Enigmi di William Shakespeare

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Messaggio Da fiorile il Dom 21 Nov 2010, 19:25

Scheggia ha detto:

hmm... quanti amanti di Will, comunque.
Se volete si può aprire una discussione su di lui.

così Sab ci potrà far scoprire il suo punto di vista, sul perché gli uomini lo amino meno delle donne... perché io sono già curiosa xD

Vorrei dire a tal proposito una mia idea, per farlo dovrei servirmi di un immagine che non so inserire, qualcuno mi può dire come fare?
Grazie, Fiorile





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Messaggio Da Aspide il Dom 21 Nov 2010, 19:28

Ciao, Fio. Io non so come fare sono una schiappa. Forse ti converrà aspettare che il tutto riprenda. Il luogo, al momento, è un po' smorto.
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Messaggio Da Artemisia il Dom 21 Nov 2010, 20:54

fiorile ha scritto:Vorrei dire a tal proposito una mia idea, per farlo dovrei servirmi di un immagine che non so inserire, qualcuno mi può dire come fare?
Grazie, Fiorile

Ciao Fiorile, vediamo se riesco ad aiutarti, nemmeno io sono brava in queste cose.
Allora, dopo aver fatto “quote” o “post reply” clicca sul secondo quadratino della seconda riga (immagine), inserisci il codice della foto e poi clicca ok, dopodiché scrivi il commento. Per controllare se sei riuscito a caricare la foto clicca su anteprima.

Se per caso non hai il codice della foto devi fare l'hosting. Clicca sul primo quadratino della seconda riga e fai “sfoglia” clicca sulla foto che hai scelto, fai invia e ti apparirà il corrispettivo codice, che devi copiare, per caricare la foto come ti ho descritto sopra.

Spero di essere stata abbastanza chiara. A PRESTO!
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Messaggio Da fiorile il Lun 22 Nov 2010, 12:49

Ciao Fiorile, vediamo se riesco ad aiutarti, Enigmi di William Shakespeare >-Shakespeare

A Canterbury nell’estate 1959 frequentavo un corso trimestrale di lingua inglese ( per capire i legami giuridici, artistici, architettonici, storici e religiosi tra le chiese normanne siciliane e la cattedrale di quella città, per dirne la più semplice: tra i mosaici della cattedrale di Monreale c’è un tondo che raffigura Thomas à Becket Arcivescovo di Canterbury, fatto assassinare da Enrico II) studio linguistico che da allora non ho mai più approfondito. Visitando la tomba di Shakespeare, nella chiesa della Santa Trinità a Stratford, avevo annotato nella mia agenda:

Benedetto colui che risparmia queste pietre, e maledetto chi muoverà le mie ossa. (Blest be ye man yt spares thes stones, and curst be he yt moves my bones) – William Shakespeare

Oggi, dopo 51 anni di fronte alla foto della lastra tombale, rimango perplesso e non rammento più se presi nota di un suo verso o della mia personale interpretazione della scritta. Mi sembra di aver capito che ASPIDE insegna inglese, mi può aiutare ad avere la traduzione esatta? Anche perché vedo simboli che non conosco o non rammento (TH unite a formare un’unica lettera), le prime due righe sono in latino e va tutto bene, so tradurle, sono le successive sei righe in inglese del 1600 che non mi risultano chiare, anche perché mi pare a prima vista che non abbiano nulla a che fare con il mio promemoria di allora. Avuta la traduzione potrò completare il mio pensiero sui 154 sonetti del Bardo, sia sul fatto che le donne amino Shakespeare più degli uomini (cosa questa che ritengo vera e che vorrei dimostrare).



[img]url=https://servimg.com/view/15847764/2]Enigmi di William Shakespeare -shake10[/url][/img]

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Messaggio Da fiorile il Lun 22 Nov 2010, 12:53

[quote="fiorile"]Ciao Fiorile, vediamo se riesco ad aiutarti,

Grazie Artemisia , ci sono riuscito (dopo tre tentativi), grazie ancora , ancor di più se puoi aiutarmi a decifrare la lastra tombale di Shakespeare
Fiorile

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Messaggio Da Sall il Lun 22 Nov 2010, 19:22

Ciao, fiorile, effettivamente non è semplice. Ecco una traduzione piuttosto frettolosa.

Fermati/resta passeggero/viandante, perché tu vai così di fretta, leggi se puoi, chi, l'invidiosa morte, ha collocato all'interno di questo monumento: Shakespeare, che la natura ha velocemente portato via, il cui nome questa tomba-ponte (nel senso di un monumento che fa da ponte tra la vita terrena e l'Aldilà), "va più lontana del costo" (? Dovrei pensarci su) in quanto tutto ciò che ha scritto lascia arte viva, ma la pagina, per servire il suo spirito.

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Messaggio Da Artemisia il Lun 22 Nov 2010, 21:15

fiorile ha scritto:
Grazie Artemisia , ci sono riuscito (dopo tre tentativi), grazie ancora , ancor di più se puoi aiutarmi a decifrare la lastra tombale di Shakespeare
Fiorile

Bravo Fiorile! La prima volta che ho postato una foto non so quante volte ci ho provato prima di riuscirci.
Per quanto riguarda la traduzione della lastra non penso di poter fare meglio di Sall.

Ho fatto un po’ di ricerche, in effetti non esiste una traduzione precisa, ma alcune approssimative ed enigmatiche.

Per quanto riguarda, invece, l’epitaffio che avevi segnato sull’agenda si trova sulla tomba di Shakespeare.
Posto la foto:
[img]Enigmi di William Shakespeare Shakes11[/img]


Good frend for Jesus sake forbeare | to digg the dust encloased heare. | Blest be ye man yt spares thes stones | and curst be he yt moves my bones.

Caro amico per amore di Gesù | rinuncia a scavare la polvere che qui è racchiusa. | Benedetto colui che risparmia queste pietre | e maledetto chi muoverà le mie ossa. (William Shakespeare)
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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 09:02


A te Sall : Graaaazzieeee!!!!!! Fiorile


Ultima modifica di fiorile il Mar 23 Nov 2010, 09:58, modificato 1 volta

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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 09:28

[quote="Artemisia"]
fiorile ha scritto:
Good frend for Jesus sake forbeare | to digg the dust encloased heare. | Blest be ye man yt spares thes stones | and curst be he yt moves my bones.

Caro amico per amore di Gesù | rinuncia a scavare la polvere che qui è racchiusa. | Benedetto colui che risparmia queste pietre | e maledetto chi muoverà le mie ossa. (William Shakespeare)

Artemisia ti ringrazio. Io ho una buona memoria, ma cinquanta anni sono cinquanta anni! Sono stato a Stratford nel 1959, capirai quindi la confusione tra epitaffio e iscrizione sulla lastra tombale. Mi sei stata molto utile, il verso dell'epitaffio mi ricollega a Cristopher Marlowe e purtroppo anche a Francis Bacone, l'enigma continua! Però adesso grazie a te ho capito che epitaffio e iscrizione sulla lastra sono due cose distinte. Non lo rammentavo e manco ne avevo preso nota nella mia agenda. Avevo trascritto ciò che più mi aveva colpito, d'altronde avevo venti anni e andavo subito al sodo, al succo delle cose. Dovrai ammettere con me che è alquanto intrigante quella velata maledizione. Grazie di cuore
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Messaggio Da Artemisia il Mar 23 Nov 2010, 10:25

fiorile ha scritto:
Artemisia ti ringrazio. Io ho una buona memoria, ma cinquanta anni sono cinquanta anni! Sono stato a Stratford nel 1959, capirai quindi la confusione tra epitaffio e iscrizione sulla lastra tombale. Mi sei stata molto utile, il verso dell'epitaffio mi ricollega a Cristopher Marlowe e purtroppo anche a Francis Bacone, l'enigma continua! Però adesso grazie a te ho capito che epitaffio e iscrizione sulla lastra sono due cose distinte. Non lo rammentavo e manco ne avevo preso nota nella mia agenda. Avevo trascritto ciò che più mi aveva colpito, d'altronde avevo venti anni e andavo subito al sodo, al succo delle cose. Dovrai ammettere con me che è alquanto intrigante quella velata maledizione. Grazie di cuore
Fiorile

Grazie a te Fiorile.

Sì Fiorile, l’iscrizione è misteriosa e intrigante, come le origini stesse di Shakespeare. Secondo un’affascinante teoria, in realtà, William Shakespeare sarebbe nato a Messina. Il suo nome sarebbe stato Michelangelo Florio Crollalanza. Fuggito a Londra a causa della santa inquisizione, perché appartenente al rito Calvinista, cambiò il suo nome nell'equivalente inglese.
Crollalanza o Crollalancia si traduce letteralmente Shakespeare.

Ma si ritiene anche che il nome Shakespeare sia stato utilizzato al posto del vero autore. Sono stati fatti più di sessanta nomi tra cui appunto Christopher Marlowe e il più accreditato quello di Francesco Bacone.
Sul Corriere della sera - Pagina 35
(10 agosto 2009)
Bucci Stefano scrive:
La tomba del mistero si trova nella chiesa di St. Mary a Warwick, tra Londra e Birmingham, «una delle più spettacolari dell' intera Inghilterra», realizzata nel 1123. Nella cappella del Capitolo c' è il sarcofago di Lord Fulke Greville , scrittore contemporaneo del grande Bardo William Shakespeare: il mistero si annida proprio in quel sarcofago dove, stando a quanto è stato di recente scoperto, si potrebbero nascondere (oltre a quel che resta del lord) preziosi tomi e soprattutto il manoscritto dell' Antonio e Cleopatra di Shakespeare. Un primo esame (con lo scanner) ha permesso di confermare la presenza di tre ombre assai simili, appunto, a libri. Ora i parrocchiani chiedono a viva voce che vengano fatti altri rilievi con una sonda endoscopica. Si rinnova così il dilemma sul legame tra Greville e Shakespeare: le ipotesi sono che Greville avrebbe scritto alcune opere attribuite a Shakespeare o, addirittura, che i due fossero in realtà la stessa persona.

Chissà se si riuscirà mai a fare luce su questo affascinante enigma!
Potrebbe succedere solo se si trovassero, appunto, prove concrete, manoscritti, documenti particolari.

Che dici si parte per l'Inghilterra? Avrei pensato di fare una capatina anche in Francia, dato che sto facendo un po' di ricerche su Nicolas Flamel! Razz Razz Razz
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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 11:11

[quote="Artemisia"][quote="fiorile"]
Grazie a te Fiorile.
Artemisia ha scritto:
Sì Fiorile, l’iscrizione è misteriosa e intrigante....

Su questa faccenda ho le mie idee, basate su quei pochi fatti storici che ho rintracciato grazie alla mia curiosità giovanile e alla grande cultura di Lucio Piccolo di Calanovella, oltre all'acutezza di pensiero di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Queste mie idee mi hanno fatto risalire a Giovanni Pico della Mirandola e Girolamo Benivieni, all'università di Padova (frequentata anche dal conte di Southempton, storico amante di Shakespeare e da Christopher Marlowe), all'Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino, etc. etc. un vero e proprio volume di 80 pagine. Forse non è questo il posto per discutere di questi problemi.

Vorrei però rispondere al gioco dei sonetti che avete lanciato, su questo forum ve ne è lo spazio. Adesso sto rivedendo il mio pensiero sui sonetti, appena posso lo inserirò.
I sonetti non sono nella forma italiana, sono quattordici versi raggruppati in tre quartine "abab" conchiuse da un binario "aa", si produce alla fine una cesura violenta e i due ultimi versi appaiono un'appiccicatura, la morale della favola, quindi la scuola italiana e gli italiani sono del tutto esclusi dai sonetti.
... ma Christopher Marlowe ideò il black verse o verso libero e le parole da lui usate sono fedelmente riprese nei sonetti (al 92%)....appena finisco di rivedere ne parliamo meglio.

Per quanto riguarda Nicolas Flamel, credo che non occorra andare in Francia, mi permetto di consigliarti di andare sul sito "maremagnum.com" - "marelibris.com"-"sbn.it" e potrai trovare in libri usati o antiquariato tutto quanto è stato pubblicato su Flamel, infine il sito OPAC (sbn) ti indicherà in quali biblioteche italiane trovare i libri. Costerà sempre meno che andare in Francia non tanto per il costo del biglietto aereo quanto per quello albergo-ristorante
Ciao Fiorile
P.S. io qualcosa ho se mi fai sapere cosa cerchi vediamo se posso esserti utile.


Ultima modifica di fiorile il Mar 23 Nov 2010, 17:53, modificato 1 volta

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Messaggio Da Artemisia il Mar 23 Nov 2010, 13:18

fiorile ha scritto:
Su questa faccenda ho le mie idee, basate su quei pochi fatti storici che ho rintracciato grazie alla mia curiosità giovanile e alla grande cultura di Lucio Piccolo di Calanovella, oltre all'acutezza di pensiero di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Queste mie idee mi hanno fatto risalire a Giovanni Pico della Mirandola e Girolamo Benivieni, all'università di Padova (frequentata anche dal conte di Southempton, storico amante di Shakespeare e da Christopher Marlowe), all'Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino, etc. etc. un vero e proprio volume di 80 pagine. Forse non è questo il posto per discutere di questi problemi.

Vorrei però rispondere al gioco dei sonetti che avete lanciato, su questo forum ve ne è lo spazio. Adesso sto rivedendo il mio pensiero sui sonetti, apenna posso lo inserirò.
I sonetti non sono nella forma italiana, sono quattordici versi raggruppati in tre quartine "abab" conchiuse da un binario "aa", si produce alla fine una cesura violenta e i due ultimi versi appaiono un'appiccicatura, la morale della favola, quindi la scuola italiana e gli italiani sono del tutto esclusi dai sonetti.
... ma Christopher Marlowe ideò il black verse o verso libero e le parole da lui usate sono fedelmente riprese nei sonetti (al 92%)....appena finisco di rivedere ne parliamo meglio.

Per quanto riguarda Nicolas Flamel, credo che non occorra andare in Francia, mi permetto di consigliarti di andare sul sito "maremagnum.com" - "marelibris.com"-"sbn.it" e potrai trovare in libri usati o antiquariato tutto quanto è stato pubblicato su Flamel, infine il sito OPAC (sbn) ti indicherà in quali biblioteche italiane trovare i libri. Costerà sempre meno che andare in Francia non tanto per il costo del biglietto aereo quanto per quello albergo-ristorante
Ciao Fiorile[/justify]
P.S. io qualcosa ho se mi fai sapere cosa cerchi vediamo se posso esserti utile.

Fiorile, ma io intendevo un'altra cosa! In modo scherzoso proponevo di fare ricerche per trovare qualcosa di nuovo ed eccezionale che naturalmente non è contenuto in alcun libro. Very Happy

Molto interessante il discorso sui sonetti di Shakespeare! Sono curiosa di leggere il tuo pensiero a riguardo.

Sono andata sul sito “maremagnum.com” ma i libri che ho trovato sono, purtroppo, in lingua originale francese.
Fa niente! In realtà nel mio caso posso utilizzare la fantasia, il libro che sto scrivendo è di genere “fantastico”.

Comunque, cercavo qualche notizia più approfondita sul misterioso e leggendario libro su cui sembra che Nicolas abbia studiato per anni, prima di trovarvi la giusta formula per creare la pietra filosofale.

Per quanto riguarda Pico della Mirandola hai letto “L’ultimo custode” di Carlo A. Martigli? È un thriller storico frutto di anni di studio da parte dell’autore sulla figura di Pico della Mirandola. Molto intrigante.
Pensa che l’autore ha iniziato le ricerche dopo aver letto l’epitaffio scolpito sulla sua lapide: CAETERA NORUNT ET TAGUS ET GANGES FORSAN ET ANTIPODES ( CONOSCONO IL RESTO E IL TAGO E IL GANGE FORSE ANCHE GLI ANTIPODI).
Un altro enigma insomma!
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Messaggio Da Sall il Mar 23 Nov 2010, 14:46

fiorile ha scritto:
A te Sall : Graaaazzieeee!!!!!! Fiorile

Figurati; una frase, però, è un po' dubbia. Dovrei capire quel "cost" come viene utilizzato in quel contesto in relazione al periodo. Ci penso. Per ora il significato generico direi che è più che comprensibile. Saluti!

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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 18:16

[quote="Artemisia"]
fiorile ha scritto:
Per quanto riguarda Pico della Mirandola hai letto “L’ultimo custode” di Carlo A. Martigli? È un thriller storico frutto di anni di studio da parte dell’autore sulla figura di Pico della Mirandola. Molto intrigante.
Pensa che l’autore ha iniziato le ricerche dopo aver letto l’epitaffio scolpito sulla sua lapide: CAETERA NORUNT ET TAGUS ET GANGES FORSAN ET ANTIPODES ( CONOSCONO IL RESTO E IL TAGO E IL GANGE FORSE ANCHE GLI ANTIPODI).
Un altro enigma insomma!

E' proprio questo il legame:
Nella tomba di Giovanni Pico vi sono due corpi, Giovanni e l'amante neoplatonico (entrambi dell'accademia di Ficino) Girolamo Benivieni. Erano entrambi "femminari" quindi amanti poetici ed accademici e non di fatto come Shakespeare e Southampton e Marlowe.Giovanni era tanto femminaro che rapì Margherita moglie di uno dei Medici!... scoperto si fece un bel po di carcere e solo il Magnifico Lorenzo lo salvò. Benivieni pur essendo un Piagnone era sposato ed ebbe 5 figli. La maledizione di Shakespeare si ripete nella tomba di Marlowe, ma ahi noi anche in quella di Bacone. Si pensava che la tomba di Shakespeare fosse vuota, invece vi erano i resti di un solo uomo. La tomba di Marlowe sembra fosse vuota! Gli inglesi non hanno permesso fossero presenti stranieri e/o giornalisti, pertanto non conosciamo la verità. I discendenti del conte di Southampton, regina Elisabetta in testa, non hanno permesso che si aprisse la tomba del conte.
Giovanni Pico frequentò le lezioni di Elia del Medigo e di Avrhaham da Cordova a Padova, nello stesso periodo di Michel Agnolo Florio Crollalanza che seguì Giovanni a Firenze, potrebbe essere stato lui a portare alcuni drammi in Inghilterra ( è certo solo "Molto rumore per nulla" in quanto pubblicato a Messina dieci anni prima di quello Shakespeareano). Inoltre Johon Florio Crollalanza figlio di Michel Agnolo era il segretario del famoso conte di Southampton, amico di Shakespeare e traduttore di latino-italiano- inglese sia per il conte, sia per Sh. Come vedi c'è da leccarsi i baffi, ad averne di baffi. E' certa la presenza di Southampton a Padova con marlowe e due segretari, segretari che si illaziona siano J.Florio e William Shakespeare ( Shakespeare a Padova è una pura illazione se non invenzione, a Padova c'è traccia di tutto e tutti ma di lui proprio no), si intende molti anni dopo Pico e Michel Agnolo.
Fra qualche giorno vado a purgare l'anima in un monastero Zen dell'isola di Okinawa, li vanno molti scrittori inglesi. Ti prometto che ti porterò l'esito di questi futuri colloqui, l'anno scorso il soggetto delle riflessioni era Boccaccio quest'anno porterò i discorsi su Sh.
Se ci riesco prima di partire inserirò il mio pensiero ed i miei studi sui sonetti di Sh.
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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 18:47

[quote="fiorile"][quote="Artemisia"][quote="fiorile"]

‎Flamel, Nicolas‎

‎Il Libro delle Figure Geroglifiche. Il Sommario Filosofico. Il Desiderio Desiderato. Preceduto da un'Introduzione di René Alleau, e da uno Studio storico su Nicolas Flamel die Eugène Canseliet, e seguiti da una postfazione di Stefano Andreani. Traduzione dell'originale francese di Barbara Turco.‎

‎Roma, Edizioni Mediterranee 1986. Ristampa. Mit 26 Textabb. 192 S., 2 Bl. Vlgs.-Anz. OKart.‎

‎Biblioteca Ermetica 3, diretta da Stefano Andreani.‎

Riferimento per il libraio : 00020

Antiquariat.de
Occulte Buchhandlung Inveha
DE - Birstein
[Books from Occulte Buchhandlung Inveha]

€ 16,00 Informazioni/Compera

Questo è uno dei libri in italiano su Flamel, ve ne sono molti altri. Devi avere un po di pazienza e cercare su "marelibri.com" intanto potresti ordinare questo (non faccio il venditore di libri!) Fiorile

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Messaggio Da fiorile il Mar 23 Nov 2010, 18:49

[quote="Artemisia"]




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Messaggio Da Scheggia il Mar 23 Nov 2010, 20:29

Tutto ciò che riguarda Will è misterioso...

enigmatica, ad esempio, è anche la dedica ai sonetti (pubblicati non propriamente con il suo consenso, in effetti...):

TO. THE. ONLIE. BEGETTER. OF.
THESE. INSUING. SONNETS.
Mr. W. H. ALL. HAPPINESSE.
AND. THAT. ETERNITIE.
PROMISED.
BY.
OUR. EVER-LIVING. POET.
WISHETH.
THE. WELL-WISHING.
ADVENTURER. IN.
SETTING.
FORTH.

T. T.


Trenta parole scandite dalla ossessiva presenza del punto fermo...
L'interpretazione più comune, è la seguente, anche se... potrebbe intendere tutt'altro.
"All'unico ispiratore (o procacciatore?) di questi sonetti che qui seguono, Mr. W.H., ogni felicità e quella eternità promessa del nostro immortale poeta augura a colui che con buon augurio si avventura nel pubblicare"
T. T. = Thomas Thorpe (l'editore).




ps:
lascio qui un avviso, così nessuno si perde questa bella conversazione Smile
domani sposto tutto in un 3d a parte, su Shakespeare, in caffé letterario.



EDITO:
anche se io, vista a pezzi la dedica, parola per parola... rigo per rigo, tralasciando l'insieme...
Aspide, tu come tradurresti "OUR. EVER-LIVING. POET."?
Letteralmente, senza il contesto, sarebbe: "Nostro. Mai-Vivente. Poeta."?
farebbe pensare... Razz



Scheggia
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Messaggio Da Sall il Mar 23 Nov 2010, 23:34

Scheggia ha scritto:
Letteralmente, senza il contesto, sarebbe: "Nostro. Mai-Vivente. Poeta."?
farebbe pensare... Razz

Ever-living è "eterno" o più letteralmente "sempre vivo".

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Messaggio Da fiorile il Mer 24 Nov 2010, 04:51

Alcune considerazioni semiserie
sulla poesia di William Shakespeare. [/
center]

Prima parte

Nel mese di aprile del 1593 uscì il sonetto Venere e Adone dedicato al conte di Southampton e presentato come il <<primo erede della mia invenzione>>. E’ un lungo poema in quartine a b a b, di versi squisiti e luminosi, ma freddi. Fa lo stesso effetto di un bellissimo smalto luccicante ma freddo. I maligni potrebbero notare che è tutto un inno alla bellezza virile. Eguale compiutezza tecnica ed ancor minore commozione sono presenti nel Ratto di Lucrezia, vi si può notare l’assoluta mancanza di caratterizzazione e non sembra far presagire le future grandezze poetiche e sceniche (è decisamente inferiore alle prime mediocri prove già date). La dedica va ancora una volta al conte di Southampton.
La Fenice e la Tortora, breve e singolare poemetto di qualità superiore ai precedenti, con tratti di grande e oscura bellezza venne stampato anni dopo. Nel poemetto si deplora che l’unione di questi due nobili esseri (in inglese Fenice è maschile) non abbia avuta prole. La Fenice sarebbe il conte di Southampton e la tortorella Shakespeare. Non vengono chiarite le ragioni del lamento.
Sono del tutto insipide le brevi elegie: Il lamento di un amante e Il pellegrino appassionato.

Nel 1609 l’editore Thomas Thorpe pubblicò un libretto contenente i centocinquantaquattro sonetti di Shakespeare, col nome dell’autore. Dieci anni prima il prezioso Francis Meres (scrittore che definisce già nel 1599 Shakespeare uno dei più grandi autori della storia della letteratura anche se messo a confronto coi grandi classici; arriva ad affermare che "se le Muse avessero parlato inglese avrebbero parlato con le ben limate frasi di Shakespeare"), aveva alluso agli “zuccherati sonetti che Shakespeare” fa circolare tra i suoi intimi amici”, e due erano stati pubblicati, abusivamente, in un libretto attribuito a Shakespeare ma nel quale i due sonetti sono la sola opera davvero sua.
Fortunatamente (o sventuratamente) l’editore dei sonetti completi premise all’opera una sua personale dedica indirizzata alla persona cui i sonetti erano indirizzati. Per ovvie ragioni però non lo nominò ma ne indicò soltanto le iniziali. Non immaginava che quelle sue trenta parole avrebbero scatenato una battaglia letteraria che dura tuttora.
Ecco la dedica (assai aggraziata del resto) tradotta e riprodotta nella sua tipografia che ha la sua importanza.
[center]Al solo. originatore. di
questi seguenti sonetti
Sig. W.H .ogni felicità
e quell’ eternità
promessa
da
il nostro vivente poeta
augura
il bene augurante
avventuriero nel mettersi
in moto.
T.T.

Originatore” è parola, oltre che barbarica, imprecisa. Il begetter inglese è “colui che fa produrre” ed ha anche un senso sessuale. ”Avventuriero” va inteso : colui che cerca la ventura, che si rischia in un’impresa. T. T. sono evidentemente le iniziali di Thomas Thorpe, l’editore.
I Sonetti hanno cominciato a destare la curiosità soltanto nell’ottocento, quando Wordsworth scoprì che “nei sonetti Shakespeare ci ha aperto il suo cuore”. In quell’epoca vittoriana questa scoperta destò l’indignazione e Browning replicò dicendo: “ allora di altrettanto ne esce diminuito”.
Sembra impossibile ma per generazioni nessuno si era accorto che la maggior parte dei sonetti fosse indirizzata ad un maschio. La lingua inglese, con i suoi aggettivi invariabili, favorisce questi errori.
Chi era “Mr. W. H.” le iniziali sono quelle invertite di Henry Wriothesley, cioè dell’onnipresente conte di Southampton. In inglese non vi sono inversioni di iniziali, e ancor meno di chiamare così familiarmente “Mr.” un pari d’Inghilterra cui spettava il titolo di “Sua grazia il…”
Molti studiosi di Shakespeare affermarono che proprio questa era la prova: L’editore in tal maniera nominava e non nominava, per non porre in imbarazzo il conte, o, forse per fargli comprendere che gli sarebbe stato facile compiere una seconda edizione con le iniziali al posto giusto ed un “Lord” invece di un “Mr.”, se non fosse stato tacitato. Infine quello strano ”avventuriero” posto in fondo giustifica i peggiori sospetti.
Oscar Wilde sostenne , per esperienza di certo ma con scarni e ancor più scarsi argomenti storici:
“ E’ impossibile. Il conte di Southampton, potentissimo e violento, non poteva minacciarsi di ricatto. Una buona bastonatura avrebbe fatto tacere chiunque. Chi si poteva minacciare era invece un qualche povero ragazzo, uno di quei play-boys che interpretavano le parti femminili nei teatri elisabettiani. Perché questo W. H. non sarebbe Willie Hughes, un giovanetto noto allora per la sua bellezza e la sua abilità artistica?”
Dobbiamo però riconoscere che la lettura della sua novella : Il ritratto del signor W.H. è eccellente ed istruttiva
Tutto ciò non è molto importante anche se costituisce una giusta ed insopprimibile premessa, cerchiamo di volgerci all’opera.


I Sonetti non sono nella forma italiana; sono sì quattordici versi ma raggruppati in tre quartine a b a b conchiusi da un binario a a. Questa formula ha i suoi pregi e i suoi difetti; consente un costante fluire di ritmo e di colori nei primi dodici versi; ma alla fine si produce una cesura violenta e i due ultimi versi fanno l’effetto di un’appiccicatura, la morale della favola. Quasi sempre si può, si deve oserei dire, fare a meno di leggerli. Come potenziale poetico il sonetto shakespeariano consta di dodici versi.
La storia narrata nei Sonetti è semplice: il poeta dapprima ancora in stato di inferiorità di fronte al nobile giovinetto, lo incita fervorosamente e rispettosamente a sposarsi per continuare il casato e non lasciare perire la propria bellezza. Questo è l’argomento dei sonetti 1-17. Col sonetto 18 la preoccupazione matrimoniale scompare e le lodi prendono un tono di sempre più incalzante fervore. Verso il sonetto 70 l’amore sembra soddisfatto. Di poi al sonetto 86 si insinua gelosia ed invidia per un rivale, poeta anche lui; poi ripetute assenze, riprese di passione, Al sonetto 126 compare la “Dark Lady”: fervore, amore, possessione, assenze. Il tradimento fa scoppiare i fulmini. La storia finisce con un sonetto ingiurioso (il 152). I due ultimi sonetti sono semplici esercitazioni metriche.
I primi diciassette sonetti (i matrimoniali) sogliono essere trascurati: a torto; sono pieni di fervore ed il tema amoroso si insinua tra le pieghe del rispetto e della poesia d’occasione( vedi sonetto 1, verso 11) con versi lucenti e freschissimi. (Sonetto 5 versi 8-11:stagioni, il divino verso 1 del sonetto 8, << Tu, musica all’ascolto, perché ascolti dolendoti la musica?>> (Music to hear, why hear’st thou sadly) i bucolici versi 1-8 del 12); è vero però che sin qui non vi è un sonetto interamente bello.
Non sappiamo e non sapremo mai cosa sia avvenuto fra il 17 e il 18: Il tono è cambiato, il rispetto sociale svanito. Prima minacciava sempre il giovin signore per l’inevitabile perdita della bellezza, consigliandolo di eternarla con la prole; al 18 dopo gli attoniti ammirevoli versi 1-2 gli dice << la tua immortale estate non appassirà mai>>. E lo stesso tema in versi peggiori è svolto nel 19. Il sonetto 20 è già più esplicito fra tutti e benché non contenga particolari bellezze è di estremo interesse psicologico.
[/justify]


( N.B.
  • Mi sono avvalso della edizione Sansoni del 1964, curata da Mario Praz- SHAKESPEARE, Tutte le opere. La traduzione dei versi dei 77 sonetti scelti pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1952 è di Mario Rossi- gli altri sono poeticamente tradotti e trascritti da Giorgio Melchiori per Sansoni nel 1964)

  • Shakespeare non curò mai la pubblicazione dei sonetti per cui si fa sempre riferimento alla pubblicazione di Thorpe, suo amico.

  • Mi sono stancato, alla prossima notte insonne... spero di finire e riversare tutto quel che conosco sui sonetti, sempre tenendo conto che nei miei 72 anni ho letto moltissimo e quindi tutto quel che scrivo è influenzato da mille e mille letture, per i sonetti di Shakespeare comunque privilegio gli appunti di Lampedusa, l'epistolario tra Lucio Piccolo e Antonino Pizzuto, la Corrispondenza tra Roger Caillois e Victoria Ocampo, questi sono i tipi d'olio usati per la frittura, l'aglio ed il prezzemolo ahimé sono del tutto miei)
Così è se vi pare... e .. se non vi pare fate un pò voi, diceva Capuana "larga è la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia" ... la minaccia di fare la seconda parte di queste osservazioni semiserie è reale... guai ai lettori che si sobbarcheranno... se non vi va ditelo che mi dedico a prepararmi la pipa per una bella e sostanziosa fumata, ché già è mattino e posso fumare...



Ultima modifica di fiorile il Gio 25 Nov 2010, 09:19, modificato 8 volte

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Messaggio Da fiorile il Mer 24 Nov 2010, 05:00

[quote="Scheggia"]Tutto ciò che riguarda Will è misterioso...

Ho commesso un errore nel risponderti, troverai la risposta nel messaggio col mio nome appena apri "Commenti" Fiorile...non so come sistemare la cosa...


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Messaggio Da fiorile il Mer 24 Nov 2010, 05:09

[quote="fiorile"][center][b]Alcune considerazioni

...porca miseria... si è svegliata mia moglie, non posso fumare più... sto benedetto Shakespeare mi ha fatto perdere troppo tempo...


Ultima modifica di fiorile il Mer 24 Nov 2010, 14:46, modificato 1 volta

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Messaggio Da Scheggia il Mer 24 Nov 2010, 09:42

Sall ha scritto:
Scheggia ha scritto:
Letteralmente, senza il contesto, sarebbe: "Nostro. Mai-Vivente. Poeta."?
farebbe pensare... Razz

Ever-living è "eterno" o più letteralmente "sempre vivo".

Grazie Sall!
bene, l'hai tradotto come nella prima interpretazione che ho riportato...

la prossima volta che incontro la mia prof di letteratura inglese, glielo dico... ma che c'insegna!?!?! Razz

va beh... effettivamente, era una prof particolare... tutto faceva fuorché letteratura inglese... ohi ohi
ah, a Pisa questo eh!?




@Fiorile!
ok. tranquillo.
ci penso io... trasporto tutto in caffé letterario, così magari parteciperanno anche altri in futuro alla discussione su Will
ultimo avviso: fra un'ora esatta!
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Messaggio Da Artemisia il Mer 24 Nov 2010, 12:46

Ciao Fiorile. Grazie per le tue interessanti considerazioni semiserie sulla poesia di W. Shakespeare.

Attendo di leggere la seconda parte! Very Happy

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Messaggio Da fiorile il Mer 24 Nov 2010, 15:13

Occorre notare come è scritto il nome di Shakespeare!
Appena finiti i sonetti affronteremo questo argomento che tanto stuzzica Scheggia.

Enigmi di William Shakespeare Sonett18

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Messaggio Da fiorile il Mer 24 Nov 2010, 16:02

[quote="fiorile"]

Altra trascrizione del nome di Shakespeare in questa edizione coeva!
Enigmi di William Shakespeare Vita10


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