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Il colpo di dadi di Mallarmé

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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 16:59

Questo è un testo piuttosto complicato, però affascinante. Da leggere e rileggere. Di solito ci si capisce poco anche rileggendolo, eppure, arrivati alla fine, ti pare sempre che ti abbia descritto la storia del cosmo intero, fissato in un istante. Che è quello di un lancio di dadi, appunto, da una nave durante un naufragio. C'è IL MAESTRO che minaccia col pugno il destino (ma forse sta solo lanciando i dadi). Adesso è un vecchio (2001 odissea nello spazio settant'anni prima?). Addirittura un antenato (ancora 2001?). Qualcosa volteggia intorno al baratro: è una piuma solitaria? Salta fuori Amleto "principe amaro della scogliera" che sembra darsi arie. C'è una sirena "nella sua torsione di sirena" (ognuno decida che significa). C'è il numero. Anzi, IL NUMERO (quello del colpo di dadi, presumibilmente) "di provenienza stellare". Ecco di nuovo la piuma che ora però s'inabissa. Infine c'è una costellazione in cielo che riporta il numero che il colpo di dadi ha fissato per sempre. Per Mallarmé il testo sarebbe da leggersi come una partitura musicale. Quindi sia in orizzontale che in verticale. Si possono leggere di seguito anche solo le parole con gli stessi caratteri e si hanno ancora altre combinazioni. Per esempio, la sequenza finale in stampatello è:

NIENTE
AVRA' AVUTO LUOGO
CHE IL LUOGO
ECCETTO
FORSE
UNA COSTELLAZIONE

Che forse è il vero significato del testo. La traduzione è mia, quindi va presa con le molle, vista la grande complessità. Se trovate degli errori, lo dico soprattutto a chi è di lingua francese, fatevi avanti. L'impaginazione è quella voluta da Mallarmé.
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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 17:06

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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 17:10

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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 17:12

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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 17:15

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Messaggio Da nick mano fredda il Mar 17 Mag 2011, 17:18

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Messaggio Da Aspide il Mar 17 Mag 2011, 19:45

Mamma mia, Nick!!! Hai fatto un lavoro immenso. inchino
L'ho letto una prima volta, ma non ci ho capito molto. scratch
Mi piacciono alcune parole, il loro suono, l'ordine in cui sono disposte. E? musicale. Mi ricorda Coleridge. IL vecchio marinaio.
Ci riproverò. Più tardi. Grazie, sei stato bravissimo. Smile
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Messaggio Da nick mano fredda il Mer 18 Mag 2011, 17:13

Aspide ha scritto:Mamma mia, Nick!!! Hai fatto un lavoro immenso. inchino
L'ho letto una prima volta, ma non ci ho capito molto. scratch
Mi piacciono alcune parole, il loro suono, l'ordine in cui sono disposte. E? musicale. Mi ricorda Coleridge. IL vecchio marinaio.
Ci riproverò. Più tardi. Grazie, sei stato bravissimo. Smile

eccheccavolo, mi sono detto, bisognerà lasciare pur qualcosa oltre le vignette su Berlusconi
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Messaggio Da nick mano fredda il Mer 18 Mag 2011, 17:14

Aggiungo un paio di contributi che possono aiutare, il testo continuo in italiano e quello in francese:

Per chi è interessato, qui c'è l'originale, su più pagine:

http://mallarme.direz.fr/uploads/Mallarme/Coupde.pdf

e qui la ricostruzione in una pagina unica:

http://fr.wikisource.org/wiki/Un_coup_de_d%C3%A9s_jamais_n%E2%80%99abolira_le_hasard



UN COLPO DI DADI
NON
QUANDO ANCHE BEN LANCIATO NELLE CIRCOSTANZE
ETERNE
DAL FONDO DI UN NAUFRAGIO
SIA
che
l'Abisso
sbiancato
distenda
furioso
sotto un'inclinazione
piana disperatamente
d'ala
la sua
per
anticipo ricaduto d'un male a drizzare il volo
e coprendo gli spruzzi
tagliando a raso i balzi
molto all'interno riassume
l'ombra nascosta nella profondità di questa vela alternativa
fino ad adattare
all'ampiezza
la sua aperta profondità come lo scafo
di una nave
inclinata dall'uno o l'altro bordo
IL MAESTRO
fuori d'antichi calcoli
in cui la manovra con l'età dimenticata
sorto
inferente
una volta impugnava la barra
di questa conflagrazione ai suoi piedi
dell'orizzonte unanime
che si prepara
s'agita e mischia
col pugno che l'afferrava
come si minaccia un destino e i venti
l'unico Numero che non può essere un altro
Spirito
per gettarlo
nella tempesta
a ripiegare la divisione e passa fiero
esita
cadavere dal braccio isolato del segreto che detiene
piuttosto
che di giocare
da maniaco canuto
la partita
a nome dei flutti
uno invade il capo
cola in barba posta sotto
naufragio questo diretto dell'uomo
senza battello
non importa
dove vano
ancestralmente a non aprire la mano
contratta
oltre l'inutile testa
lascito nella scomparsa
a qualcuno
ambiguo
l'ulteriore demone immemore
avendo
da regioni nulle
indotto
il vegliardo verso questa congiunzione suprema con la probabilità
quello
la sua ombra puerile
carezzata e pulita e resa e lavata
ammorbidita dall'onda e sottratta
alle dure ossa perdute tra le assi
nato
da un piacere
il mare con l'antenato tentando o l'antenato contro il mare
un'occasione oziosa
Fidanzamento
da cui
il velo d'illusione ricaduto sulla loro ossessione
come il fantasma d'un gesto
barcollerà
spingerà
follia
ABOLIRA' MAI
COME SE
Un'insinuazione semplice
al silenzio arrotolata con ironia
o
il mistero
precipitato
gridato
in qualche vicino vortice d'ilarità e d'orrore
volteggia intorno al baratro
senza disseminarlo
né fuggire
cullandone il vergine indizio
COME SE
piuma solitaria sperduta
tranne che la incontri o la sfiori un tocco di mezzanotte
e immobilizzi
col velluto sgualcito d'uno scoppio di risa scuro
questo biancore rigido
derisorio
in opposizione al cielo
troppo
per non marcare
atavicamente
chiunque
principe amaro della scogliera
si acconcia come dell'eroico
irresistibile ma contenuto
per la sua piccola ragione virile
in fulmine
preoccupato
espiatoria e puberale
muta
risata
che
SE
La lucida e signorile asprigna di vertigini
dalla fronte invisibile
scintilla
poi ombreggia
una statura carina tenebrosa in piedi
nella sua torsione di sirena
il tempo
di schiaffeggiare
con impazienti squame ultime biforcate
una roccia
falso maniero
subito
evaporato in nebbie
che impose
un limite all'infinito
ERA
IL NUMERO
di provenienza stellare
ESISTESSE
altrimenti che allucinazione sparsa d'agonia
COMINCIASSE E CESSASSE
zampillante che negato e chiuso quando apparso
infine
con qualche profusione distribuita in scarsità
AMMONTASSE
evidenza della somma per poco che una
ILLUMINASSE
SAREBBE
peggiore

più né meno
indifferentemente ma come
IL CASO
Cade
la piuma
ritmica sospensione del sinistro
inabissarsi
nelle spume originali
ultimamente da cui sussultò il suo delirio fino ad una cima
appassita
dalla neutralità identica del baratro
NIENTE
della memorabile crisi
o se fosse
l'avvenimento
compiuto in vista di ogni risultato nullo
umano
AVRA' AVUTO LUOGO
un'elevazione ordinaria verso l'assenza
CHE IL LUOGO
inferiore qualsiasi sciabordìo come per disperdere l'atto vuoto
improvvisamente che se non
con la sua menzogna
avrebbe fondato
la perdizione
in questi paraggi
del vago
in cui ogni realtà si dissolve
ECCETTO
all'altitudine
FORSE
così lontano che un luogo fusione con al di là
fuori l'interesse
quanto a lui segnalato
in generale
secondo tale obliquità con tale pendenza
di fuochi
verso
ciò dev'essere
il Settentrione anche Nord
UNA COSTELLAZIONE
fredda d'oblìo e di desuetudine
non tanto
che essa non enumeri
su qualche superficie vacante e superiore
l'urto successivo
sideralmente
d'un conto totale in formazione
vigilante
dubitante
rotolante
brillante e meditante
prima d'arrestarsi
in qualche punto ultimo che lo consacri
Ogni Pensiero emette un Colpo di Dadi





UN COUP DE DÉS
JAMAIS
QUAND BIEN MÊME LANCÉ DANS DES CIRCONSTANCES
ÉTERNELLES
DU FOND D'UN NAUFRAGE
SOIT
que
l'Abîme
blanchi
étale
furieux
sous une inclinaison
plane désespérément
d'aile
la sienne
par
avance retombée d'un mal à dresser le vol
et couvrant les jaillissements
coupant au ras les bonds
très à l'intérieur résume
l'ombre enfouie dans la profondeur par cette voile alternative
jusqu'adapter
à l'envergure
sa béante profondeur en tant que la coque
d'un bâtiment
penché de l'un ou l'autre bord
LE MAÎTRE
hors d'anciens calculs
où la manoeuvre avec l'âge oubliée
surgi
inférant
jadis il empoignait la barre
de cette conflagration à ses pieds
de l'horizon unanime
que se prépare
s'agite et mêle
au poing qui l'étreindrait
comme on menace un destin et les vents
l'unique Nombre qui ne peut pas être un autre
Esprit
pour le jeter
dans la tempête
en reployer la division et passer fier
hésite
cadavre par le bras écarté du secret qu'il détient
plutôt
que de jouer
en maniaque chenu
la partie
au nom des flots
un envahit le chef
coule en barbe soumise
naufrage cela direct de l'homme
sans nef
n'importe
où vaine
ancestralement à n'ouvrir pas la main
crispée
par delà l'inutile tête
legs en la disparition
à quelqu'un
ambigu
l'ultérieur démon immémorial
ayant
de contrées nulles
induit
le vieillard vers cette conjonction suprême avec la probabilité
celui
son ombre puérile
caressée et polie et rendue et lavée
assouplie par la vague et soustraite
aux durs os perdus entre les ais

d'un ébat
la mer par l'aieul tentant ou l'aieul contre la mer
une chance oiseuse
Fiançailles
dont
le voile d'illusion rejailli leur hantise
ainsi que le fantôme d'un geste
chancellera
s'affalera
folie
N'ABOLIRA
COMME SI
Une insinuation simple
au silence enroulée avec ironie
ou
le mystère
précipité
hurlé
dans quelque proche tourbillon d'hilarité et d'horreur
voltige autour du gouffre
sans de joncher
ni fuir
et en berce le vierge indice
COMME SI
plume solitaire éperdue
sauf que la rencontre ou l'effleure une toque de minuit
et immobilise
au velours chiffonné par un esclaffement sombre
cette blancheur rigide
dérisoire
en opposition au ciel
trop
pour ne pas marquer
exigûment
quiconque
prince amer de l'écueil
s'en coiffe comme de l'héroique
irrésistible mais contenu
par sa petite raison virile
en foudre
soucieux
expiatoire et pubère
muet
rire
que
SI
La lucide et seigneuriale aigrette de vertige
au front invisible
scintille
puis ombrage
une stature mignonne ténébreuse debout
en sa torsion de sirène
le temps
de souffleter
par d'impatientes squames ultimes bifurquées
un roc
faux manoir
tout de suite
évaporé en brumes
qui imposa
une borne à l'infini
C'ÉTAIT
LE NOMBRE
issu stellaire
EXISTÂT-IL
autrement qu'hallucination éparse d'agonie
COMMENÇÂT-IT ET CESSÂT-IL
sourdant que nié et clos quand apparu
enfin
par quelque profusion répandue en rareté
SE CHIFFRÂT-IL
évidence de la somme pour peu qu'une
ILLUMINÂT-IL
CE SERAIT
pire
non
davantage ni moins
indifféremment mais autant
LE HASARD
Choit
la plume
rythmique suspens du sinistre
s'ensevelir
aux écumes originelles
naguères d'où sursauta son délire jusqu'à une cime
flétrie
par la neutralité identique du gouffre
RIEN
de la mémorable crise
ou se fût
l'événement
accompli en vue de tout résultat nul
humain
N'AURA EU LIEU
une élévation ordinaire verse l'absence
QUE LE LIEU
inférieur clapotis quelconque comme pour disperser l'acte vide
abruptement qui sinon
par son mensonge
eût fondé
la perdition
dans ces parages
du vague
en quoi toute réalité se dissout
EXCEPTÉ
à l'altitude
PEUT-ÊTRE
aussi loin qu'un endroit fusionne avec au delà
hors l'intérêt
quant à lui signalé
en général
selon telle obliquité par telle déclivité
de feux
vers
ce doit être
le Septentrion aussi Nord
UNE CONSTELLATION
froide d'oublie et de désuétude
pas tant
qu'elle n'énumère
sur quelque surface vacante et supérieure
le heurt successif
sidéralement
d'un compte total en formation
veillant
doutant
roulant
brillant et méditant
avant de s'arrêter
à quelque point dernier qui le sacre
Toute Pensée émet un Coup de Dés


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Messaggio Da Aspide il Mer 18 Mag 2011, 17:21

In effetti lo preferisco. così si legge meglio. A quello francese ci pensa Rat. Grazie.
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Messaggio Da Sall il Mer 18 Mag 2011, 17:56

Un coup de dés jamais n’abolira le hasard

Povero Mallarmé, una vita triste. Ci scrissi una tesina sopra sta poesia.

In questi giorni creerò una sezione per la poesia d'autore e un'altra per le nostre poesie.

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Messaggio Da Ghida il Lun 23 Mag 2011, 14:16

Mallarmè non poteva immaginare che io possiedo un dado che non si lascia guidare dall'accidente. Naturalmente un accidente è quel genere di accadimento che gli ingenui chiamano "caso".
Mi fu donato da chi non regala mai nulla, una commerciante tibetana che notò il misterioso legame che il mio guardare quello strano oggetto, scolpito a mano nell'osso, non colse. Non mi ero fermato a guardare le poche cose che lei vendeva, adagiate su una stoffa ordita al telaio, ma avevo incrociato lo sguardo con quel dado per un breve istante, pensando non fosse quello il suo posto. La donna, per raggiungermi, lasciò al loro fato le cose che esponeva e mi ritrovò dopo qualche centinaio di metri. Mi diede il dado e scappò via. Altre volte la vidi e, ogni volta, senza che le chiedessi nulla, nemmeno guardandola, lei chiudeva gli occhi come fosse spaventata dalla mia presenza. Quel dado non ha numeri, ma simboli di cui io comprendo il significato, e le rare volte che l'ho lanciato, domandando dentro di me, ha risposto senza aver sbagliato. Per questo non lo uso con leggerezza.
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Messaggio Da granchio il Lun 23 Mag 2011, 20:07

Ghida ha scritto:una commerciante tibetana che notò il misterioso legame che il mio guardare quello strano oggetto, scolpito a mano nell'osso, non colse. .

insomma lo colse o non lo colse?

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Messaggio Da nick mano fredda il Mer 25 Mag 2011, 11:05

Ghida ha scritto:Mallarmè non poteva immaginare che io possiedo un dado che non si lascia guidare dall'accidente. Naturalmente un accidente è quel genere di accadimento che gli ingenui chiamano "caso".
Mi fu donato da chi non regala mai nulla, una commerciante tibetana che notò il misterioso legame che il mio guardare quello strano oggetto, scolpito a mano nell'osso, non colse. Non mi ero fermato a guardare le poche cose che lei vendeva, adagiate su una stoffa ordita al telaio, ma avevo incrociato lo sguardo con quel dado per un breve istante, pensando non fosse quello il suo posto. La donna, per raggiungermi, lasciò al loro fato le cose che esponeva e mi ritrovò dopo qualche centinaio di metri. Mi diede il dado e scappò via. Altre volte la vidi e, ogni volta, senza che le chiedessi nulla, nemmeno guardandola, lei chiudeva gli occhi come fosse spaventata dalla mia presenza. Quel dado non ha numeri, ma simboli di cui io comprendo il significato, e le rare volte che l'ho lanciato, domandando dentro di me, ha risposto senza aver sbagliato. Per questo non lo uso con leggerezza.

Ben scritto. Il problema però lo spiega bene Kafka in un aforisma:

"Noi non potremo mai fabbricare un uccello vivo perché l'uccello esiste già, vive e rivive per sempre in virtù dell'atto originario della creazione, ed è impossibile per noi inserirci in quella serie."

Come dire, dal momento che il mondo non è opera nostra, noi non potremo mai sapere esattamente come funziona, e quindi non potremo mai abolire il caso.

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