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Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto

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Messaggio Da Artemisia il Mar 08 Nov 2011, 09:47

La notizia della scoperta di un "presunto" demone dipinto in un affresco di Giotto, nella basilica di S. Francesco ad Assisi ha destato come era prevedibile molto scalpore. Personalmente ho pensato che potesse essere una "pareidolia", ma effettivamente l'immagine è chiara. In quell' epoca si pensava che nelle nuvole vivessero sia gli angeli che i demoni (credenza popolare), quindi non ci sarebbe nulla di strano se Giotto avesse voluto nascondere dei volti tra le nuvole, quello che mi sconcerta è che nessuno ci abbia fatto caso in tutti questi secoli. Questo è il vero mistero!


Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto Diavol10

L' ARTICOLO

L‘affresco di Giotto all’interno della Basilica di San Francesco ad Assisi è conosciuto in tutto il mondo ed è una delle opere d’arte più belle tra quelle custodite nel nostro paese. Questa considerazione fa diventare ancora più importante la scoperta di Chiara Frugoni, una storica, oltre che specialista francescana. Tra le nuvole dell’ascesa al cielo di San Francesco si anniderebbe il diavolo.
E’ stupefacente che un dipinto che è lì da 800 anni e che è stato osservato da milioni di persone provenienti da tutto il mondo, oltre che da centinaia di studiosi sia capace di conservare ancora dei segreti. Questa scoperta fa cambiare anche il detentore di un singolare primato, quello di primo artista ad utilizzare le nuvole per nascondere altri soggetti. Il primato era del Mantegna, ma ora va assegnato senza alcun dubbio a Giotto. La scoperta del diavolo tra le nuvole, per certi versi, rivoluziona la storia dell’arte.
C’è da dire che nel medioevo non era inusuale pensare a diavoli e demoni come abitatori dei cieli, quindi da questo punto di vista la rappresentazione di Giotto non è per nulla strana. Gli studiosi, ora, si interrogano sulle motivazioni che hanno spinto Giotto a nascondere questo elemento all’interno di un suo affresco destinato ad un luogo di culto, già all’epoca, molto importante. Lo storico dell’arte Claudio Strinati ha così commentato, “Su questo genere di interventi, cioè sul celare in un’opera qualcosa di segreto o almeno di non evidente, non si hanno testimonianze scritte, quindi è difficile dire delle intenzioni, delle motivazioni dell’autore, capire, ad esempio, se l’elemento nascosto è concordato con i committenti oppure è celato anche a loro. Vi sono anche casi particolari, come quello del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, nei quali l’autore si rivolge intenzionalmente, con i suoi messaggi celati, a pochi adepti di una realtà cui appartiene, in quel caso una confraternita di iniziati”.
Questa scoperta aggiunge un altro motivo di discussione nella vita e nelle opere di un santo tra i più popolari di tutta l’umanità. Per i padri francescani non è altro che un nuovo motivo per oggettivare il male all’interno della nostra esistenza per poterlo isolare ed evitare. Peccato non poter chiedere a Giotto il motivo di quella faccia demoniaca a pochi metri da un angelo.
http://www.haisentito.it/articolo/assisi-nell-affresco-di-giotto-c-e-il-diavolo/46847/
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Messaggio Da Sall il Mar 08 Nov 2011, 10:43

Concorso sul fatto che è assurdo se ne siano accorti soltanto adesso. Quanto alle intenzioni di Giotto... E' vero che il volto è "delineato" ma è anche vero che noi vediamo quello che vogliamo vedere. Per quale motivo dovrebbe essere il "diavolo"? Per i tratti somatici? Il naso pronunciato? Ci sono un paio di dettagli che mi fanno dubitare:
1) sembra sorridere
2) questo è Satana (con tanto di demoni) dipinto da Giotto:
Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto Inferno_Giotto
Potrebbe sembrare un'osservazione del cavolo ma ogni pittore ha un certo modo di rappresentare "il maligno" (cfr. barbuto, grasso, magro, muscoloso, spigoloso...) e se paragoniamo le due rappresentazioni i tratti sono totalmente diversi...

L'affresco è stato restaurato di recente? Razz

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Messaggio Da Artemisia il Mar 08 Nov 2011, 12:06

Sall ha scritto:Concorso sul fatto che è assurdo se ne siano accorti soltanto adesso. Quanto alle intenzioni di Giotto... E' vero che il volto è "delineato" ma è anche vero che noi vediamo quello che vogliamo vedere. Per quale motivo dovrebbe essere il "diavolo"? Per i tratti somatici? Il naso pronunciato? Ci sono un paio di dettagli che mi fanno dubitare:
1) sembra sorridere
2) questo è Satana (con tanto di demoni) dipinto da Giotto:

Potrebbe sembrare un'osservazione del cavolo ma ogni pittore ha un certo modo di rappresentare "il maligno" (cfr. barbuto, grasso, magro, muscoloso, spigoloso...) e se paragoniamo le due rappresentazioni i tratti sono totalmente diversi...

L'affresco è stato restaurato di recente? Razz

Sall, sono d'accordo con te! Potrebbe benissimo essere un autoritratto del pittore stesso.
Ciò che mi ha colpito è proprio quel sorriso, a me pare di cogliere una somiglianza con un altro famosissimo sorriso che verrà dipinto qualche secolo dopo. Shocked
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Messaggio Da granchio il Mar 08 Nov 2011, 12:28

Sall anche io sono d'accordo con te e questa cosa sta iniziando a darmi fastidio

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Messaggio Da Sall il Mar 08 Nov 2011, 12:45

granchio ha scritto:Sall anche io sono d'accordo con te e questa cosa sta iniziando a darmi fastidio

a me sta piacendo invece ahah Laughing

Artemisia ha scritto:

Sall, sono d'accordo con te! Potrebbe benissimo essere un autoritratto del pittore stesso.
Ciò che mi ha colpito è proprio quel sorriso, a me pare di cogliere una somiglianza con un altro famosissimo sorriso che verrà dipinto qualche secolo dopo. Shocked

Guarda che potresti avere ragione, un autoritratto "nascosto" nell'affresco...

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Messaggio Da ale il Mer 09 Nov 2011, 13:06

Guardando l'immagine mi chiedevo: ma siamo sicuri?
Spesso è possibile individuare una qualche faccia più o meno deforme in qualunque ammasso di nuvole, intrico di foglie o anche scarabocchio senza che l'autore ne abbia magari avuto la volontà.

Riguardo al restauro, Sall, hai ragione: è stato ultimato nel 2006, perciò... Rolling Eyes
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Messaggio Da Aspide il Mer 09 Nov 2011, 13:59

Sall, gli affreschi sono stati restaurati dopo il terremoto del '97, quando la volta della basilica cadde facendo una cicciata.Dove è stato scoperto, Art, nella basilica superiore o in quella inferiore? Personalmente, credo si tratti di ciofeca. Sono stata a San Francesco anche domenica scorsa, ma nessuno parlava di demoni. E tra l'altro, c'è talmente tanta gente che i frati non hanno bisogno di pubblicità. Assisi è Assisi.
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Messaggio Da Artemisia il Mer 09 Nov 2011, 15:00

Aspide ha scritto:Sall, gli affreschi sono stati restaurati dopo il terremoto del '97, quando la volta della basilica cadde facendo una cicciata.Dove è stato scoperto, Art, nella basilica superiore o in quella inferiore? Personalmente, credo si tratti di ciofeca. Sono stata a San Francesco anche domenica scorsa, ma nessuno parlava di demoni. E tra l'altro, c'è talmente tanta gente che i frati non hanno bisogno di pubblicità. Assisi è Assisi.

Aspide, la figura s' intravede nella ventesima scena della “Vita di San Francesco” nella Basilica Superiore di Assisi.
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Messaggio Da granchio il Mer 09 Nov 2011, 16:10

Artemisia ha scritto:Aspide, la figura s' intravede nella ventesima scena della “Vita di San Francesco” nella Basilica Superiore di Assisi.

ho controllato meglio: se guardate in alto a sinistra scorgerete il profilo di tre quarti di Pippi Calzelunghe nell'episodio "Pippi contro Sandokan" esattamente nel fotogramma in cui Pippi lancia un cavallo contro i pirati della Malesia. Ho fatto alcune ricerche e ho scoperto che Giotto da ragazzo giocava a fare il pirata oltreché disegnare le O col bicchiere. Mah...

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Messaggio Da Aspide il Mer 09 Nov 2011, 16:48

Artemisia ha scritto:
Aspide ha scritto:Sall, gli affreschi sono stati restaurati dopo il terremoto del '97, quando la volta della basilica cadde facendo una cicciata.Dove è stato scoperto, Art, nella basilica superiore o in quella inferiore? Personalmente, credo si tratti di ciofeca. Sono stata a San Francesco anche domenica scorsa, ma nessuno parlava di demoni. E tra l'altro, c'è talmente tanta gente che i frati non hanno bisogno di pubblicità. Assisi è Assisi.

Aspide, la figura s' intravede nella ventesima scena della “Vita di San Francesco” nella Basilica Superiore di Assisi.

Allora quella è la parte che è crollata con il terremoto e ha subito profondi rimaneggiamenti. Tutta la volta della basilica superiore è stata sbriciolata in mille pezzi. E' stata ricostruita per miracolo. Dell'originale di Giotto credo che ne sia rimasto ben poco. Quindi, a tutti trarre le conclusioni. study
A proposito, ci siete mai stati ad Assisi? Io ci ho fatto le scuole. E' un luogo incantato. Credo che non abbia uguali in tutto il mondo. Medio evo allo stato puro. Smile
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Messaggio Da Artemisia il Mer 09 Nov 2011, 18:28

Aspide ha scritto:
Allora quella è la parte che è crollata con il terremoto e ha subito profondi rimaneggiamenti. Tutta la volta della basilica superiore è stata sbriciolata in mille pezzi. E' stata ricostruita per miracolo. Dell'originale di Giotto credo che ne sia rimasto ben poco. Quindi, a tutti trarre le conclusioni. study
A proposito, ci siete mai stati ad Assisi? Io ci ho fatto le scuole. E' un luogo incantato. Credo che non abbia uguali in tutto il mondo. Medio evo allo stato puro. Smile

L' affresco è questo:

Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto 520px-10

Aspide, per verificare se il dipinto sia stato manipolato in qualche modo, si può facilmente fare un raffronto con qualche vecchia immagine dell' affresco. Wink



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Messaggio Da granchio il Mer 09 Nov 2011, 18:47

Aspide ha scritto:A proposito, ci siete mai stati ad Assisi? Io ci ho fatto le scuole.

e guarda come sei diventata...

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Messaggio Da Aspide il Mer 09 Nov 2011, 18:53

granchio ha scritto:
Aspide ha scritto:A proposito, ci siete mai stati ad Assisi? Io ci ho fatto le scuole.

e guarda come sei diventata...

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Messaggio Da granchio il Mer 09 Nov 2011, 20:34

Aspide ha scritto:
granchio ha scritto:
Aspide ha scritto:A proposito, ci siete mai stati ad Assisi? Io ci ho fatto le scuole.

e guarda come sei diventata...

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Twisted Evil Rolling Eyes Embarassed Wink

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Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto Empty ... la scoperta dell'acqua calda...

Messaggio Da pastadipane il Ven 25 Nov 2011, 11:46

PREMESSO CHE CHIARA FRUGONI E' UNA STORICA E NON UNA STORICA DELL'ARTE:

La scoperta dell’acqua calda
Ogni tanto gli italiani scoprono l’acqua calda. Sul Web è comparsa la stupefacente (?) notizia che ad Assisi tra i supposti affreschi di Giotto vi sia il profilo di Giotto stesso o, addirittura quello del diavolo.
In effetti si conosceva il problema, approfondito dalla scuola tedesca e da Federico Zeri, che consiste nei seguenti termini:
• Cimabue visse dal 1240 al 1302
• Pietro Cavallini visse dal 1240 al 1330
• Giotto di Bondone visse dal 1267 al 1337
• L’organizzazione di una scuola d’arte medievale che otteneva “un appalto” era:
- Un Protomagister programmava l’opera – non era presente ma dirigeva, interveniva per correggere
- 3 Magister , i capiscuola che avevano settori particolari
- 8 pittori “garzoni di bottega”
- 20 muratori o “operai di grossa”
Assisi quindi non poteva fare molta differenza sull’organizzazione dei lavori, comunque qualcosa talvolta trapela da documento o studi molto particolari.

La Basilica di Assisi venne costruita dal 1228 al 1253
• Nella Basilica Inferiore gli affreschi vennero iniziati nel 1260 da pittori umbri, il più noto dei quali è conosciuto come il “Maestro di San Francesco”, non si hanno notizie più precise se non nello stile della sua pittura, stile che forse dovrebbe essere chiamata “maniera”.
• Nella Basilica Superiore gli affreschi vennero iniziati nel 1280 circa. Si iniziò nel Transetto con pittori ultramontani- bottega di Cimabue con (forse) il giovane Giotto. In particolare Isacco benedice Esaù , ma l’inserimento di un ambiente architettonico fittizio ci porta a Pietro Cavallini e Arnolfo di Cambio. (Sembrerebbe quindi che il Protomagister dell’intera opera sia Cimabue, il magister il responsabile pittore del particolare Pietro Cavallini e l’apprendista esecutore dei riempimenti (garzone di bottega) Giotto di Bondone.
• Nella fascia inferiore della navata vi sono 28 Storie di San Francesco, vi è stata riconosciuta la mano di Pietro Cavallini (magister). Suoi aiuti accertati Jacopo Torriti e Filippo Rusuti.
• La mano di Giotto si riconosce nella “Cappella di San Nicola” nella Basilica Inferiore con “L’Annunciazione” , 2 scene Miracoli post mortem di San Francesco, "Morte e resurrezione del Fanciullo di Suessa" (presenta notevoli affinità tecniche con la Cappella degli Scrovegni).
• Dal 1296 al 1329 sembrerebbe che il protomagister sia divenuto Giotto di Bondone e si hanno le pitture del Transetto della basilica Inferiore compiute dalla scuola di Giotto, si riconoscono le mani di Parente di Giotto , Maestro delle Vele, Palmerio di Guido.
• Dal 1305 al 1306 si hanno le prove documentali e pittoriche che Giotto affrescò” La cappella della Maddalena con Marta e Lazzaro”.
Pertanto la morte di San Francesco non è attribuibile a Giotto di Bondone ma a Pietro Cavallini. Il presunto Diavolo o autoritratto di Giotto sembrerebbe secondo la critica più avanzata che rappresenti Eolo, il dio dei venti e il volto più piccolo che in esso è contenuto (il presunto Diavolo) sarebbe il vento maligno (la morte?) che ha condotto San Francesco a morire.

Naturalmente se gli Italiani studiassero o leggessero un poco di più non scoprirebbero ogni tanto che l’acqua può essere calda e inventano balle ignorando 3 secoli di studi e critica di Storia dell’Arte.

Per un minimo di BIBLIOGRAFIA:
• Bonelli R., Francesco d'Assisi. Chiese e conventi. Milano, 1982
• Boskovits M., Pittura umbra e marchigiana tra Medioevo e Rinascimento. Firenze, 1973
• Rusconi R. (a cura di), Francesco d'Assisi. Storia e arte. Milano, 1982
• Bonsanti G., La volta della Basilica superiore di Assisi. Modena, 1997
• Lunghi E., La Basilica di San Francesco d'Assisi. Antella, 1996
• Rocchi G., La Basilica di San Francesco ad Assisi. Firenze 1982
• Boskovits M., Studi recenti sulla Basilica di Assisi, in "Arte cristiana", 71, pp. 203 214 - 1993
• Milizia U., Struttura di una Leggenda, Roma 2002
• Pietro Selvatico, Sulla cappellina degli Scrovegni nell'Arena di Padova e sui freschi di Giotto in essa dipinti, Padova 1836.
• Giovanni Battista Cavalcaselle e Joseph Crowe, Storia della pittura in Italia dal secolo II al secolo XVI, 1: Dai primi tempi cristiani fino alla morte di Giotto 2. ed. con aggiunta di un'appendice. Le Monnier, Firenze 1886.
• John Ruskin, Giotto and his works in Padua, London 1900 (2ª ed. 1905).
• Joseph A. Crowe, A history of painting in Italy: Umbria, Florence and Siena from the second to the sixteenth century, vol. 2: Giotto and the giottesques. J. Murray, London 1903.
• Friedrich Rintelen, Giotto und die Giotto-Apokryphen, Müller, München - Leipzig 1912.
• Osval Siren, Giotto and some of his followers (english translation by Frederic Schenck). Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1917. (rist. New York 1975).
• Igino Benvenuto Supino, Giotto. Firenze: Istituto di edizioni artistiche, 1920.
• Henry Thode, Giotto, 3a. ed. durchgesehen von W. F. Volbach, (Kunstler-Monographien; 43). Velhagen & Klasing, Bielefeld - Leipzig 1926.
• Igino Benvenuto Supino, Giotto, (Le vite). Le Monnier, Firenze 1927.
• Pittura italiana del Duecento e Trecento. Catalogo della mostra giottesca di Firenze del 1937 a cura di Giulia Sinibaldi e Giulia Brunetti. Sansoni, Firenze 1943.
• Roberto Salvini, Giotto. Bibliografia, Fratelli Palombi, Roma 1938
• Luigi Coletti, I primitivi, vol. 1 Dall'arte benedettina a Giotto. Istituto geografico De Agostini, Novara 1941.
• Pietro Toesca, Giotto, (I grandi italiani. collana di biografie; 18), Utet, Torino 1941
• Emilio Cecchi, Giotto (2ª ed.). (Valori plastici) Hoepli, Milano 1942 (3ª ed. 1950).
• Carlo Carrà, Giotto, (Biblioteca moderna Mondadori; 227-228). A. Mondadori, Milano 1951.
• Roberto Salvini, Tutta la pittura di Giotto (Biblioteca d'arte Rizzoli; 8-9). Rizzoli, Milano 1952. (2. ed. ampiamente rinnovata, 1962)
• Cesare Gnudi, Giotto, (I sommi dell'arte italiana) Martello, Milano 1958.
• Millard Meiss, Giotto and Assisi, University press, New York 1960.
• Roberto Longhi, Giotto spazioso, in "Paragone" n 31, 1958.
• Giovanni Previstali, La fortuna dei Primitivi, Einaudi, Torino 1964
• Decio Gioseffi, Giotto architetto, Edizioni di Comunità, Milano 1963.
• L'opera completa di Giotto, apparati critici e filologici di Edi Baccheschi (Classici dell'arte; 3). Rizzoli, Milano 1966.
• Giovanni Previtali, Giotto e la sua bottega, Fabbri, Milano 1967.
• Ferdinando Bologna, Novità su Giotto: Giotto al tempo della Cappella Peruzzi (Saggi; 438). Einaudi, Torino 1969.
• Giotto e i giotteschi in Assisi. Canesi, Roma 1969.
• Angiola Maria Romanini, Arnolfo di Cambio e lo Stil nuovo del gotico italiano, 1969
• Giotto e il suo tempo: atti del Congresso internazionale per la celebrazione del VII centenario della nascita di Giotto (Assisi-Padova-Firenze, 24 settembre - 1 ottobre 1967) De Luca, Roma 1971.
• Alastair Smart, The Assisi problem and the art of Giotto: a study of the legend of St. Francis in the upper church of San Francesco, Assisi. Clarendon Press, Oxford 1971.
• Luciano Bollosi, La pecora di Giotto, (Saggi; 681). Einaudi, Torino 1985..
• Sandrina Bandera Bistoletti, Giotto: catalogo completo dei dipinti (I gigli dell'arte; 2) Cantini, Firenze 1989.
• La Madonna d'Ognissanti di Giotto restaurata. (Gli Uffizi; Cool Centro Di, Firenze 1992.
• Umberto M. Milizia, Il ciclo di Giotto ad Assisi: struttura di una leggenda (L'arco muto; 9). De Rubeis, Anzio 1994.
• Francesca Flores D'Arcais, Giotto, Federico Motta Editore, Milano 1995. (ed. 2001)
• Giuseppe Basile, Giotto: le storie francescane, (I capolavori dell'arte) Electa, Milano 1996.
• Giotto, catalogo a cura di Angelo Tartuferi della mostra tenuta a Firenze nel 2000. Giunti, Firenze 2000.
• Giotto: La Croce di Santa Maria Novella, a cura di Marco Ciatti e Max Seidel, Edifir, Firenze 2000.
• Bruno Zanardi, Giotto e Pietro Cavallini, la questione di Assisi e il cantiere medievale della pittura a fresco, (Biblioteca d'arte; 5) Skira, Milano 2002.
• Giotto: gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova, a cura di Giuseppe Basile. Skira, Milano 2002.
• Pierluigi Leone de Castris, Giotto a Napoli, Electa Napoli, Napoli 2006.
• Roger Fry, Giotto, a cura di Laura Cavazzini ; traduzione di Electra Cannata, (Miniature; 63). ed. Abscondita, Milano 2008
• Chiara Frugoni, L’affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella degli Scrovegni, (Saggi; 899). Einaudi, Torino 2008.
• Giulio Pisani, I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni, , Milano 2008.
• Serena Romano, La O di Giotto, Electa, Milano 2008.
• Giotto e il Trecento: il più sovrano maestro in dipintura catalogo a cura di Alessandro Tomei della mostra tenuta a Roma nel 2009 (2 voll.). Skira, Milano 2009.
• Michael Viktor Schwarz, Giotto (Beck'sche Reihe; 2503). Beck, München 2009.
• Enio Sindona, Pietro Cavallini, Istituto editoriale italiano, Milano 1958.
• Guglielmo Matthiae, Pietro Cavallini, De Luca, Roma 1972.
• Paul Hetherington, Pietro Cavallini: a study in the art of late Medieval Rome, The Sagittarius press, London 1979.
• Angiola Maria Romanini, Gli occhi di Isacco. Classicismo e curiosità scientifica tra Arnolfo di Cambio e Giotto, in “Arte medioevale”, n.s., I (1987).
• Emma Simi Varanelli, Dal Maestro d'Isacco a Giotto. Contributo alla storia della perspectiva communis medievale, in "Arte medievale", n.s. III (1989), pp. 115-143.
• Serena Romano, Eclissi di Roma: pittura murale a Roma e nel Lazio da Bonifacio VIII a Martino V (1295-1431), Argos, Roma 1992.
• Alessandro Parronchi, Cavallini discepolo di Giotto, Firenze 1994.
• Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999
• Alessandro Tomei, Pietro Cavallini, Silvana, Cinisello Balsamo 2000.
• Bruno Zanardi, Giotto e Pietro Cavallini: la questione di Assisi e il cantiere medievale della pittura a fresco, Skira, Milano 2002.
• Dipinti romani tra Giotto e Cavallini, catalogo della mostra tenuta a Roma nel 2004 a cura di Tommaso Strinati e Angelo Tartuferi, Electa, Milano 2004.
• Angiola Maria Romanini, “Stil novo” e “maniera greca” nella pittura italiana alla fine del ’200 in Il Medio Oriente e l’Occidente nell’arte del XIII secolo – Atti del XIV Congresso Internazionale di Storia dell’Arte (Bologna, 1979) a cura di H. Belting (1982), pp. 137–152
• Hans Belting, Assisi e Roma: risultati, problemi, prospettive in Roma anno 1300 – Atti della IV settimana di studi di storia dell’arte medievale dell’Università di Roma (Roma, 1980) a cura di A.M.Romanini (1983), pp. 93-101
• John White e Bruno Zanardi, Cimabue and the decorative sequence in the Upper Church of S. Francesco, Assisi in Roma anno 1300 (1983), pp. 103-117
• Luciano Bellosi, La decorazione della Basilica superiore di Assisi e la pittura romana di fine '200 in Roma anno 1300 (1983), pp. 127-139
• Miklós Boskovits, Proposte (e conferme) per Pietro Cavallini in Roma anno 1300 (1983), pp. 297-329
• Carlo Volpe, Il lungo percorso del “dipingere dolcissimo e tanto unito” in Storia dell'arte italiana V, Torino, Einaudi, (1983), pp. 231-304
• Luciano Bellosi, La pecora di Giotto, Torino, Einaudi, 1985.
• Angiola Maria Romanini, Gli occhi di Isacco. Classicismo e curiosità scientifica tra Arnolfo e Giotto in «Arte Medievale» n. 1–2 (1987) pp. 1–43
• Angiola Maria Romanini, Arnolfo all’origine di Giotto: l’enigma del Maestro di Isacco in «Storia dell’arte» n. 65 (1989), pp. 5–26
• Alessandro Tomei, Iacobus Torriti pictor: una vicenda figurativa del tardo Duecento romano, Roma, Argos, 1990
• Alessandro Tomei, I mosaici e gli affreschi della Cappella del Sancta Sanctorum in Il Palazzo Apostolico Lateranense a cura di C. Pietrangeli, Firenze, Nardini (1991), pp. 59-80
• Serena Romano, Il Sancta Sanctorum: gli affreschi in Il Sancta Sanctorum a cura di C. Pietrangeli e A.M. Romanini, Milano, Electa (1995), pp. 38-125
• Bruno Zanardi, Federico Zeri, Chiara Frugoni, Il cantiere di Giotto, Skira, 1996
• Alessandro Tomei, Pietro Cavallini, Milano, Silvana Editoriale, 2000
• Andreina Draghi, Gli affreschi rinvenuti nell'aula gotica del convento dei Santi Quattro Coronati a Roma in Cavallini/Giotto, Roma/Assisi; proposte e aggiornamenti - Atti del convegno (Roma, 2001) a cura di T. Calvano (2002), pp. 33-42
• Francesco Gandolfo, Ricerche di prospettiva nel cantiere di Assisi in Cavallini/Giotto, Roma/Assisi; proposte e aggiornamenti (2002) pp. 43-54
• Alessandro Tomei, Cavallini e Giotto: qualche osservazione su una inutile contrapposizione in Cavallini/Giotto, Roma/Assisi; proposte e aggiornamenti (2002) pp. 80-99
• Serena Romano, La O di Giotto, Electa, 2008
• Bruno Zanardi, Giotto e Pietro Cavallini. La questione di Assisi e il cantiere medievale della pittura a fresco, Milano, Skira, (2002)
• Alessandro Tomei, La decorazione della Basilica di San Francesco ad Assisi come metafora della questione giottesca in Giotto e il Trecento: "il più Sovrano Maestro stato in dipintura" catalogo della mostra a cura di Alessandro Tomei, Milano, Skira (2009) vol. I, pp. 31-49
• Enrica Neri Lusanna, Giotto e la pittura in Umbria: rinnovamento e tradizione in Giotto e il Trecento (2009) vol. I, pp. 51-61
• Angelo Tartuferi, La nuova visione pittorica di Giotto a Firenze e in Toscana: giotteschi, non-giotteschi in Giotto e il Trecento (2009), pp. 73-89
• Davide Banzato, L'impronta di Giotto e lo sviluppo della pittura del Trecento a Padova in Giotto e il Trecento (2009), pp. 143-155
• Alessandro Volpe, L'insegnamento di Giotto a riminesi e marchigiani in Giotto e il Trecento (2009), pp. 165-177
• Stefania Paone, Giotto a Napoli: un percorso indiziario tra fonti, collaboratori e seguaci in Giotto e il Trecento (2009), pp. 179-185
• Massimo Medica, Giotto e Bologna in Giotto e il Trecento (2009), pp. 225-239
• Carla Travi, Giotto e la sua bottega a Milano in Giotto e il Trecento (2009), pp. 241-251
• Un poema cistercense. Affreschi giotteschi a Chiaravalle Milanese a cura di S. Bandera, Milano, Silvana (2009)









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Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto Empty Re: Clamorosa scoperta nell' affresco di Giotto

Messaggio Da granchio il Ven 25 Nov 2011, 12:32

pastadipane ha scritto:PREMESSO CHE CHIARA FRUGONI E' UNA STORICA E NON UNA STORICA DELL'ARTE:

La scoperta dell’acqua calda

Naturalmente se gli Italiani studiassero o leggessero un poco di più non scoprirebbero ogni tanto che l’acqua può essere calda e inventano balle ignorando 3 secoli di studi e critica di Storia dell’Arte.

pasta, in termini generali sono d'accordo con te, leggiamo e studiamo poco, complice l'ultimo ventennio mediatico, però nello specifico si tratta di materia particolare, straordinariamente interessante ma non per tutti.
Grazie dell'intervento molto puntuale e competente.

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