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Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal

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Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal - Pagina 2 Empty Un'anima rock-ribelle al grido appassionato del Nunca Mas!, intervista Libera di DebDea a Roberto Turrinunti, autore di Estanislao Kowal-Argentina 1976-1983: il dramma di un desaparecido romagnolo

Messaggio Da debdea il Lun 31 Ott 2011, 11:25

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1-Roberto Turrinunti, un ragazzone di Forlì. Racconta, quand'è che il tuo destino e quello del tuo concittadino Estanislao Kowal si sono incrociati?

Una lontana sera di Gennaio circa, poco più di un anno fa. Quante volte, prima di quel fatidico venerdì sera, ero passato vicino a quel piazzale, senza farci caso e senza chiedermi chi fosse quell’Estanislao Kowal scritto sul cartello? Quella sera, nel freddo della solitudine invernale, coperto dal silenzio e da una strana forma di curiosità e meraviglia, mi sono fermato e una voce, un pensiero, mi hanno scosso, e il giorno dopo ho dato vita alle prime parole del libro “Estanislao Kowal”.

2-Ho sempre avvertito una forte urgenza narrativa, uno slancio potente e disperato, nel voler raccontare la storia di questo desaparecido in Argentina. Ovviamente ti auguro di scrivere altre storie e diventare un narratore affermato, ma mi domando se quest'opera prima non resterà sempre, nella tua esperienza di vita, un unicum irripetibile e dotato di un significato segreto.

Assolutamente sì. Forse è questo il senso. Sono sicuro che certe sensazioni, simili a quelle provate durante la stesura e in seguito, grazie alla conoscenza ed all’affetto dei famigliari di Kowal e Galvan (l’altro desaparecido descritto nel libro), all’amicizia e allo scambio di riflessioni e testimonianze con i tanti personaggi incrociati lungo questo cammino, difficilmente potranno ripresentarsi. Ma so anche che ogni libro è accompagnato da una sua aura di magia ed è un’avventura a sé. Ma sono sinceramente felice per tutto questo percorso di ricerca e di vita.

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3-Da quando ci conosciamo avverto in te due anime altrettanto potenti, quella del rockettaro ribelle e quella del poeta appassionato: il tuo atto di denuncia e immortale testimonianza nei confronti della dittatura potrebbe intendersi come la sintesi tra questi due aspetti della tua natura?

Sì, ho sempre cercato di sentire e vivere la mia vita in un modo tutto mio. Sono un po’ particolare, lo riconosco, ma sono contento. L’anima “rockettara” si sposa con la voglia di denunciare, perché in qualità di amante del rock sono consapevole che questa forma di musica, spesso sporca, rude e battagliera, rappresenta una forma di protesta viscerale e sincera. Che non sempre riesce a trovare un giusto canale per farsi sentire, ma almeno ci prova e lo fa con tenacia, costanza e ironia. Il rock è palle, pancia e sudore e scrivere è saper guardare dentro e anche oltre sé stessi, Consci dei possibili fallimenti ma anche della possibilità di crescere e comprendere.

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4-Raccontaci in poche righe che cosa è successo da quando hai partecipato per la prima volta al torneo Ioscrittore(2010) con "Estanislao" a oggi. In breve: come hai trovato la via della pubblicazione una volta escluso dal torneo?

E’ stato tutto molto veloce. Dal momento in cui si è conclusa l’interessante e costruttiva partecipazione al torneo, esattamente il lunedì successivo alla nomina di coloro che sarebbero stati pubblicati in e-book, sentivo che il mio desiderio di dare voce alla storia di Kowal era fortissimo e così, mi sono trovato con un caro amico, legato alla casa editrice “Il Ponte Vecchio”. Lui, Marco Viroli, autore già noto in zona, per i suoi bellissimi volumi di poesie e le ultime due pubblicazioni storiche (tutte pubblicate da Il Ponte Vecchio) legate alle figure di spicco delle Signorie rinascimentali romagnole, è rimasto colpito dalla storia, che conosceva a grandi linee (ovviamente la desaparicion e non “la storia” di Kowal) ed è rimasto sbalordito. Il giorno dopo siamo partiti con la lettura del testo e il lavoro di editing. Tre mesi dopo, una volta terminato il tutto, lui mi ha scritto la bellissima introduzione e poi si è andati in stampa con l’editore. Grande scrittore, Amico ed Essere Umano sensibile.

5-Oggi, a giudicare dal tuo facebook, sei impegnatissimo nella promozione del libro. C'è qualche data che vuoi comunicare attraverso quest'intervista?

Le date per ora sono: Ferrara, liceo Ludovico Ariosto, venerdì 16 dicembre ore 11-13. Invece dalle 9 alle 11 - per ora sto aspettando conferma da un'altra scuola. Mentre invece il 28 novembre - lunedì - si dovrebbe presentare a Udine, convegno FIOM - CGIL sempre nella mattinata, ma aspetto a creare l'evento, dietro loro direttive.

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6-Parlami del rapporto che si è instaurato tra te e i familiari dei desaparecidos. E' raro vedere un facebook straripante di messaggi d'amore e di gratitudine, di fratellanza e di gioia, come il tuo.

Il rapporto con Teresa, la sorella di Kowal, è: affetto sincero, fratellanza e condivisione. La scoperta e la conoscenza con Valeria, la figlia di Estanislao sono state fortissime. Valeria mi dato come l’impressione di toccare con mano il senso della vita di Kowal, sua figlia, il suo cuore. I famigliari di Orlando Galvan sono stati meravigliosi. Tamara, in particolar modo e sua madre (figlia di Orlando) Miriam, le altre figlie e sorelle, tutti, mi hanno fin da subito appoggiato, facendomi sentire ripagato con affetto e amore, già, amore nel vero senso della parola. Ho ricevuto vari regali da parte di tutti loro, cose per me importantissime e assolutamente speciali. E poi il rapporto con altri argentini, persone che hanno conosciuto la scomparsa di cari e persone che sono sopravvissute all’orrore, anche se in parte lo hanno vissuto sulla loro pelle. Persone sensibili, con una profondità emozionale unica. C’è tanto dolore in loro, ma anche tanta speranza e tantissima voglia di vivere.

7-Estanislao come esempio e testimonianza del 'nunca màs'. Nella recensione al tuo libro scrissi che ho avuto la sensazione che sia stata la sua Anima, ovunque si trovi adesso, a guidare i tuoi passi attraverso segni e incontri provvidenziali, fino a ottenere che questa storia trovasse la via della pubblicazione. Dimmi, ti capita di provare anche tu questa particolare sensazione o hai un atteggiamento più "scettico" e "razionalista" rispetto a interpretazioni come la mia?

Sono vicino al tuo pensiero e sinceramente convinto che una mano invisibile, sicuramente la Sua mano, appoggiata sulla mia spalla, mi ha guidato e mi guida lungo questo percorso spesso drammatico e avvincente, che ha segnato e segnerà la mia vita. Lasciando una cicatrice profonda, ma anche tantissima voglia di amare e di conoscere.

8-Turrinunti e l'Amore. La tua compagna come vive questo improvviso ciclone di notorietà che vi ha travolto l'esistenza? Ma ancor più mi piacerebbe sapere come la presenza femminile al tuo fianco abbia incoraggiato e sostenuto ogni tuo passo nella genesi di quest'opera.

La mia compagna è di sicuro felice per la mia realizzazione personale e soddisfatta nel vedermi pienamente sereno. Ma lei non ama leggere né tantomeno scrivere, a sua volta è impegnata in un progetto musicale importante e il suo ruolo in questa storia è stato di appoggio morale. Ma la componente femminile in generale è stata di grande aiuto. Donne: meravigliose, passionali, amiche, e piene di sentimenti mi hanno aiutato a ricostruire e a conoscere tanti aspetti della storia legata alla desaparicion. Donne: testimoni, esseri sensibili, donne guerrigliere, donne spesso umiliate e segregate in celle e umidi sotterranei, che non hanno mai perso la voglia di sperare. Donne, uniche e immensamente umane come le Madri di Plaza de Mayo

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9-Come ti vedi da qui a qualche anno? Pensi che la narrazione sia la strada della tua vita oppure che sei stato prestato temporaneamente a questo mondo di parole scritte giusto il tempo di raccontare la storia di Estanislao?

Mi piacerebbe continuare a scrivere, se il tempo e la costanza lo permettono. Può essere che in parte sia già in fase di reperimento di materiale per una nuova storia, ma…tutto è possibile e non.

10-Concludiamo in modo magistrale. Che cosa vorresti gridare come un folle e un disperato affinché arrivasse forte e chiaro a tutta l'umanità il senso dell'orrore nei confronti di ogni forma di disprezzo dei diritti umani?

Non voltatevi di fronte ad ogni tipo di ingiustizia.
Non scordatevi di ciò che è stato e di come parte dell’umanità sarà sempre violenta e disumana e cercate di fare il possibile perché storie come questa e tante altre vengano a galla.
Raccontate, tramandate, rendetevi partecipi di una condivisione totale.
L’incapacità di sognare e di non dimenticare, uccidono la ragione.


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