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Discorso sull'aborto

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Messaggio Da Artemisia il Gio 12 Mag 2011, 23:52

"L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino"?
(da L'innocente, 1891- Gabriele D'Annunzio)

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
(Madre Teresa di Calcutta)

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Messaggio Da tormento il Ven 13 Mag 2011, 00:03

Per una volta sono d'accordo con l'albanese cattolica. Sic et simpliciter.
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Messaggio Da Sall il Ven 13 Mag 2011, 10:03

Artemisia ha scritto:

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
(Madre Teresa di Calcutta)

Ha senso, c'è poco da fare.
Questo mi richiama un'immagine piuttosto trita: gente che grida "aborto libero" con la bandiera della pace. bom

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Messaggio Da ale il Ven 13 Mag 2011, 11:18

Sall ha scritto:
Artemisia ha scritto:

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
(Madre Teresa di Calcutta)

Ha senso, c'è poco da fare.
Questo mi richiama un'immagine piuttosto trita: gente che grida "aborto libero" con la bandiera della pace. bom

Vedo la coerenza: l'unica pace che conosco è la morte.

(Scherzi a parte, questi discorsi non li faccio con voi. Non mi ci fregate)
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Messaggio Da ale il Ven 13 Mag 2011, 11:36

Artemisia ha scritto:
"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
(Madre Teresa di Calcutta)

Dimenticavo, visto che siete a parlar di religione: dio mi scampi dalle generalizzazioni.
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Messaggio Da Aspide il Ven 13 Mag 2011, 19:30

Sì, condivido quello che dice Ale. L'argomento è troppo serio. Chiudo qui.
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Messaggio Da tormento il Ven 13 Mag 2011, 19:45

Come on girls.
Si possono affrontare solo argomenti sotto una certa soglia di serieta' dentro qui? Se e' cosi' chiudiamo baracche e burattini.
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Messaggio Da granchio il Ven 13 Mag 2011, 20:38

tormento ha scritto:Come on girls.
Si possono affrontare solo argomenti sotto una certa soglia di serieta' dentro qui? Se e' cosi' chiudiamo baracche e burattini.

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
una donna eccezionale può anche dire sciocchezze o fare affermazioni non condivisibili, anche perché sull'aborto si sono consumati fiumi di parole e le tesi contrastanti sono state supportate da intelligenze notevoli, di entrambi gli schieramenti. Io sono un abortista e non credo minimamente che un feto di 12 settimane sia definibile "figlio". Non sto a farla lunga o a imbarcarmi in considerazioni impegnative, questa vicenda è una specie di dogma: o ci credi o non ci credi. Tradotto: o sei abortista o sei antiabortista, difficile che si giunga a un punto d'intesa su questo argomento.

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Messaggio Da granchio il Ven 13 Mag 2011, 20:50

Artemisia ha scritto:"L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino"?
(da L'innocente, 1891- Gabriele D'Annunzio)

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo".
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Onestamente mi sembra una cazzata. Nel senso che se la più grande clinica abortista degli USA intendeva far abortire la madre di questa ragazza, non l'avrebbe fatta sopravvivere, come sostiene lei; che cazzo, si descrive come una reduce della trincea, come se fosse scampata da Hostel o un film dell'orrore analogo, quando mai. Inoltre la tizia non mi sembraa completamente a piombo, ma potrei sbagliarmi.

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Messaggio Da Artemisia il Ven 13 Mag 2011, 20:54

Sinceramente io avevo postato il discorso di Gianna Jessen perché mi ha colpito la sua straordinaria forza che lei ha trasformato in un incredibile carisma che cattura. Quando parla trasmette un’energia che traspare cristallina, nonostante debba affrontare le conseguenze di una paralisi cerebrale dovuta appunto al tentativo di aborto della madre. Al di là delle sue parole che qualcuno potrebbe anche non condividere, al di là del fatto che menzioni Gesù ( ops... ho nominato anch’io Gesùùùù) Gianna parla soprattutto della VITA e del diritto a viverla. Non volevo fare discorsi particolari e approfonditi sull'aborto, basta quello di G. Jessen, non mi interessa sapere chi è d'accordo e chi no, la grandezza di una persona si evince dalle scelte che compie nella vita e questa ragazza ha scelta la vita stessa. È una grande! Very Happy

Suggerirei di cambiare il titolo del thread in "discorsi carismatici", così potremmo postare i discorsi che riteniamo significativi. Che ne dite?

Sall, si può fare?
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Messaggio Da Artemisia il Ven 13 Mag 2011, 22:57

granchio ha scritto:una donna eccezionale può anche dire sciocchezze o fare affermazioni non condivisibili, anche perché sull'aborto si sono consumati fiumi di parole e le tesi contrastanti sono state supportate da intelligenze notevoli, di entrambi gli schieramenti. Io sono un abortista e non credo minimamente che un feto di 12 settimane sia definibile "figlio". Non sto a farla lunga o a imbarcarmi in considerazioni impegnative, questa vicenda è una specie di dogma: o ci credi o non ci credi. Tradotto: o sei abortista o sei antiabortista, difficile che si giunga a un punto d'intesa su questo argomento.

Granchio, io rispetto le opinioni che ognuno può avere riguardo all'aborto. Penso che siano le esperienze della vita a formare pensieri e convinzioni sui diversi aspetti della realtà.
Io avevo solo diciassette anni quando in ospedale, dove facevo tirocinio, mi mostrarono un feto, di 12 settimane circa, in un piccolo recipiente di vetro. Era perfetto in ogni minimo particolare, ancora oggi ho l'immagine impressa nella mia mente. E chi se la scorda più. Poi quando è nato il mio secondo figlio, a soli sette mesi, facevo una fatica a non piangere quando entravo nel reparto neonatale per allattarlo. Eppure mio figlio rispetto agli altri neonati era un gigante: 1.850 g. contro i 500 g. di altri esserini che combattevano la loro battaglia per la vita. Ora, quegli esserini se fossero stati nel grembo materno sarebbero stati chiamati ancora feti, invece loro malgrado erano neonati che stavano interamente nel palmo della mano della propria mamma. C'era una signora che adagiava il proprio figlio nel reggiseno per scaldarlo, davvero stentavo a credere ai miei occhi, 500g. di carne e sangue che si crogiolava al calore della pelle materna.

In realtà il dilemma è: come facciamo a stabilire il momento preciso in cui la "vita" acquisisce piena dignità umana? Si stabilisce a secondo del peso e della grandezza? Può bastare questo? O piuttosto c'è un altro metro di valutazione che ancora ci sfugge?
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Messaggio Da granchio il Sab 14 Mag 2011, 00:05

arte, la vita non è definita in modo diverso da nessuna religione, essa è in quanto é e pertanto merita la stessa considerazione che appartenga a un essere umano o un animale. Hai mai visto uccidere un vitello? nei posti più evoluti gli sparano un chiodo in testa, ma ancora lo uccidono a colpi di mazza. Quando gli arriva il primo colpo, che di solito non è definitivo, strabuzza gli occhi e cerca una via di fuga, prova lo stesso dolore e lo stesso terrore che proverebbe un essere umano, gli occhi diventano rossi per il sangue e la bava è rossa. Sai perché per anni non ho mangiato carne di maiale? perché quando li legano per ucciderli "sentono" che stanno per morire e urlano e piangono, una specie di pianto o comunque qualcosa che ci assomiglia molto, prima che gli passino la lama in gola. Sai come uccidono i maiali grandi? li pungono al cuore con una lama lunga, e non muoiono subito, sussultano e urlano, tremano, e qualche volta li pungono due volte. Quando ci presentano una bella bistecca non pensiamo a queste cose e siamo pronti a commuoverci per il racconto della sopravvissuta eppure quando hanno ucciso dei cuccioli di cane perchè erano troppi per la cagna, sbattendogli la testa contro una pietra, erano in tre a tenere la madre, che digrignava i denti e guaiva e si voleva avventare contro i due esseri umani che stavano uccidendo i suoi figli. Ma erano solo dei cani, che cazzo contano dei cani, rispetto a una sopravvissuta che fa le conferenze sulla vita e pranza con bistecche di maiale?

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Messaggio Da Aspide il Sab 14 Mag 2011, 00:25

Ganchio, ti adoro. E' così, Art. Io mi rifiuto di mangiare carne da una vita. Non è giusto. La morte è morte per tutti. Ho assistito nell'ultimo anno di vita mio padre malato di cancro, ma anche il mio gatto Pompeo, vecchio e malato di reni. Tu penserai che bestemmio, ma tutti e due sapevano di morire. E' stato orrendo per l'uno e per l'altro. Un feto, grazie a dio, ancora non sa nulla. Non conosce la morte. Non è mai nato.
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Messaggio Da Artemisia il Sab 14 Mag 2011, 01:35

granchio ha scritto:arte, la vita non è definita in modo diverso da nessuna religione, essa è in quanto é e pertanto merita la stessa considerazione che appartenga a un essere umano o un animale. Hai mai visto uccidere un vitello? nei posti più evoluti gli sparano un chiodo in testa, ma ancora lo uccidono a colpi di mazza. Quando gli arriva il primo colpo, che di solito non è definitivo, strabuzza gli occhi e cerca una via di fuga, prova lo stesso dolore e lo stesso terrore che proverebbe un essere umano, gli occhi diventano rossi per il sangue e la bava è rossa. Sai perché per anni non ho mangiato carne di maiale? perché quando li legano per ucciderli "sentono" che stanno per morire e urlano e piangono, una specie di pianto o comunque qualcosa che ci assomiglia molto, prima che gli passino la lama in gola. Sai come uccidono i maiali grandi? li pungono al cuore con una lama lunga, e non muoiono subito, sussultano e urlano, tremano, e qualche volta li pungono due volte. Quando ci presentano una bella bistecca non pensiamo a queste cose e siamo pronti a commuoverci per il racconto della sopravvissuta eppure quando hanno ucciso dei cuccioli di cane perchè erano troppi per la cagna, sbattendogli la testa contro una pietra, erano in tre a tenere la madre, che digrignava i denti e guaiva e si voleva avventare contro i due esseri umani che stavano uccidendo i suoi figli. Ma erano solo dei cani, che cazzo contano dei cani, rispetto a una sopravvissuta che fa le conferenze sulla vita e pranza con bistecche di maiale?
Non ho capito Granchio, mi stai dicendo che quando mi trovo davanti una bella bistecca, mi devo commuovere? Bé, mi manca solo questo, poi sono apposto! Shocked
Già, c'è poco da scherzare! No

Granchio è terribile quello che si fa agli animali, ma ci siamo spostati dal nucleo del discorso. Hai ragione, ogni essere vivente merita considerazione, ma converrai con me che la vita di un essere umano non è paragonabile a quella di un cane. Ti ricordi l'episodio di quel taxista che dopo aver investito un cane è stato ucciso a sua volta a bastonate da chi aveva assistito all'incidente? Non credo che quel signore avesse investito il cane volontariamente, ma anche se lo avesse fatto meritava la morte? È mai possibile che si debba finire per dare più importanza agli animali che alle persone!

Aspide ha scritto:Ganchio, ti adoro. E' così, Art. Io mi rifiuto di mangiare carne da una vita. Non è giusto. La morte è morte per tutti. Ho assistito nell'ultimo anno di vita mio padre malato di cancro, ma anche il mio gatto Pompeo, vecchio e malato di reni. Tu penserai che bestemmio, ma tutti e due sapevano di morire. E' stato orrendo per l'uno e per l'altro. Un feto, grazie a dio, ancora non sa nulla. Non conosce la morte. Non è mai nato.

Aspide è meraviglioso avere amore per gli animali, è vero essi comprendono più di quanto pensiamo, soffrono come noi. Anch'io ho sempre avuto dei gatti, ma anche cani, pappagalli, canarini, tartarughe, pesciolini, criceti.
Aspide hai mai letto "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci? È un piccolo capolavoro.
Ecco l'incipit:
Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per aggangiarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato.
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Messaggio Da Ricciardello il Sab 14 Mag 2011, 05:57

Ho letto attentamente tutto quello che gli utenti hanno scritto sul “Discorso sull’aborto”.
Il discorso sull’aborto è però troppo importante per lasciarlo nelle mani di chi non ha le idee molto chiare o non sa affrontare la realtà.
Questo è un forum letterario, è nostro compito nonché interesse affrontare argomenti letterari, senza sconfinare nella filosofia, sociologia o para-religione o qualsiasi altro campo.

Nota per la Signora Artemisia - La citazione di D’Annunzio- l’Innocente - mi sta bene, è coerente con l’oggetto del forum, se vogliamo esaminiamo D’Annunzio, svisceriamolo affrontiamo e commentiamo quel che dice.
Altra citazione letteraria vi è stata, Oriana Fallaci – Lettera ad un bambino mai nato- Vale per la Fallaci quanto detto per D’Annunzio.
Cito io adesso un altro libretto poco conosciuto: Dacia Maraini - Clandestino a bordo.
Poi non dimentichiamo la nostra simpatica Scheggia: Rosalia Raineri- Un buco nell’eternità.
Vogliamo affrontare l’aborto? Affrontiamolo per quanto vi è di letterario, prescindendo da altre considerazioni.
Rammentate: Spesso tutti noi abbiamo letto qualcosa, o udito qualcosa, o ancora detto qualcosa che ci ha fatto subito pensare: No, questo no, è fuori tema.
Ebbene Signora Artemisia, eccettuate le sue citazioni di D’Annunzio e Fallaci tutto quel che lei propone o altri hanno asserito è fuori tema in questo forum letterario. Naturalmente se lei vorrà scrivere o invitare altri a farlo, un qualcosa di letterario sull’aborto la cosa assumerà un aspetto più consono, certamente diverso e degno di una migliore attenzione e cura da parte di tutti noi. Si potrebbe proporre ad esempio la creazione di una serie di racconti sull’aborto da parte di tutti gli utenti, in modo tale che noi stessi potremo commentarli, annotarli.

Io personalmente ritengo che, ad esempio, sarebbe preferibile affrontare la natura stessa del "romanzo" dal punto di vista letterario, o da quello sociologico o da quello ancora psicologico, non soltanto sarebbe più consono alla natura del forum ma potrebbe essere d’aiuto a tanti sul vero significato della parola “romanzo”.-

Nota per Mr. Granchio, casualmente sono entrato in un mattatoio per un reportage. Il mattatoio è un inferno di sofferenze animali e umane, ma un inferno tale che padre Dante mi pare un angioletto ed angelicato ed angelicante mi appare il suo Inferno. Si adoperò una specie di pistola elettrica che con la sua scarica non sempre uccide (così mi hanno detto) ma paralizza ed amplifica il dolore finale con la successiva scarica. Gli urli dei maiali poi sono molto simili a quelli umani, il forte e possente muggito del toro ha note basse e rimase a lungo dentro di me. Poi dei cavalli mi è rimasto impresso lo sguardo folle di paura che assume il loro occhio quando non muoiono sul colpo. Da allora, son sei anni, non mangio più carne, neanche di pollo. Mi nutro solo di vegetali e pesci. Escludo i tonni, non ne mangio, ho partecipato da turista ad una mattanza, benché per anni il piatto di tonno in agrodolce con le cipolle sia stato il mio piatto preferito, ho rinunziato anche a quello, soltanto per la tragica, violenta e drammatica fine di quei poveri tonni finiti nella camera della morte che lottano con una grande energia e sino al lento esaurirsi delle loro forze.

Nel 2005 ho partecipato ad un convegno a Parma, gli amici parmensi si sono fatti in quattro per accompagnarmi nel piccolo centro di Fontanellato, ho visto con gran piacere il castello dei Sanvitale e gli affreschi del Parmigianino nella saletta di Diana e Atteone, poi però mi hanno condotto in un ristorante dove la specialità era: Tortellini con carne di … asina da latte. Vista la loro gentilezza non ho potuto esimermi dal mangiarne, poi la notte …. con quel “asina da latte …” sono stato alle soglie dell’ospedale… non occorre molta fantasia per immaginare come quell’asina da latte … sia finita nel mio tortellino…
Anche di queste cose, se vogliamo, dovremo farne racconto altrimenti è del tutto vuoto di senso parlarne senza una precisa base di partenza, di riferimento.



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Messaggio Da Aspide il Sab 14 Mag 2011, 07:44

Caro Ric, di racconti sugli animali, sul loro amore e la loro sofferenza ne ho scritti parecchi. Tutti pubblicati su riviste. Per uno un po' lungo ho firmato un contratto di pubblicazione un anno fa con un editore che non si è ancora fatto risentire,
Uno è già statao postato nelle sezione oipere, ma a te non piacerà. E'un po' orrifico. Gli altri li posso postare.
Ciao, vado al lavoro. pale
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Messaggio Da Artemisia il Sab 14 Mag 2011, 09:09

Ricciardello ha scritto:[justify]Ho letto attentamente tutto quello che gli utenti hanno scritto sul “Discorso sull’aborto”.
Il discorso sull’aborto è però troppo importante per lasciarlo nelle mani di chi non ha le idee molto chiare o non sa affrontare la realtà.
Questo è un forum letterario, è nostro compito nonché interesse affrontare argomenti letterari, senza sconfinare nella filosofia, sociologia o para-religione o qualsiasi altro campo.

Nota per la Signora Artemisia - La citazione di D’Annunzio- l’Innocente - mi sta bene, è coerente con l’oggetto del forum, se vogliamo esaminiamo D’Annunzio, svisceriamolo affrontiamo e commentiamo quel che dice.
Altra citazione letteraria vi è stata, Oriana Fallaci – Lettera ad un bambino mai nato- Vale per la Fallaci quanto detto per D’Annunzio.
Cito io adesso un altro libretto poco conosciuto: Dacia Maraini - Clandestino a bordo.
Poi non dimentichiamo la nostra simpatica Scheggia: Rosalia Raineri- Un buco nell’eternità.
Vogliamo affrontare l’aborto? Affrontiamolo per quanto vi è di letterario, prescindendo da altre considerazioni.
Rammentate: Spesso tutti noi abbiamo letto qualcosa, o udito qualcosa, o ancora detto qualcosa che ci ha fatto subito pensare: No, questo no, è fuori tema.
Ebbene Signora Artemisia, eccettuate le sue citazioni di D’Annunzio e Fallaci tutto quel che lei propone o altri hanno asserito è fuori tema in questo forum letterario. Naturalmente se lei vorrà scrivere o invitare altri a farlo, un qualcosa di letterario sull’aborto la cosa assumerà un aspetto più consono, certamente diverso e degno di una migliore attenzione e cura da parte di tutti noi. Si potrebbe proporre ad esempio la creazione di una serie di racconti sull’aborto da parte di tutti gli utenti, in modo tale che noi stessi potremo commentarli, annotarli.

Io personalmente ritengo che, ad esempio, sarebbe preferibile affrontare la natura stessa del "romanzo" dal punto di vista letterario, o da quello sociologico o da quello ancora psicologico, non soltanto sarebbe più consono alla natura del forum ma potrebbe essere d’aiuto a tanti sul vero significato della parola “romanzo”.-

Caro Ricciardello il motivo per cui ho inserito le citazioni era proprio per legare il tema alla letteratura, ma poi dobbiamo anche essere liberi di esprimere le nostre opinioni, non dobbiamo solo fare riferimento alla letteratura stessa, non avrebbe senso, non ci sarebbe nulla di costruttivo, se non ripercorrere il pensiero di altri. Ciò che gli altri hanno scritto prima di noi ci deve far riflettere e deve costituire il trampolino di lancio per formare il nostro pensiero. Credo che ognuno abbia espresso in qualche modo la propria sensibilità Non è semplice affrontare certe tematiche, nel nostro piccolo ci abbiamo provato. Se poi devo fare riferimento solo ai romanzi e citarne interi brani o analizzarli, allora non mi connetto al forum e mi leggo i libri tranquillamente a casa sul divano, senza nessun confronto, senza indurre ad alcuna riflessione che mi faccia venir voglia di approfondire e capire l'animo umano.
Ricciardello ha scritto:
Io personalmente ritengo che, ad esempio, sarebbe preferibile affrontare la natura stessa del "romanzo" dal punto di vista letterario, o da quello sociologico o da quello ancora psicologico, non soltanto sarebbe più consono alla natura del forum ma potrebbe essere d’aiuto a tanti sul vero significato della parola “romanzo”.-
È un altro argomento! Se ne potrebbe discutere aprendo un nuovo thread.
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Messaggio Da Ricciardello il Sab 14 Mag 2011, 09:57

...scrivendo un nostro racconto sull'aborto (o su qualsiasi altro argomento) esprimiamo in esso il nostro parere e stuzzichiamo quello degli altri, diamo cioè vita alla discussione ed è dalla discusssione collettiva che nascono le idee migliori.(almeno a mio parere)
L'unica cosa che ho apprezzato della vita militare, da soldato semplice, mi è stata data dallo studio di squadra, capivo meglio quel che mi spiegava un soldato mio pari ma dotto nell'argomento e dal fatto che le sue parole molto semplici suscitavano idee nuove piuttosto che la pioggia dorata delle parole di un istruttore cadente dall'alto e rilasciate con sufficienza.

Elaborare un pensiero, trasformarlo in racconto non è operazione sterile ma elemento nutritivo per la nostra mente, la nostra cultura. Non è cultura conoscere la data di nascita di Dante, ma comprenderne il pensiero. Nell'esame dell'aborto, che se ne farebbe in un racconto, potrebbe nascere molta più cultura che citare le parole di tizio o di caio, ecco perché accetto che si parli dell'aborto come strumento letterario, ma la cosa vale per qualsiasi argomento. Lo stesso fatto che divenga oggetto di letteratura è letteratura, sia scritto da un analfabeta (io speriamo che me la cavo), sia da un dotto o dottissimo uomo (che potrebbe essere però noiosissimo).



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Messaggio Da Artemisia il Sab 14 Mag 2011, 10:08

Ricciardello ha scritto:
...scrivendo un nostro racconto sull'aborto (o su qualsiasi altro argomento) esprimiamo in esso il nostro parere e stuzzichiamo quello degli altri, diamo cioè vita alla discussione ed è dalla discusssione collettiva che nascono le idee migliori.(almeno a mio parere)

Elaborare un pensiero, trasformarlo in racconto non è operazione sterile ma elemento nutritivo per la nostra mente, la nostra cultura. Non è cultura conoscere la data di nascita di Dante, ma comprenderne il pensiero. Nell'esame dell'aborto, che se ne farebbe in un racconto, potrebbe nascere molta più cultura che citare le parole di tizio o di caio, ecco perché accetto che si parli dell'aborto come strumento letterario, ma la cosa vale per qualsiasi argomento. Lo stesso fatto che divenga oggetto di letteratura è letteratura, sia scritto da un analfabeta (io speriamo che me la cavo), sia da un dotto o dottissimo uomo (che potrebbe essere però noiosissimo).

Su questo sono d'accordo! Very Happy

Ma adesso abbiamo il torneo Fiorile, ti pregoooo una cosa alla volta. Io ancora non scrivo il racconto sul teatro! pale

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Messaggio Da Sall il Sab 14 Mag 2011, 10:36

Artemisia ha scritto:

Ma adesso abbiamo il torneo Fiorile, ti pregoooo una cosa alla volta. Io ancora non scrivo il racconto sul teatro! pale


Lascia stare siamo tutti in alto mare. Però bisogna farcela. Rimboccati le maniche. Smile

Intervengo brevemente solo per dire che la sezione del forum "Caffè letterario", cioè questa, è dedicata ad ogni argomento e dibattito anche non strettamente letterario. Discutere e 'parlare' tra noi è la base di un forum.

Ha ragione Arte nel dire che la tematica degli animali è un po' fuorviante: non si può sviare un problema citandone un altro. D'altra parte è un altro argomento molto interessante. Ci terrei molto ad affrontarlo in un altro thread ad hoc. Come mi piacerebbe affrontare altri temi. Purtroppo non posso "dire la mia" perché sono davvero pieno di cose da fare, a più tardi!

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Messaggio Da granchio il Sab 14 Mag 2011, 11:35

Ricciardello ha scritto:[justify]Ho letto attentamente tutto quello che gli utenti hanno scritto sul “Discorso sull’aborto”.
Il discorso sull’aborto è però troppo importante per lasciarlo nelle mani di chi non ha le idee molto chiare o non sa affrontare la realtà.
Questo è un forum letterario, è nostro compito nonché interesse affrontare argomenti letterari, senza sconfinare nella filosofia, sociologia o para-religione o qualsiasi altro campo.

Ric, non ho capito se concordi con me o no ma, soprattutto, non capisco a chi ti riferisca quando citi chi non ha le idee chiare e non sa affrontare la realtà. Posso andare avanti solo se mi chiarisci questo punto.
Un forum letterario può affrontare qualsiasi argomento, sono i modi, i toni, lo spessore delle cose che si scrivono a fare la differenza.
Arte, non mi commuovo davanti a una bistecca così come non mi commuovo davanti a un feto di poche settimane. Il ragionamento è complesso perché richiama la fede, l’etica, la morale, l’ideologia. Ho già detto come la penso e aggiungo che i dubbi e le incertezze fanno parte della mia vita. E’ superfluo precisare che ho riguardo per chi la pensa diversamente, se esprime le proprie opinioni nel rispetto di quelle altrui, in un rapporto paritario, dunque. Insomma tutto nella norma.

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Messaggio Da granchio il Sab 14 Mag 2011, 11:40

[quote="granchio"]
granchio ha scritto:
Artemisia ha scritto:
Caro Ricciardello il motivo per cui ho inserito le citazioni era proprio per legare il tema alla letteratura, ma poi dobbiamo anche essere liberi di esprimere le nostre opinioni, non dobbiamo solo fare riferimento alla letteratura stessa, non avrebbe senso, non ci sarebbe nulla di costruttivo, se non ripercorrere il pensiero di altri. Ciò che gli altri hanno scritto prima di noi ci deve far riflettere e deve costituire il trampolino di lancio per formare il nostro pensiero. Credo che ognuno abbia espresso in qualche modo la propria sensibilità Non è semplice affrontare certe tematiche, nel nostro piccolo ci abbiamo provato. Se poi devo fare riferimento solo ai romanzi e citarne interi brani o analizzarli, allora non mi connetto al forum e mi leggo i libri tranquillamente a casa sul divano, senza nessun confronto, senza indurre ad alcuna riflessione che mi faccia venir voglia di approfondire e capire l'animo umano.

ti quoto in tutto e per tutto

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Messaggio Da granchio il Sab 14 Mag 2011, 12:05

Artemisia ha scritto: Aspide hai mai letto "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci?

"...Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà."
Anche questo l'ha scritto oriana fallaci, che aveva una prospettiva del valore della vita pittosto curioso e qualche volta controverso.

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Messaggio Da ale il Sab 14 Mag 2011, 13:36

è da molto che volevo scrivere un racconto, autobiografico come al solito, che parla proprio di questo tema.
Appena trovo il tempo lo condividerò con voi.

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Messaggio Da Artemisia il Sab 14 Mag 2011, 16:48

granchio ha scritto:
Artemisia ha scritto: Aspide hai mai letto "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci?

"...Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà."
Anche questo l'ha scritto oriana fallaci, che aveva una prospettiva del valore della vita pittosto curioso e qualche volta controverso.

Sì sì è proprio lei! Veramente ha detto anche di peggio, ma bisogna considerare il valore dei suoi scritti a prescindere dalle sue idee o dalle dichiarazioni che ha fatto in vita.
Ho letto anch'io "La rabbia e l'orgoglio" non mi è piaciuto, troppa rabbia appunto!
Bellissimi invece, oltre al già citato "Lettera a un bambino mai nato", "Un uomo" e "Un cappello pieno di ciliege"! Very Happy


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