si trova su un gradino più alto del mio desiderio di emergere come scrittrice. Tra l'altro non sento bisogno di soldi, ho già tutto quello che posso desiderare e quindi una forte somma non sarebbe neppure una tentazione per me (ma non credo le cose cambierebbero neanche se avessi bisogno di denaro).
Se aiutassi un'altra persona a compiere un inganno non mi sentirei di poter invecchiare serenamente, felice di quello che sono e di quello che ho fatto nella vita.
Per quanto mi riguarda, se mi proponessero di scrivere per una scrittrice italiana che stimo, la mia stima finirebbe nel momento esatto in cui me lo chiederebbero. Tu accetteresti di spacciarti per scrittrice con l'opera di altre persone? Per come sono io, lo trovo immorale.
Spero che non consideri le mie parole come un attacco alle tue posizioni... come ho scritto sopra, questa è la mia idea. Davo per scontato che fosse condivisa da tutti, ma evidentemente non è così... questo è anche il bello del confronto!

Momo assolutamente non considero le tue parole come un attacco alle mie posizioni, anzi è bellissimo ciò che dici e mi complimento!
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Messaggio Da Thomas Mann il Ven 29 Ott 2010, 16:11

Ho la sensazione che si sia creato un dibattito avendo come premessa il dubbio che essere un ghost e lavorare da ghost potrebbe essere corretto e potrebbe essere non corretto. In realtà, a io parere, si sa benissimo che è una attività criminale, prova è che le case editrici se ne guardano bene dall'indicare in copertina chi ha davvero scritto il libro. Questa è la prova che non è una attività corretta. Per quanto riguarda la scelta personale, è evidente che in determinate condizioni, quando non hai nessuna possibilità di influire in fatti e in idee sulla realtà ripieghi sulla testimonianza. Come ha detto il subcomandante Marcos, in altre situazioni, se i tempi ti consentono di combattere allora combatti, ma quando non ci sono le condizioni o addiruttura sei stato sconfitto cerca soltanto di conservare ciò che sei, i tuoi principi e le tue regole di vita, per non farle morire. Anzi, se devono proprio morire, allora è meglio morire anche noi con esse.
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Messaggio Da Sall il Ven 29 Ott 2010, 17:21

Thomas Mann ha scritto:In realtà, a io parere, si sa benissimo che è una attività criminale, prova è che le case editrici se ne guardano bene dall'indicare in copertina chi ha davvero scritto il libro. Questa è la prova che non è una attività corretta.

Su questo sono d'accordo. "Attività criminale" mi sembra fuori luogo ed esagerato; "Attività non corretta", invece, sì, conconcordo pienamente. Non c'è nulla di corretto nel ghost writing. Nel mondo dei libri (scrittori, editori, lettori) gli autori sono gli scrittori, il pubblico i lettori. Cominciare il rapporto scrittore-lettore con una bella presa per il culo, mi sembra un pessimo inizio.

_________________
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Messaggio Da Momo il Ven 29 Ott 2010, 22:48

Simpatica sintesi di Sall... sono d'accordo con quello che hanno detto Sall e Thomas. Indipendentemente dai termini usati, è il succo che conta (per me).
Ale... logicamente nessuno di noi può essere certo al 100% di quello che farebbe in determinate condizioni. Quello che posso dire è che, nelle mie attuali condizioni, sono sicura che non accetterei una proposte del genere.
E' vero, quando manca di che vivere si fanno molte cose che in condizioni normali non si farebbero... Ma, innanzitutto, penso che una situazione così estrema come il "fare la fame" non sia (ancora!?) molto comune alle nostre latitudini; e in secondo luogo credo (anche se non posso fondarlo sulla mia esperienza diretta) che ci siano cose sopra le quali non si accetta di passare neppure quando si "fa la fame". Chissà, questa potrebbe farne parte.
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Messaggio Da ale il Sab 30 Ott 2010, 01:06

Momo ha scritto:....
.......penso che una situazione così estrema come il "fare la fame" non sia (ancora!?) molto comune alle nostre latitudini; e in secondo luogo credo (anche se non posso fondarlo sulla mia esperienza diretta) che ci siano cose sopra le quali non si accetta di passare neppure quando si "fa la fame". Chissà, questa potrebbe farne parte.

Non mi riferivo affatto al fare la fame.
L'esigenza di avere 'più' denaro è una cosa, il 'fare la fame' tutta un'altra.

Anche i cinesi, a prima vista per chi non li conosce, possono sembrare tutti uguali.
Ma quando ne hai conosciuto uno, magari ci hai fatto amicizia, lo distingui bene dagli altri.

Fai bene a pensare che ti atterresti comunque al tuo codice morale. E' giusto e pulito.

E' che per me la morale è come un paio di mutande: elastiche e da levare all'occorrenza.
Poi ognuno ha le proprie.
E ne fa l'uso che ritiene più opportuno.
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Messaggio Da Thomas Mann il Sab 30 Ott 2010, 17:37

Molto deludente l'analogia fra mutande e morale di Ale. Davvero pessimo! A mio avviso se a un essere umano togli i codici morali, che lui dopo ampio e tormentoso ragionamento ha liberamente scelto, non rimane granché di buono. Prova ne sono i nostri tempi dove una proto maggioranza si riconosce in personaggi molto meno che squallidi e senza morale, delle vere schifezze. In realtà, se togli le regole morali vai direttamente a sbattere contro la magistratura e questo in un paese che si definisce civile non è tollerabile: i codici morali devono prevalere sulla barbarie, con le buone o con le cattive se occorre!
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Messaggio Da ale il Sab 30 Ott 2010, 20:52

Per quel che ho visto, più l'essere umano grida e sbandiera la propria correttezza morale, più è veloce a abbandonarla, a convenienza.
C'è sempre la scusa opportuna; il dire: "ma questo caso è completamente diverso!"
Le autogiustificazioni e l'autoindulgenza normalmente vincono sulla morale.
Vincono alla grande.
Ciascuno è libero di ammetterlo con se stesso o meno. è una faccenda privata tra ciascuno di noi e lo specchio.
E ognuno dà la sua risposta.
Non credo a ciò che è stato (scritto) qui.
Non più di quanto creda a me stessa.

Ringrazia, invece che la morale sia come una mutanda: almeno la indossano -quasi- tutti.


Ultima modifica di ale il Sab 30 Ott 2010, 22:37, modificato 1 volta
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Messaggio Da Scheggia il Sab 30 Ott 2010, 21:01

Ma di quale morale state parlando esattamente?

Perché certe "morali" sono un pò come l' "ignoranza": il male dell'umanità.


E in questo Paese è più facile che vada in galera chi si fa certi scrupoli di coscienza... tutti gli altri non ci vanno o se ci vanno, ne escono in fretta...
questo per quel che mi riguarda non è una buona giustificazione per comportarsi scorrettamente, che è diverso dall'avere o meno una morale, ma si sta uscendo fuori tema, no?
Si parlava di società a delinquere... giusto?
di ghostwriter?
io non accetterei, ma per una questione di orgoglio, - forse pure integrità? - non di morale... la morale è un'altra cosa.
Dipende anche da chi fa queste "morali"... ci sono volte che aiutano a capire, che sono saggie, che portano valori, ma è più facile che si facciano amiche dell'ipocrisia...

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Messaggio Da Scheggia il Sab 30 Ott 2010, 21:11

Momo: se mi proponessero di scrivere per una scrittrice italiana che stimo, la mia stima finirebbe nel momento esatto in cui me lo chiederebbero.

su questo ti quoto in pieno.
Mi sentirei innanzitutto tradita, ingannata, come lettrice…

Avete mai visto “L’uomo nell’ombra”?
Hmm… spesso fare il gosthwriter può essere piuttosto pericoloso… attenti Very Happy Razz

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Messaggio Da Ratsy il Sab 30 Ott 2010, 21:32

Farò una considerazione da mente semplice ma... Se riesci a fare il ghostwriter per uno scrittore famoso, non sarebbe da pensare di avere abbastanza talento per cavarsela da solo? Sicuramento il sistema è contorto e passa oltre le mie deduzioni banalmente logiche... Ma se fossi uno scrittore e qualcuno mi proponesse di far il ghost, la cosa mi spingerebbe ad attivarmi ancora di più, a nome mio, presso le altre case editrici, lo prenderei come un riconoscimento implicito del mio talento. O no?
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Messaggio Da ale il Sab 30 Ott 2010, 22:44

Scheggia ha scritto:
Momo ha scritto:: se mi proponessero di scrivere per una scrittrice italiana che stimo, la mia stima finirebbe nel momento esatto in cui me lo chiederebbero.

su questo ti quoto in pieno.
.......

non avrei alcun timore a riguardo


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Messaggio Da granchio il Sab 30 Ott 2010, 22:55

Ratsy ha scritto:Farò una considerazione da mente semplice ma... Se riesci a fare il ghostwriter per uno scrittore famoso, non sarebbe da pensare di avere abbastanza talento per cavarsela da solo? Sicuramento il sistema è contorto e passa oltre le mie deduzioni banalmente logiche... Ma se fossi uno scrittore e qualcuno mi proponesse di far il ghost, la cosa mi spingerebbe ad attivarmi ancora di più, a nome mio, presso le altre case editrici, lo prenderei come un riconoscimento implicito del mio talento. O no?

mah che dire, se stephen king, per lungo tempo uno dei miei autori preferiti, mi chiedesse di fare il GW mi incazzerei a morte, lancerei maledizioni e strali a manca e a destra e mi porrei seriamente il problema della sua etica comportamentale.
Prima di chiedermi una cosa del genere si dovrebbe informare bene per capire con chi ha a che fare e ci dovrebbe pensare due volte prima di chiedermelo.
Ecchecazzo non so una parola d'inglese...
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Messaggio Da granchio il Sab 30 Ott 2010, 22:58

non so perchè, eppure questa storia di levare le mutande non mi dispiace per niente
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Messaggio Da Scheggia il Sab 30 Ott 2010, 23:09

ale ha scritto:
Scheggia ha scritto:
Momo ha scritto:: se mi proponessero di scrivere per una scrittrice italiana che stimo, la mia stima finirebbe nel momento esatto in cui me lo chiederebbero.

su questo ti quoto in pieno.
.......

non avrei alcun timore a riguardo



non è timore... mi cadrebbe.
Perché se lo chiedesse a me o a chiunque altro di voi, significa anche che l'ha fatto altre volte... forse è peggio stare dall'altra parte: accettare di pubblicare un libro non scritto di tuo pugno, ma che porta la tua firma.

Forse non c'è da domandarsi perché ci sia gente che accetta di divenire gosthwriter, ma il contrario: perché c'è chi lo richiede?

Con questo esempio, dopo le mutande, Thomas dirà anche di me che sono fuori luogo?
Comunque, è un pò come accade - in senso lato - per le prostitute... la legge punisce le donne che si "vendono" ma non chi le "compra"...
è il principio di partenza, sbagliato.
Le prime magari lo fanno per necessità, ma i secondi? solo per facile divertimento... in caso dei romanzi, per facile successo...



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Messaggio Da ale il Dom 31 Ott 2010, 06:39

Ok, va bene, parliamo seriamente allora. Ma solo per stavolta.

Chi è l'autore famoso che ha uno o più ghost?

Due casi:

1. Persona famosa, o alla ribalta della cronaca per qualche motivo, che finge di aver scritto la propria biografia.
Ok, ti dicono: scrivi la bio del tizio e ti do tot. è solo un cazzo di lavoro. Non ci vedo scorrettezze.

2 IL 'nome'. Quelli che scrive best seller.
Questi sono sempre in giro a farsi pubblicità, oppure in vacanza, oppure scrivono, ma non riescono certo a scrivere tutto. Così hanno chi gli fa ricerca, chi gli sviluppa alcune parti del romanzo... magari, addirittura non scrivono neanche una congiunzione di loro pugno, hanno diverse persone che sviluppano varie parti del progetto. Ma loro resta l'art direction: l'idea, la direzione che prende il libro, la caratterizzazione dei personaggi.
Insomma, avere dei collaboratori non mi sembra un crimine.
Sono certa che ci sia anche molto da imparare a lavorare per persone del genere.

L'autore famoso non condivide la propria fortuna, bravura, nome, con i tot. di collaboratori che passano a lavorare per lui. Magari però ne fa il nome tra i ringraziamenti.
Può essere però, che vuoi perché la bravura si impone, vuoi perché il 'famoso' in questione è più generoso degli altri.
Magari il ghost viene fuori e si fa un nome proprio.
Harper Lee, per esempio, ha collaborato con Capote. (dico il primo nome che mi viene in mente.)

Ma ecco: io in tutto questo non vedo scorrettezze.

Casomai vedo un team di persone che scrivono, guidate dal famoso in questione.
E far parte di un team del genere sarebbe già un privilegio al quale una scrittorucola come me manco può aspirare a partecipare.
Ma se qualcuno fosse così pazzo da chiedermelo... !!


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Messaggio Da Artemisia il Dom 31 Ott 2010, 09:37

granchio ha scritto:
mah che dire, se stephen king, per lungo tempo uno dei miei autori preferiti, mi chiedesse di fare il GW mi incazzerei a morte, lancerei maledizioni e strali a manca e a destra e mi porrei seriamente il problema della sua etica comportamentale.
Prima di chiedermi una cosa del genere si dovrebbe informare bene per capire con chi ha a che fare e ci dovrebbe pensare due volte prima di chiedermelo.
Ecchecazzo non so una parola d'inglese...

Ihihihih Laughing

Sai Granchio, anche di King, a volte, si è detto che avesse un ghostwriter.
Poi si è scoperto che, addirittura, scriveva altri romanzi con lo pseudonimo di Richard Bachman.

Quando gli hanno chiesto perchè avesse usato uno pseudonimo, ha risposto che poteva pubblicare solo un libro all'anno con il suo nome, altrimenti avrebbe saturato il mercato.
Il suo vero pseudonimo, però, era Guy Pillsbury, che era il nome di suo nonno, ma si sparse subito la voce e così gli venne chiesto di cambiarlo all'ultimo momento, con una telefonata.

Però... Granchio e King, intreccio di fine ironia con l'horror, che idea!!!! Razz





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Messaggio Da Scheggia il Dom 31 Ott 2010, 10:08

ale ha scritto:Ma ecco: io in tutto questo non vedo scorrettezze.

Casomai vedo un team di persone che scrivono, guidate dal famoso in questione.
E far parte di un team del genere sarebbe già un privilegio al quale una scrittorucola come me manco può aspirare a partecipare.
Ma se qualcuno fosse così pazzo da chiedermelo... !!



no, non è scorretto... ma è un commercio.
Non parlo di letteratura alta, medio o bassa... peché sono stupidaggini per me.
Ma parlo di Arte.
Non sei un’Artista – in generale – se per creare la tua Arte hai bisogno di 11038487 persone…
Un conto è se queste persone si occupano di tutto il resto: ovvero, chi la copertina, chi la pubblicità, chi la stampa, ecc. ecc… ognuno qui fa il suo mestiere, e magari per farlo si collabora tutti quanti insieme.

Ma se per la stesura di un romanzo qualunque, si riuniscono due o più persone, allora si sta creando un prodotto di commercio, non un romanzo d’arte… e non sto parlando di capolavori dell’arte, ma dell’arte di creare qualcosa dal nulla, qualcosa che rispecchia in un qualche modo il tuo essere… e magari non quello del pubblico.
Va al di là delle vendite…

Magari in collaborazione verrà fuori il miglior romanzo del secolo, e non solo un semplice best-seller del momento… ma non è la stessa cosa. è come se un cantautore presenta una canzone come sua, testi e musiche, poi alla fine si scopre che il massimo del suo ingegno è stato nel modificare un verso, di un testo già scritto, su una musica già composta… va benissimo, ma non farti chiamare CANTAUTORE, ma semplicemente CANTANTE.

E lo stesso in questo caso… non farti chiamare SCRITTORE, ma non so in quale altro modo, ma non scrittore…
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Messaggio Da ale il Dom 31 Ott 2010, 12:19

Scheggia ha scritto:.....

Ma se per la stesura di un romanzo qualunque, si riuniscono due o più persone, allora si sta creando un prodotto di commercio......

Tu pensi che un'opera d'arte non sia più tale se è stata creata da un gruppo di persone, in collaborazione tra loro, sotto la guida di un grande?

Allora la Cappella Sistina è... un prodotto di commercio.
E Michelangelo non era un artista, ma un bottegaio.
Oppure pensi che se la sia dipinta tutta da solo?

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Messaggio Da Scheggia il Dom 31 Ott 2010, 12:41

Ma il disegno era il Suo... lo aiutarono a riportarla. Ma lo fece lui.
Come ho scritto prima, tutto il lavoro che c'è dietro ad un libro, che non ha a che fare con la sua stesura... la stessa cosa.

e poi dipende da come presenti l' "opera" in questione...
se la presenti come un lavoro di gruppo, quindi hanno partecipato vari artisti alla sua realizzazione, è una cosa.
se la presenti come TUA, e invece da solo tu non saresti riuscito a tirarla su, allora stai MENTENDO...

l'ho scritto prima, dipende da come ti fai definire: cantautore o cantante?


io la penso così.
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Messaggio Da granchio il Dom 31 Ott 2010, 13:38

Momo ha scritto:: chiederebbero.

non c'era bisogno di fare i pignoli...
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Messaggio Da ale il Dom 31 Ott 2010, 14:48

granchio ha scritto:
non c'era bisogno di fare i pignoli...


Con tutti gli errori che faccio, in effetti, non sarebbe il caso di usare la penna rossa.
Ma il cattivo uso dei congiuntivi mi mette di malumore.
Quasi quanto parlare di morale.

A tal proposito, Scheggia, hai scritto una cosa sopra, sulle morali.... vabbè non te la quoto. Però m'è piaciuta.

Il resto del discorso... alla fine si tratta proprio del lavoro che faccio. Di come nasce un'idea 'artistica' e di come altri, più 'esecutori' la portino avanti... e per metterla in pratica a volte quest'idea cambia... magari subentrano idee migliori...
Tutto ciò che è complesso e di lunga realizzazione parte da un bozzetto e finisce in un'opera materiale e quindi un po' -o molto- diversa da quella iniziale.

Il discorso non è così semplice come dici. Non è o bianco o nero insomma.... Ma spero ormai si sia capito cosa intendo.
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Messaggio Da Thomas Mann il Lun 01 Nov 2010, 17:45

Ho letto con interesse i vostri interventi e la sensazione è che con un po' di dialettica, un po' di idee confuse, un po' di mentalità elastica, possiamo giustificare qualsiasi compostamento che istintivamente ci fa vomitare. Insomma, sforzandoci tutto si può giusticare e digerire. Ma se vi dico che i libretti del povero Faletti li hanno scritti sette o otto ghost non vi sentite presi per i fondelli? Oppure se su un giornale come Focus, settimanale, mesi fa è apparso un articolo dove raccontava come si confeziona un libro di successo facendo ricorso a programmi per computer produttori di trame e ghost, e che un famosissimo scrittore di cui però non ricordo il nome, uno di questi tipo King, aveva confessato che erano sei o sette anni che non toccava penna, ma ogni anno firmava libri, non vi sentite un po' presi in giro?
E poi possiamo anche far finta che la morale non esiste, ma se riuscite davvero a non tenerla nella dovuta considerazione non siete esseri umani, ma quel composito molecolare, 90% che non ha senso alcuno, se invece hai crisi gastriche a pensarti ghost allora sei un essere umano, 10%.
Pensate, per esempio, a quel fior fiore di imprenditore che è Marchionne. Nessuno ha sottolineato le sue parole dove affermava che era più conveniente fabbricare in Polonia, dove si spendono 12 euto l'ora per la manodopera; più conveniente in Messico, dove si spendono 7 euro; meno in Italia dove si spendono 26 euro. Nessuno ha stigmatizzato questa mentalità da negliero. Si risparmierebbe ancora di più se ci fossero degli schiavi in fabbrica, non vi pare? Cosa ce lo impedisce di prendere degli schiavi? Questo succede quendo si mette il profitto al posto dell'uomo e quando si smette di criminalizzare schifezze proto umane del genere. Forse aveva ragione lui quando diceva: attenzione, ci sono individui che assomigliano ad esseri umani, ma non sono esseri umani!
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Messaggio Da granchio il Lun 01 Nov 2010, 21:08

ale ha scritto:
Fai bene a pensare che ti atterresti comunque al tuo codice morale. E' giusto e pulito.
E' che per me la morale è come un paio di mutande: elastiche e da levare all'occorrenza.
Poi ognuno ha le proprie.
E ne fa l'uso che ritiene più opportuno.

Cosa è la morale lo stabilisce una congiuntura di aspetti, dipendenti dal contesto sociale, dall’epoca in cui si vive, dai governi che amministrano la cosa pubblica, dal corpo degli educatori, siano essi docenti o familiari. La morale, per alcuni versi, è proprio quella metaforica mutanda che ha citato ale, la stessa che si infila e si toglie a seconda delle occasioni e delle circostanze.
Se tagliassi la testa a un mio nemico, la conciassi riducendola delle dimensioni di un pugno, poi me l’appendessi alla cintura e andassi a lavorare o al bar con quella, il nostro senso morale certamente ne risentirebbe. Ti posso garantire che se vivessi tra i tagliatori di teste del Borneo potrei farlo nell’assoluto rispetto delle convenzioni e della morale corrente, al contrario, se non lo facessi sarei un reietto. La stessa azione compiuta in due società diverse è condannabile ovvero encomiabile senza sfumature né dubbi di sorta. Pertanto non c’è una morale, ce ne sono tante, e quella che sta bene a noi e che noi tutti più o meno osserviamo, ha pari dignità di quella di akim del borneo.
Il povero Thomas dà una lettura politica ed etica dei comportamenti di Marchionne, dimenticando che le leggi dell’economia sfuggono alla morale. La visione del manager è lucida e di tipo tecnico, punto. Se poi vogliamo ricordare che qualche decennio fa il governo aiutò la FIAT con una sostegno che era pari a una finanziaria, che siamo ostaggio di cause ed effetti che non riusciamo a capire fino in fondo, allora dobbiamo fare altri ragionamenti. Infatti, non capisco perché, prima di ricorrere all’aiuto di stato, cioè al nostro, non siano stati requisiti tutti i beni della famiglia Agnelli e dei loro congiunti e collaterali nonchè dei manager che hanno portato al collasso l’azienda. Non capisco perché quegli stessi manager continuino a percepire stipendi e liquidazioni che basterebbero a sfamare i bambini di uno stato africano, invece che marcire in galera e beccarsi almeno una volta la settimana una scarica di calci in culo dagli operai che hanno licenziato o messo in cassa integrazione. I miei non sono ragionamenti tecnici ma neppure sono permeati da quella ipocrita morale a cui ogni tanto ci si appella per contrastare idee diverse dalle nostre, cerco solo di farmi aiutare dal buonsenso.
Avrei da dire sulla figura dei GW ma siccome ho scritto molto lo farò più avanti.

granchio
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