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Messaggio Da orazio gentile il Dom 13 Mar 2011, 17:33

Immaginate: siamo tutti noi di <<Inchiostro e patatine>> riuniti in una sala conferenze ed ognuno di noi può proporre di cosa parlare.

1) A me piacerebbe parlare del rapporto tra scrittura e scrittore. Cioè, se sia necessario o meno conoscere tutto della vita di uno scrittore per poterne meglio capire, analizzare, criticare le opere.

2) C’è qualcun altro che vuole mettersi a turno e parlare con tutti noi di argomenti esclusivamente letterari?

Chissà quanti alzeranno la mano e quanti si faranno piccoli piccoli dietro le spalle del collega della fila davanti, per pura timidezza. Ecco lì, vedo una mano, prego accomodati dicci la tua richiesta…. io aspetterò ma sono anche disposto ad iniziare per primo se si tratta di vincere la prima timidezza e sempre se nulla osta ai presenti… un solo obbligo… solo letteratura prego…
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Messaggio Da Artemisia il Dom 13 Mar 2011, 18:40

orazio gentile ha scritto:Immaginate: siamo tutti noi di <<Inchiostro e patatine>> riuniti in una sala conferenze ed ognuno di noi può proporre di cosa parlare.

1)A me piacerebbe parlare del rapporto tra scrittura e scrittore. Cioè, se sia necessario o meno conoscere tutto della vita di uno scrittore per poterne meglio capire, analizzare, criticare le opere.

2)C’è qualcun altro che vuole mettersi a turno e parlare con tutti noi di argomenti esclusivamente letterari?

Chissà quanti alzeranno la mano e quanti si faranno piccoli piccoli dietro le spalle del collega della fila davanti, per pura timidezza. Ecco lì, vedo una mano, prego accomodati dicci la tua richiesta…. io aspetterò ma sono anche disposto ad iniziare per primo se si tratta di vincere la prima timidezza e sempre se nulla osta ai presenti… un solo obbligo… solo letteratura prego…

Chissà chi è seduto vicino a me!
A scuola alzavo sempre io la mano, i professori non ne potevano più!
In una sala conferenza non riuscirei a farlo, sono troppo timida. Qualche mese fa mi hanno chiamato a sorpresa in chiesa per una lettura e per poco non mi veniva un colpo. Diciamo che con voi ho un po' di confidenza, mi sento tra amici e quindi incomincio io. Tanto sono nascosta dietro a un monitor ehehehehe...

No, per cogliere il senso profondo di un'opera non è necessario conoscere il suo autore, anzi acquisire informazioni sulla sua biografia può influire sul giudizio critico istintivo da parte del lettore. Personalmente raccolgo le informazioni sull'autore solo quando un'opera mi è piaciuta tantissimo, mi ha trasmesso forti emozioni, ma ha meravigliata. Allora cerco di capire quale percorso abbia portato lo scrittore a sviluppare determinate idee, o quale possa essere stato l'input che ha dato il via alla stesura del romanzo. Ma è solo una mia curiosità niente altro. In fondo ogni uomo racchiude un universo e lo scrittore è colui che è capace di mostrarne degli sprazzi attraverso le storie che racconta.

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Messaggio Da Scheggia il Dom 13 Mar 2011, 19:06

Proseguo dopo Arte... anche per me vale il monitor come barriera, non mi fa diventare tutta rossa Embarassed


Penso che recentemente si sia data troppa importanza all'autore anziché all'opera da lui scritta, perlomeno per quanto riguarda l'ambito scolastico.

Si studiano gli autori e non si legge mai ciò per cui sono diventati celebri, importanti, se non un piccolo riassuntino... si ci può anche perdere nella spiegazione dello stesso, nelle varie correnti di pensiero che girano ad esempio intorno al romanzo, ma non si legge sino in fondo...

Questo è un tema che si è dibattuto in classe mia, al quinto anno e con la prof d'italiano si è deciso di leggere tre libri... tre grandi classici... I Malavoglia, Il Fu Mattia Pascal e Conversazione in SIcilia... tutti e tre i rispettivi autori erano stati già da noi precedentemente studiati e anche la trama dei romanzi pienamente analizzata, ma leggerla è stata totalmente un'altra cosa. Un'altra faccenda.

Per me è stato un piacere, un divertimento, non come studiare il riassuntino, no, quello era stato una rottura di scatole... una noia! Ma non è colpa degli insegnanti che non concentrano la loro attenzione sulle opere, ma del cosiddetto "programma scolastico", andrebbe rivisto e migliorato.

E magari, abolite certe scadenze che ti fanno correre e correre per arrivare a completarlo a fine anno, finendo per non riuscire a dare la niente e a nessuno un'adeguata considerazione...


Questo, dal mio punto di vista Smile

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Messaggio Da Sall il Dom 13 Mar 2011, 19:15

orazio gentile ha scritto:Immaginate: siamo tutti noi di <<Inchiostro e patatine>> riuniti in una sala conferenze ed ognuno di noi può proporre di cosa parlare.

1) A me piacerebbe parlare del rapporto tra scrittura e scrittore. Cioè, se sia necessario o meno conoscere tutto della vita di uno scrittore per poterne meglio capire, analizzare, criticare le opere.

2) C’è qualcun altro che vuole mettersi a turno e parlare con tutti noi di argomenti esclusivamente letterari?

Chissà quanti alzeranno la mano e quanti si faranno piccoli piccoli dietro le spalle del collega della fila davanti, per pura timidezza. Ecco lì, vedo una mano, prego accomodati dicci la tua richiesta…. io aspetterò ma sono anche disposto ad iniziare per primo se si tratta di vincere la prima timidezza e sempre se nulla osta ai presenti… un solo obbligo… solo letteratura prego…

Caro Orazio. Bel progetto e bella domanda che mi ricorda il grande dilemma (in parte superato) che sussiste nello studio delle lingue e nella filologia. E' necessario conoscere l'evoluzione di una lingua per comprenderne a pieno struttura e fonetica, oppure, in contrapposizione col metodo storico-comparativo, è inutile ciò che "c'era prima" ed è preferibile focalizzarsi sul presente? La letteratura è frutto degli uomini e della lingua, è frutto delle esperienze di un uomo e della sua sensibilità. E' condizionata dal periodo storico.
Per _criticare_ un'opera credo sia assolutamente necessario conoscere tutto della vita di uno scrittore. Per apprezzare l'opera, invece, non credo sia necessario; al massimo può essere un valore aggiunto o, perché no, sottratto.

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Messaggio Da Artemisia il Dom 13 Mar 2011, 22:28

Scheggia ha ragione. A scuola bisognerebbe far leggere le opere degli autori invece di far imparare a pappardella la loro vita.

Poi mi riallaccio a Sall quando afferma che conoscere la vita dello scrittore potrebbe essere un valore aggiunto all'opera, ma anche sottratto.

Prendiamo ad esempio uno dei miei scrittori preferiti: Howard Phillips Lovecraft. Ho letto tanti suoi racconti come: “ Le montagne della follia”, “Il richiamo di Cthulhu”, “L’orrore sotto il tumulo”, “Il caso di Charles Dexter Ward” …. Quasi tutte le sue opere sono intrise di un pessimismo cupo che mi ha spinto a leggere la sua biografia. E cosa ho scoperto? Che è considerato un razzista! Che nei suoi romanzi aveva espresso chiaramente posizioni razziste.
Così sono andata a rileggermi alcuni racconti e in effetti sì, alcune sue espressioni sono chiaramente razziste. Ma allora perché non me ne ero mai accorta?
Forse perché mi ero fatta trasportare dalle storie, dal bel linguaggio, dalla scrittura sofisticata, non so.
Conoscere questo suo aspetto mi ha condizionata e non ho più letto i suoi racconti con lo stesso entusiasmo di prima. Certo resta sempre un grandissimo scrittore però razzista!
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Messaggio Da caspiterina il Lun 14 Mar 2011, 01:47

Mi alzo io! Voglio parlare! Però adesso non ho tempo... Crying or Very sad Mi risiedo.
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Messaggio Da tormento il Lun 14 Mar 2011, 10:58

Artemisia ha scritto:Conoscere questo suo aspetto mi ha condizionata e non ho più letto i suoi racconti con lo stesso entusiasmo di prima. Certo resta sempre un grandissimo scrittore però razzista!
Amerei alla follia Lovecraft anche se fosse il braccio destro di nikita krusciov. Se qualcosa ti piace, ti piace e basta, il resto sono stupidi pregiudizi.
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Messaggio Da Artemisia il Lun 14 Mar 2011, 12:56

tormento ha scritto:Amerei alla follia Lovecraft anche se fosse il braccio destro di nikita krusciov. Se qualcosa ti piace, ti piace e basta, il resto sono stupidi pregiudizi.

Infatti Tormento: È UNO DEI MIEI SCRITTORI PREFERITI.
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Messaggio Da Aspide il Lun 14 Mar 2011, 15:28

Un inciso: io adoro Lovecraft. Quando ho inziato a scrivere ho iniziato a farlo perché avrei voluto essere come lui. Più tardi ho scoperto che era un'anima gentile: amava gli animali e odiava ogni forma di violenza. E' così. Chi lo avrebbe mai detto, vero? Il problema è che era pazzo. Non riusciva a distinguere i sogni dalla realtà, e in più era terrorizzato dalla guerra. La I guerra mondiale, in trincea, deve essere stato un mostro orribile e spaventoso.
Comunque, che insegnanti trogloditi che avete avuto!!!!! What a Face
Vi informo che è dai programmi del '92 che nell'insegnamento dell'Italiano alle superiori bisogna partire dai testi. Quello che si dovrebbe fare è leggere i testi, analizzarli e poi costruire un modello secondo determinati indicatori. Infine, poi, contestualizzare. Cioè inserire quell'autore all'interno di un determinato periodo storico e delle sue problematiche. Non sempre si fa perché richiede studio e applicazione e allora, alla fine, si preferisce ripiegare sul riassuntino.
Grazie per ladiscussione Orazio. cheers
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SALA   CONFERENZE Empty Storia di un amore

Messaggio Da orazio gentile il Lun 14 Mar 2011, 18:29

A dieci anni, a Venezia, mi innamorai di lei. Era bella, alta, snella, elegante, forse severa o meglio austera. Mi parve donna regale nell’incedere entrando al teatro della Fenice. Mio padre su mia richiestala fotografò.
Seppi che era una poetessa famosissima, mi venne detto che si chiamava Vittoria Guerrini.
Crebbi, studiai, divenni insegnante, cercai di lei in ogni libreria, mai nessuna notizia.
Ogni sabato, sole o vento o pioggia, vado in centro città, mia moglie gira per negozi ed io vado nella libreria di un mio amico che mi fa sedere nel suo ufficio e mi mostra tutti i libri usciti nella settimana.
Sarà stato il 1990 o 91 tra le mani ebbi un libro, nella copertina la foto della bella signora della mia infanzia. Stava scritto : Cristina Campo, La tigre assenza.
Aprii il libro a caso:

Amore, oggi il tuo nome
Al mio labbro è sfuggito
Come al piede l’ultimo gradino

Ora è sparsa l’acqua della vita
E tutta la lunga scala
è da ricominciare.

T’ho barattato, amore, con parole.

Buio miele che odori
Dentro i diafani vasi
Sotto mille e seicento anni di lava,
ti riconoscerò dall’immortale
silenzio.


In quell’angusto sottoscala che puzzava di chiuso e faceva da ufficio al mio amico libraio, mi innamorai per la seconda volta di lei.

Seppi che il suo nome era veramente Vittoria Guerrini, era conosciuta con il suo pseudonimo Cristina Campo.
Questo è l’unico caso della mia vita in cui io ero già favorevolmente prevenuto nel leggere un verso, nell’amare una poetessa, dal suo aspetto o forse dalla memoria del suo aspetto
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Messaggio Da Aspide il Lun 14 Mar 2011, 18:41

Bellissima la poesia e bello il ricordo. Amore e cuor gentile.
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Messaggio Da Artemisia il Lun 14 Mar 2011, 19:08

orazio gentile ha scritto:A dieci anni, a Venezia, mi innamorai di lei. Era bella, alta, snella, elegante, forse severa o meglio austera. Mi parve donna regale nell’incedere entrando al teatro della Fenice. Mio padre su mia richiestala fotografò.
Seppi che era una poetessa famosissima, mi venne detto che si chiamava Vittoria Guerrini.
Crebbi, studiai, divenni insegnante, cercai di lei in ogni libreria, mai nessuna notizia.
Ogni sabato, sole o vento o pioggia, vado in centro città, mia moglie gira per negozi ed io vado nella libreria di un mio amico che mi fa sedere nel suo ufficio e mi mostra tutti i libri usciti nella settimana.
Sarà stato il 1990 o 91 tra le mani ebbi un libro, nella copertina la foto della bella signora della mia infanzia. Stava scritto : Cristina Campo, La tigre assenza.
Aprii il libro a caso:

Amore, oggi il tuo nome
Al mio labbro è sfuggito
Come al piede l’ultimo gradino

Ora è sparsa l’acqua della vita
E tutta la lunga scala
è da ricominciare.

T’ho barattato, amore, con parole.

Buio miele che odori
Dentro i diafani vasi
Sotto mille e seicento anni di lava,
ti riconoscerò dall’immortale
silenzio.


In quell’angusto sottoscala che puzzava di chiuso e faceva da ufficio al mio amico libraio, mi innamorai per la seconda volta di lei.

Seppi che il suo nome era veramente Vittoria Guerrini, era conosciuta con il suo pseudonimo Cristina Campo.
Questo è l’unico caso della mia vita in cui io ero già favorevolmente prevenuto nel leggere un verso, nell’amare una poetessa, dal suo aspetto o forse dalla memoria del suo aspetto

Che bel primo amore!
La poesia è davvero stupenda!
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Messaggio Da Aspide il Lun 14 Mar 2011, 19:22

A proposito, la donna nella foto è la poetessa?
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Messaggio Da Sall il Lun 14 Mar 2011, 19:30

Aspide ha scritto:A proposito, la donna nella foto è la poetessa?

Direi di sì,

http://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_Campo

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Messaggio Da Scheggia il Lun 14 Mar 2011, 19:43

Moriremo lontani. Sarà molto
se poserò la guancia nel tuo palmo
a Capodanno; se nel mio la traccia
contemplerai di un’altra migrazione.

Dell’anima ben poco
sappiamo. Berrà forse dai bacini
delle concave notti senza passi,
poserà sotto aeree piantagioni
germinate di sassi…

O signore e fratello! ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni:

“Nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta”.


*****************************

Tu, Assente che bisogna amare…
termine che ci sfuggi e che ci insegui

come ombra d’uccello sul sentiero:
io non ti voglio più cercare.

Vibrerò senza quasi mirare la mia freccia,
se la corda del cuore non sia tesa:
il maestro d’arco zen così m’insegna
che da tremila anni Ti vede.
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Messaggio Da Aspide il Lun 14 Mar 2011, 19:59

Grazie per la dritta, Sall. Sono un po' ignorante in fatto di poeti, se escludi quelli canonici.
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Messaggio Da orazio gentile il Lun 14 Mar 2011, 20:57

[quote="Aspide"]

Converrai con me Aspide che una volta conosciuta l'opera della poetessa, non potevo che sentirmi obbligato a ricercarne tutti gli scritti. Ho scoperto che non soltanto era una poetessa dallo spessore leopardiano, ma era un'ottima traduttrice.
Pensa che tradusse le poesie di Holderlin - Morike - Dickinson - Eliot - Simon Weil (che lei introdusse in Italia) - Hofmansthal - Murena - Williams - Herbert - Crashaw- Vaughan - San Juan de la Cruz - Barnes - Donne (quel coetaneo di Shakespeare) - Efrem Siro (questo ad onor del vero non lo conosco) - Wilson ed infine ebbe il coraggio di tradurre l'Ars Poetica di Pound (saprai indubbiamente che negli anni 70 parlare di scrittori e poeti fascisti - come era Pound - era una specie di sacrilegio).

... certo avevo 10 anni, ma dimmi non ti sembra veramente bella con una espressione intensa? ... o è una mia pia illusione che fosse bella e regale...?
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Messaggio Da Aspide il Lun 14 Mar 2011, 21:08

Ho dato un'occhiata all'indirizzo fornito da Sall. Onestamente non la conoscevo, anche se conosco John Donne. Corso monografico per un esame di inglese. E' morta da molto tempo. Era ancora giovane. La cosa mi mette i brividi. Pensaci, Orazio!! Ne potrebbe venire fuori una bella storia romantica.
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Messaggio Da debdea il Lun 14 Mar 2011, 21:11

orazio gentile ha scritto:Immaginate: siamo tutti noi di <<Inchiostro e patatine>> riuniti in una sala conferenze ed ognuno di noi può proporre di cosa parlare.

1) A me piacerebbe parlare del rapporto tra scrittura e scrittore. Cioè, se sia necessario o meno conoscere tutto della vita di uno scrittore per poterne meglio capire, analizzare, criticare le opere.

2) C’è qualcun altro che vuole mettersi a turno e parlare con tutti noi di argomenti esclusivamente letterari?

Chissà quanti alzeranno la mano e quanti si faranno piccoli piccoli dietro le spalle del collega della fila davanti, per pura timidezza. Ecco lì, vedo una mano, prego accomodati dicci la tua richiesta…. io aspetterò ma sono anche disposto ad iniziare per primo se si tratta di vincere la prima timidezza e sempre se nulla osta ai presenti… un solo obbligo… solo letteratura prego…

sono senz'altro incline a voler conoscere la vita di un'autore non prima, bensì dopo averne apprezzato particolarmente un'opera. nel caso di cesare pavese potrei risultare addirittura eccessiva per quanto ho studiato a fondo il suo diario "il mestiere di vivere".

un episodio autobiografico vi chiarirà meglio il profondo legame che ho sempre sentito con questo autore. durante l'ultimo anno di liceo, pavese non era in programma, eppure mi capitò l'analisi di un brano tratto da "la luna e i falò". bene, io quel brano non l'avevo mai letto, e nemmeno il romanzo. il "destino" volle che io fossi un'illegittima, proprio come il protagonista del romanzo, e che l'analisi richiesta in sede d'esame fosse per l'appunto sull'uso che pavese faceva della parola "bastardo". apriti cielo, scrissi qualcosa di sbalorditivo senza conoscere ancora l'autore, infatti il commissario esterno che era anche prof di lettere rimase sbalordito, a maggior ragione quando seppe che pavese non lo avevamo affrontato nel corso dell'anno.

questo ha fatto sì che mi sentissi talmente legata a quell'autore da voler conoscere tutto di lui, della sua vita, del suo suicidio, e ho ritrovato moltissimi "temi topici" della sua vita anche nella mia, soprattutto nel suo diario, nella considerazione che aveva della narrazione, nel bellissimo esperimento di scrittura a quattro mani che fece in "fuoco grande", nei dialoghi con leucò che mi hanno aperto al mondo del dionisiaco e della vera interpretazione della mitologia greca.

quindi, in definitiva, credo che sì, sia importante conoscere anche la vita di un autore al quale ci si senta magicamente affini. anche con isabel allende mi è capitato qualcosa di simile. ma ho già detto troppo.

cedo la parola ai miei compagni di classe, prof orazio Very Happy
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SALA   CONFERENZE Empty Il salto degli Orlandi di Marco Santagata

Messaggio Da orazio gentile il Mar 15 Mar 2011, 11:10

Arrivai alla eterea e leopardiana poesia di Cristina Campo affascinato dalla sua elegante ed altera bellezza.

Invece a Fiorile accadde qualcosa di opposto.

Membro di una giuria per l’assegnazione del premio Campiello, si trovò in una strana combinazione: Lesse un libro di racconti ed uno di questi l’affascinò immensamente, di che si trattava?
Ecco: Dopo secoli di vita lieta e di gratitudine verso il proprio autore, improvvisamente Orlando il Furioso si rende conto di essere un cavaliere senza passato, perché l’Ariosto, nel poema a lui intitolato, non gliene ha fornito alcuno. Quasi contemporaneamente, e più o meno negli stessi luoghi, l’altro Orlando, l’Innamorato, avverte il disagio di essere il cavaliere senza futuro: Matteo Maria Boiardo, l’autore dell’Orlando Innamorato, l’ha privato di un seguito e di un domani. I due Orlandi si ribellano e fanno il salto: l’uno nel poema dell’altro, a scompigliare le carte.

Così come io a dieci anni mi innamorai senza riserve della bellezza di una donna, così a Fiorile piacque l'erudita e giocosa fantasia dell’autore di quel libro di racconti. Dopo le premiazioni lo volle conoscere, mi disse che si trovò dinanzi ad un modesto professore di liceo, uomo grassottello, occhialuto, capelli grigi, baffi bianchi, mani sudate. Anche se uomo coltissimo, sembra che allora fosse uno dei massimi cultori del Petrarca, non gli piacque. Forse, mi disse, a causa di quelle mani sudate.

Se oggi dietro un buon libro scaviamo un poco, ecco che nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte alla vita di un insegnante, per scoprire che la sua più grande impresa è stata quella di vincere il concorso per ordinario (sempre che non ve lo abbia collocato la politica), ecco che la biografia di un docente di letteratura potrebbe essere inutile. Più che il contesto storico, in questo caso raccontatomi sarebbe valsa la cultura dell’autore.
Cultura letteraria avulsa dai tempi e da ogni contesto, in quanto esclusivamente libresca.
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Messaggio Da orazio gentile il Mar 15 Mar 2011, 12:19

caspiterina ha scritto:Mi alzo io! Voglio parlare! Però adesso non ho tempo... Crying or Very sad Mi risiedo.

... ed io ti sto ancora aspettando...fai con calma, ti aspetto...


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Messaggio Da debdea il Mar 15 Mar 2011, 12:57

orazio gentile ha scritto:... ed io ti sto ancora aspettando...fai con calma, ti aspetto...



anche io a te, prof Very Happy tongue
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SALA   CONFERENZE Empty Chartres

Messaggio Da orazio gentile il Mar 15 Mar 2011, 21:21

da questa poesia parte una catena di associazioni di idee che non finisce mai:
avevo finito di copiare la poesia di Cristina Campoper il forum dal suo libro "Latigre assenza", sfogliando due o tre pagine trovai questa lirica su Chartres:

...Chartres, ma questa volta
con le tue statue ferite,
percosse dai freddi anni dei nostri peccati lontani...

**
Chartres mi riporta alle più belle ed antiche vetrate colorate esistenti al mondo,
mi riporta a Marcel Proust la domenica alla Messa, insofferente di quel che andavano raccontando i preti, cavalcava la storia seguendo le vicende di re e cavalieri, papi e vescovi su quelle spendide vetrate che progressivamente erano illuminate dal sole durante la funzione religiosa che lui detestava cordialmente...

**
Marcel Proust , "garrusiello" (pederastello) lo chiamavano Piccolo e Lampedusa e senza volerlo offendevano Francesco Orlando che lavorava con loro ed andava notando forse in quegli anni quella stessa tendenza in se stesso. I due creavano così una grande frattura tra il maestro (Lampedusa) ed il suo unico allievo(Orlando). Frattura che nel tempo sarebbe divenuta formatrice di alcuni libri di Orlando e di Lanza Tomasi, oltre al film di Andò...

**
Francesco Orlando, divenuto ordinario di Letteratura francese alla Normale, curerà le opere ed in particolare un libretto di Marcel Proust: <<Contro Sainte-Beuve>> e quel libretto, stampato postumo, ci riporterà al tema della nostra conferenza.

**

Sainte-Beuve , uomo coltissimo, accademico di Francia, ( autore del perno storico della cultura Francese ed europea <<Port Royal>>, peccato che costi 150 € edito in Italia da Einaudi) era convinto che per giudicare un libro bisognasse anche saper tutto della vita reale e quotidiana del suo autore, delle sue opinioni, dei suoi comportamenti; che si dovessero fare ogni tipo di domande alle persone che lo avessero conosciuto, che fosse molto utile collezionare i suoi carteggi.

Il metodo critico di Sainte-Beuve consisteva infatti non solo nel non separare l'uomo dalla sua opera, ma addirittura nel ritenere che si dovesse arrivare al giudizio sull'opera dopo aver prima valutato l'autore come persona.

... ed in reazione al dire di questo grande della letteratura francese ecco che il piccolo Marcel Proust per dimostrare il contrario ... impiega 20 anni per creare la Recherche....(À la recherche du temps perdu).





Ultima modifica di orazio gentile il Mer 16 Mar 2011, 12:35, modificato 4 volte
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Messaggio Da debdea il Mar 15 Mar 2011, 21:25

un professore vero non ignorerebbe mai uno studente del suo corso. sarà costretto a mettergli il voto, presto o tardi............................. Rolling Eyes

bene bene. più vengo ignorata PIU' ALZO LA VOCE. prima o poi mi sbatterai fuori dall'aula, ALMENO. e per farlo dovrai alzarti, prendermi per un orecchio e trascinarmi fuori Very Happy

meglio di niente Wink
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Messaggio Da anonymizer il Mar 15 Mar 2011, 21:32

debdea ha scritto:un professore vero non ignorerebbe mai uno studente del suo corso. sarà costretto a mettergli il voto, presto o tardi............................. Rolling Eyes

bene bene. più vengo ignorata PIU' ALZO LA VOCE. prima o poi mi sbatterai fuori dall'aula, ALMENO. e per farlo dovrai alzarti, prendermi per un orecchio e trascinarmi fuori Very Happy

meglio di niente Wink

...se hai da dire cose inerenti l'argomento bene, altrimenti egregia debdea vai fuori dai cabasisi (quelli di Camilleri e Montalbano...)

in fede , anonymizer


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